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Qualità della circolazione nei Sistemi Autostradali

Nel Capitolo 1 sono stati descritti i concetti principali della Teoria del deflusso, la differenza tra deflusso ininterrotto e interrotto e i vari modelli studiati e la descrizione di tutti i suoi parametri fino ad arrivare alla elaborazione del manuale americano HCM 2000.

Nel Capitolo 2 si è voluto fare un confronto tra due manuali della capacità (HCM 2000 e HBS 2001), per mettere in risalto le diverse tipologie di ambiente autostradale, abitudini di guida, di regolazione di traffico e infine il diverso approccio usato dai due manuali per arrivare alla valutazione del livello di servizio LdS.

Nel Capitolo 3 è stata condotta un analisi sperimentale su una autostrada italiana per verificare l applicabilità dell HCM 2000, ed effettuare eventualmente una calibrazione del modello di deflusso (i.e. curva Flusso-Velocità) al fine di rappresentare meglio i dati sperimentali relativi all infrastruttura autostradale presa in esame . Inoltre si è cercato di effettuare una verifica anche dei coefficienti di equivalenza dei veicoli pesanti sempre con riferimento ai dati sperimentali analizzati.

Nel Capitolo finale dedicato alle conclusioni, sono stati analizzati criticamente ed illustrati sinteticamente i risultati delle analisi condotte sui dati sperimentali.

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4 Introduzione La costante crescita della domanda di trasporto sulle autostrade sta portando ad un notevole aumento della congestione che a sua volta comporta un maggiore impiego di tempo di viaggio da parte degli utenti ed un maggior rischio di incidenti e per questo motivo è molto importante studiare e tenere sotto controllo il deflusso autostradale. Il deflusso veicolare può essere descritto attraverso dei parametri di circolazione che si possono rilevare con l ausilio di un monitoraggio su una infrastruttura viaria con tecniche ed attrezzature differenti. Fin dagli anni trenta negli Stati Uniti, nel cercare una relazione tra i diversi parametri sono stati sviluppati vari modelli di deflusso che è possibile suddividere in modelli macroscopici e microscopici a seconda che essi operino su caratteristiche medie del deflusso o su grandezze riferite all interazione tra i singoli veicoli. Un altro ulteriore modello è il modello mesoscopico che studia il sistema viario analizzando gruppi di utenti con caratteristiche omogenee. Lo sviluppo di tutti questi modelli hanno fatto in modo che si potesse descrivere attraverso grafici la complessa realtà della circolazione e riuscire così a migliorare la gestione del deflusso veicolare. La qualità della circolazione potrebbe essere definita meglio tramite gli oneri che gli utenti devono sopportare (costo monetario, tempo impiegato nello spostamento, stress psicofisico dovuto al grado di comfort e sicurezza) e dipende da numerosi fattori come la tipologia di strada e la sua geometria, il numero e la tipologia di intersezione, i parametri principali di deflusso (portata, velocità e densità), la composizione di traffico, tipo di utenti e tanti altri fattori ancora. Riuscire a dare un aspetto qualitativo della circolazione con così tanti fattori è assai difficile e poco pratico ma molti studiosi attraverso la relazione dei parametri principali di deflusso sono riusciti ad individuare in uno spazio a tre dimensioni un punto corrispondente ad un valore numerico che descrive la qualità della circolazione, costruendo così una funzione dei livelli di servizio.

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Marco Bolzoni Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.