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Ruolo dell'espressione di Hsp90, ki67 e dell'amplificazione di topoisomerasi 2 come fattori predittivi di risposta completa patologica al trattamento con chemioterapia di induzione in associazione a trastuzumab in pazienti con carcinoma della mammella operabile o localmente avanzato

Il carcinoma della mammella é la più frequente neoplasia nelle donne. La chemioterapia neoadiuvante é attualmente il trattamento standard per i tumori operabili di grosse dimensioni, tumori localmente avanzati o per il carcinoma infiammatorio. Ha come obiettivi rendere operabile un tumore inizialmente inoperabile, valutare la chemiosensibilitá della neoplasia e aumentare la probabilitá di chirurgia conservativa. Il mio studio é stato eseguito su 24 pazienti con diagnosi di k della mammella localmente avanzato o operabile con lo scopo di dimostrare se esiste una correlazione tra i marcatori Hsp90, ki67 e topo2A e la risposta completa patologica, definita come l assenza di residui invasivi e non in mammella e linfonodi. pCR ottenuta: 16,7%. Correlazione non statisticamente significativa con pCR sebbene le pz con amplificazione di topo2A, ki67 overespresso (>15%), hsp90>50% abbiano ottenuto una maggior percentuale di pCR. Inoltre é stata ottenuta una correlazione tra pCR e grado G3 e HR

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1 1. INTRODUZIONE Il carcinoma della mammella è la più frequente neoplasia a livello mondiale nel sesso femminile: è, infatti, responsabile di più del 20% delle morti per cancro nelle donne. Oggi, per tumori operabili di grandi dimensioni (stadi II e IIIA) e per tumori localmente avanzati non operabili (stadi IIIB, IIIC e carcinoma infiammatorio), in pazienti Her2+, le linee guida prevedono un trattamento neoadiuvante con antracicline e taxani più trastuzumab, seguito da chirurgia associata o meno a radioterapia. Questo ha come scopo di aumentare la possibilità di chirurgia conservativa nei casi candidati alla mastectomia e di permettere l’intervento chirurgico alle pazienti giudicate inizialmente non operabili in modo radicale per le dimensioni del tumore o per la presenza di linfonodi palpabili clinicamente. Questa modalità di terapia è in grado di indurre il 70-90 % di risposte, di cui un 20% di risposte complete patologiche (pCR) con una sopravvivenza a 5 anni di circa il 50% delle pazienti. Attualmente non esistono ancora prove definitive che documentino la presenza di fattori predittivi di risposta completa al trattamento neoadiuvante. Il mio lavoro, eseguito su 24 pazienti, vuole perciò contribuire a generare l’ipotesi che alcuni marcatori molecolari, in particolare HSP90, topoisomerasi II e Ki67, se espressi, possano aumentare la possibilità di predire la risposta completa al trattamento primario. HSP90 è una proteina dello shock termico di peso molecolare di circa 90kDa appartenente alla famiglia dei chaperoni molecolari, che agisce nel ripiegamento e nell’attivazione di determinate proteine, tra cui fattori di trascrizione, proteinchinasi, recettori di steroidi ed Her2. Inoltre essa preserva l’integrità della cellula qualora sia esposta a elevate temperature. Topoisomerasi II è, invece, un enzima che si lega al DNA e ne modifica il superavvolgimento rompendo reversibilmente la doppia elica, facendo passare un secondo doppio filamento di DNA attraverso la rottura e risaldando il filamento di DNA clivato. KI67, infine, è un antigene nucleare espresso dalle cellule in proliferazione ed assente in quelle quiescenti (fase G0 del ciclo cellulare) ed utilizzato oggi come marcatore di proliferazione cellulare, esprimendo quindi il tasso di crescita tumorale.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Silvia Avesani Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1062 click dal 10/09/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.