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Tra sogno e realtà: la poetica di Michel Gondry

L’obiettivo di questa tesi è di scoprire le caratteristiche principali della poetica di Michel Gondry, andando ad individuare la presenza o meno di elementi di continuità fra i suoi videoclip e lungometraggi.
Per fare questo ho voluto contestualizzare l’autore e fornire al lettore gli elementi necessari per affrontare successivamente l’analisi delle opere di Gondry. Nella prima parte quindi, ho analizzato brevemente la nascita e le caratteristiche del postmoderno, ho visto come questo cambiamento abbia coinvolto il cinema contemporaneo, prendendo in considerazione le caratteristiche che in seguito avrei incontrato nell’analisi delle opere del regista francese. Nel secondo capitolo ho descritto la vita e la carriera di Michel Gondry, a partire dalla sua spiccata creatività giovanile fino alla realizzazione delle sue ultime opere. Infine nella terza parte ho descritto le caratteristiche fondamentali della sua poetica, riscontrando la presenza di elementi di continuità tra i suoi videoclip e i suoi lungometraggi ed ho definito le tematiche comuni presenti nei suoi lavori.
La poetica individuata non vuole, e non può, essere risolutiva dell’autore, infatti, c’è da considerare il fatto che Michel Gondry sia nel pieno della sua attività e prometta di rinnovare ancora il suo concetto di cinema.

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3 INTRODUZIONE «Every great idea is on the verge of being stupid» 1 Michel Gondry L’idea di questa tesi nasce innanzitutto da una profonda ammirazione per Michel Gondry e i suoi lavori. Quando ero più giovane, negli anni Novanta, guardando Mtv, non mi affascinava tanto la musica, quanto piuttosto la creatività dei video musicali che andavano in onda. A quei tempi i video venivano identificati in base al gruppo musicale, senza nessun riferimento al regista che li realizzava. Qualche anno più tardi, per lavoro, ho studiato e messo in pratica le tecniche ed i programmi di montaggio video. Inoltre, per perfezionare le mie capacità, ho analizzato vari film e videoclip, anche quelli che guardavo da giovane, ma con occhio più critico ed ho iniziato così a comprendere le caratteristiche dei diversi registi. Tra questi il nome di Gondry già risaltava per il suo stile originale. Non a caso Nicoli inserisce ben due dei videoclip diretti da Gondry tra i 50 più significativi della storia 2 e Di Marino li definisce «due capolavori assoluti» 3 . Come vedremo, la particolarità di questo regista sta nell’uso che fa degli effetti speciali e del montaggio, un uso mai fine a se stesso ma con lo scopo di esprimere una determinata poetica, dove il contenitore cinematografico si fa contenuto stesso. Il regista francese utilizza il videoclip per sperimentare le diverse tecniche di montaggio e i vari effetti. Il risultato è un misto di effetti speciali esplicitamente realizzati e trucchetti 1 Trad.: “Ogni grande idea è ad un passo dall’essser stupida”, in GONDRY M. (a cura di), I've been twelve forever, DVD e pressbook, Palm Pictures, 2004 2 NICOLI L. (a cura di), Music Box: I 50 videoclip più significativi della storia, in DI MARINO B., Clip. 20 anni di musica in video (1981-2001), Castelvecchi, Roma, 2001, pp. 177-179 3 DI MARINO B., Clip, op. cit., p. 83

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Paolo Franco Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1649 click dal 18/07/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.