Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Lo stilista e il manager: un unico binomio. Creatività e management a confronto.

Il mio testo ruota attorno al concetto di binomio all'interno delle industrie culturali e, in particolare, all'interno del sistema moda, dove creatività e management convivono oggi a stretto contatto.
Ho pertanto definito i ruoli e le nuove forme di collaborazione tra l'apparato creativo, incarnato dallo stilista, e quello amministrativo, rappresentato dal manager; figure che solo apparentemente possono sembrare lontane e contrarie, ma che in realtà si accompagnano l'un l'altra per ottenere risultati vincenti sul mercato.
Ho sfatato di conseguenza il luogo comune ruotante attorno allo stilista - posto come genio incompreso, folle o capriccioso - affermando che tutto solo, senza una spalla amministrativa complice ed efficiente, non riuscirebbe ad incanalare e sviluppare la propria creatività. Per dimostrare ciò, ho dedicato infine un intero capitolo esemplificando il concetto di binomio in storiche coppie creativo-manager: tra i tanti, Valentino e Giammetti, Yves Saint Laurent e Pierre Bergè, Dior e Boussac, coppie lavorative che spesso divenivano coppie di fatto, ponendo sul loro successo un sigillo d'amore. La moda, ancora una volta, rivela così la sua natura duale, ibrida.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione Quando, nel mondo della moda, si parla di moda unicamente in termini di creatività, estro e intuito, si rischia di cadere nello scontato: è l’errore di coloro che, estranei al sistema e al suo funzionamento, vengono abbagliati e fuorviati dal racconto mediatico di un mondo favoleggiante e pailettato. Un mondo che sembra alimentarsi di mere apparenze – star-system, red carpet, copertine, modelle – e che, nella concezione comune, risulta spesso dipendente alle vite e alle personalità eccentriche di stilisti e designer. Di conseguenza, la stessa definizione di creativo porterà con sé il peso di conclusioni semplicistiche, che il più delle volte lo collocano in un immaginario generalizzante, come una figura capricciosa, eroica o solitaria, dotata di genio e talento innati. Questa serie di convenzioni, piuttosto caricaturale, non è del tutto inesatta, quanto approssimata, nel rappresentare la componente più emozionale delle industrie di moda. Ecco allora che in primo luogo occorre compiere una distinzione fondamentale – seppur fittizia, come dimostrerò nel corso del testo, poiché basata su due fattori vincolati reciprocamente – tra creatività e management. L’evoluzione e l’analisi di tale rapporto, che vede all’opera nella moda un’anima creativa agire accanto a un’anima manageriale, è utile a comprendere il modello gestionale nelle aziende del sistema moda, andando a sfatare numerose leggende e svelando i meccanismi che possono decretare successi o insuccessi. Per Pierre Bourdieu 1 non sarebbe di certo una novità spiegare la moda come un campo intermedio tra quello burocratico e quello artistico 2 , una valutazione che ha trovato infatti la sua corrispondenza concreta in ciò che indichiamo sotto la voce “binomi”: un fenomeno antico, molto frequente nel settore delle industrie culturali, che sottolinea la natura duale della moda. Se osserviamo i trionfi storici di celebri aziende, vediamo che i binomi sono composti da un creativo - uno stilista - e un amministrativo - un manager - accompagnatori l’uno dell’altro, senza dosi di competitività o agonismo, a dimostrare che nessuna delle due figure deve essere considerata inferiore o secondaria. Il mio studio intende pertanto osservare l’interazione incessante tra i due ruoli, cercando di delinearne qualità, compiti e confini. Con tale obiettivo passerò in rassegna casi esemplari di binomi, di coppie autentiche, scelte sia per la loro importanza nella storia della moda, sia per la particolarità delle loro sintonie, dove spesso l’affinità lavorativa sfocia in quella personale. 1 Pierre Bourdieu [1930 – 2002] è stato sociologo, antropologo e filosofo francese. Tratta svariati e numerosi argomenti tra cui etnografia, arte, letteratura, pedagogia, linguaggio, costume e televisione. Il suo La distinzione. Critica sociale del gusto [1979] è stato nominato dall’Associazione Internazionale di Studi Sociologici come uno dei dieci testi di sociologia più importanti del XX secolo; ce ne interesseremo per introdurre un breve accenno riguardante le teorie della moda come sistema, o meglio, per dirla alla Bourdieu, della moda intesa come “campo”. 2 Bourdieu in Giusti, N. [2009], Introduzione allo studio della moda, Bologna, Il Mulino, pp. 148-49;

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cecilia Cestari Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3998 click dal 06/09/2013.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.