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La qualità della legislazione italiana: patologie e rimedi. La costituzione come grammatica del diritto

L'ordinamento giuridico italiano si presenta problematico sotto molteplici profili.
Si parla da tempo di "crisi della legge", che diventa poi, estendendosi, una vera e propria "crisi del diritto", che investe tutto l'ordinamento.
La crisi della legge si manifesta in tre aspetti: quantitativo, qualitativo e tipologico.
Il primo aspetto è quello del numero di atti normativi presenti nel nostro ordinamento: molte leggi rendono il diritto estremamente confuso e incerto. Inoltre, molte leggi portano la conseguenza che si modificano l'una con l'altra, procurando ancora più incertezza e confusione.
Il terzo aspetto è quello del tipo, del "nomen juris", di atti normativi cui diamo diritto di cittadinanza. In crisi il trinomio legge-regolamento-consuetudine, ci sono oggi almeno una cinquantina di diversi tipi di atti normativi, dalla Costituzione ai decreti ministeriali, alcuni assolutamente nuovi e quindi ancor di più problematici. Questo porta ad una crisi di uno dei capisaldi tradizionali della dottrina giuspubblicistica moderna: il sistema delle fonti e la sua classificazione in chiave gerarchica. é la competenza, oggi, a porsi come criterio dirimente per la risoluzione delle antinomie e la classificazione delle fonti.
Il secondo aspetto, il più importante, riguarda la qualità della legislazione. Molte leggi di per sè portano di già ad una legislazione confusa e di bassa qualità, ma il prodotto finale del nostro sistema è appesantito da vizi che contribuiscono ad abbassare la qualità stessa degli atti normativi. Le leggi infatti sono atti normativi scritti, redatti nel linguaggio normale o tecnico, che vengono comunicati e diffusi ai cittadini. I vizi nella stesura si ripercuotono sulla sostanza della legge, e il nostro ordinamento è in pole position nella scala degli errori e degli orrori da questo punto di vista.
Alcuni esempi? Leggi con dentro degli integrali, leggi con titoli muti, leggi con articoli inutili, leggi che sono scritte in linguaggio incomprensibile ad un cittadino comune, leggi piene di rinvii a catena o troppo prolisse, leggi omnibus e via dicendo.
i rimedi per la qualità della legge sono molti: di per sè, già quest'abbondanza rende evidente l'impotenza del legislatore di fronte al problema.
Sono analizzati 4 rimedi in particolare: l'Analisi di Impatto della Regolamentazione, l'Analisi Tecnico-Giuridica, l Valutazione di Impatto della Regolamentazione e il drafting legislativo. Di questi rimedi si analizzano la storia, il quadro normativo attuale, le potenzialità come soluzione al problema e le criticità emerse finora.
Si indica infine un modello di qualità legislativa: la Costituzione. Che deve diventare la vera e propria grammatica del nostro ordinamento.

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II Introduzione L’attenzione ai profili qualitativi della legislazione è un fenomeno relativamente recente. La crisi della legge – o meglio, la crisi del diritto – è un argomento che da sempre affascina gli studiosi della materia, e affonda le sue radici nella normale correlazione che esiste tra un ordinamento giuridico e la società della quale è espressione. Un chiaro esempio di questo interesse è dato dalle moltissime metafore – spesso delle vere e proprie iperboli – con le quali gli “addetti ai lavori” si riferiscono al diritto nel suo complesso: un mare in cui un navigatore è senza bussola, una giungla dentro alla quale è difficile muoversi, un labirinto da cui è difficile uscire, una torre di Babele infinita da scalare e via dicendo. Da sottolineare il fatto che si tratta in tutti i casi di metafore dotate di portata semantica negativa, il cui referente logico rimanda a vicende, esperienze o immagini visive spiacevoli. Molto si è detto – e soprattutto scritto – sui difetti che affliggono il sistema normativo italiano, anche se le riflessioni – sia dei giuristi sia degli esponenti di importanti organismi istituzionali – si sono concentrate soprattutto su due profili. Il primo aspetto – che forse si è studiato e approfondito più di tutti – è quello quantitativo, che ha appassionato nell’ultimo cinquantennio varie personalità e varie commissioni nell’attività di calcolo del numero delle leggi e degli atti normativi di vario livello presenti all’interno del nostro ordinamento. Altrettanto impegno è stato profuso nello sviluppo del secondo aspetto, relativo alla rivalutazione del sistema delle fonti. Espressione di una mentalità giuridica votata al razionalismo, secondo la quale le fonti di un dato sistema normativo sono precisamente collocabili all’interno di una scala gerarchica, la perfetta architettura dello stato liberale ha mostrato in questi ultimi decenni evidenti segni di sgretolamento, attirando l’attenzione della scienza giuridica proprio per operarne una risistemazione concettuale. Numero complessivo degli atti normativi e sistemazione delle fonti dell’ordinamento: sono questi i profili tradizionalmente studiati della crisi della legge, ed entrambi possono ricondursi all’aspetto quantitativo come minimo comun denominatore. Rimane un po’ in ombra in questo senso il diverso aspetto della qualità della legislazione. Almeno fino agli anni Settanta, i temi relativi alla perfetta scrittura delle leggi, alla corretta struttura del testo

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lucio Maria Lanzetti Contatta »

Composta da 281 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 520 click dal 24/07/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.