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La Discesa dei Candelieri: appunti per una ricerca etnografica

Informazioni tesi

  Autore: Marco Salvatore Cossu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Alessandro Simonicca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

Attraverso un compendio di autori selezionati che indagano la dimensione festiva si tenta di proporre un'insieme di domande e riflessioni sulla festa della Discesa dei candelieri di Sassari tra suggestioni e ipotesi di ricerca.

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2 Introduzione. Nell'ambito della conclusione del ciclo di studi triennale del Corso di Laurea in Teorie e Pratiche dell'Antropologia, ho maturato la decisione di trattare come argomento della prova finale, il tema della festa, concentrandomi su una dimensione festiva a me vicina solo perché nato nella città che la ospita ma a me lontana perché non socializzato nel contesto proprio della cultura locale che ne è produttore e agente. La festa è quella della Discesa dei Candelieri di Sassari più nota come “Faradda di li Candareri” che si celebra ogni anno il 14 di Agosto alla vigilia della festività cattolica dell'Assunta, a essa legata per motivazioni storiche cui accenneremo e da cui trarremo gli elementi fondanti il principio che muove una macchina festiva imponente che vede protagonisti dieci gruppi, chiamati gremi, che rappresentano le antiche corporazioni di arti e mestieri. Il tema della festa sarà affrontato a partire dalle prospettive metodologiche e analitico-critiche di diversi autori antropologi, sociologi, storici e studiosi vari che hanno contribuito col loro lavoro di ricerca a esplorare i contesti ludici, iconici, simbolici, mitologici, politici delle feste e da cui attingeremo per inquadrare secondo alcune chiavi di lettura, da tali autori suggerite, l'ambiente festivo sassarese e tentare di porci alcune domande centrali che possano essere guida per un’auspicabile ricerca etnografica accurata. Gli autori a cui mi riferisco hanno trattato il tema della festa di volta in volta seguendo delle precise prospettive interpretative. Le diverse prospettive a cui si fa riferimento sono portatrici di discorsi sull'uomo, di antropologie, che hanno come portavoce autori ben distinti nel panorama degli studi. Tra essi, si pensi a Clara Gallini, collaboratrice di Ernesto De Martino, la cui analisi delle feste nella Sardegna centrale, applica i concetti fondanti del maestro su una terra di confine che nel periodo della ricerca viveva ampie trasformazioni socio-economiche, sotto la spinta dell'industrializzazione, le prime tracce del turismo di massa e le politiche nazionali sempre più burocratizzanti i rapporti tra istituzioni e comunità. Nonostante ciò le comunità dell'interno salvavano le proprie forme culturali di esistenza anche grazie alla partecipazione attiva che si esplicitava durante le feste, mostrando più che una resistenza organizzata una volontà di promuovere e trasmettere istanze culturali che avevano contraddistinto il proprio vivere insieme, al di là delle differenze di status o di provenienza. In questo modo esse riproducevano un sistema culturale complesso secondo ordini e regole che fondavano (e forse fondano ancora nell'ambito del ricordo mitologizzato) la rete delle comunità che intorno alla festa concentravano speranze e delusioni, dissensi e accordi, volontà di confronto e scontro in base alle regole che la cultura locale aveva consolidato. Il libro Il Consumo del sacro, Feste lunghe di Sardegna ci introduce in questa dimensione festiva altamente articolata e codificata

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Parole chiave

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patto
etnografia
festa
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candelieri
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faraddha
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patrimonio culturale immateriale

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