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La comunicazione radiofonica: La voce del conduttore

Scopo del presente lavoro è quello di analizzare il fenomeno della comunicazione radiofonica dal punto di vista generale, ovvero definendo le caratteristiche del suono e della comunicazione radiofonica: voce, musica ed effetti sonori. Successivamente, si cercherà di approfondire il parlato in particolare nel ruolo del conduttore o speaker radiofonico.
La radio è il mezzo elettronico di massa più antico tra i mezzi di comunicazione “moderni”. All'inizio fu percepita come mezzo che avrebbe posto fine a vari generi di spettacolo come: il varietà, la musica dal vivo, il cabaret e il teatro. In realtà, con il passare del tempo, ci si accorse come questi generi non solo non scomparirono, ma, anzi, hanno avuto nella radio un rinnovato slancio e l'acquisizione di un più ampio pubblico.

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Introduzione Scopo del presente lavoro è quello di analizzare il fenomeno della comunicazione radiofonica dal punto di vista generale, ovvero definendo le caratteristiche del suono e della comunicazione radiofonica: voce, musica ed effetti sonori. Successivamente, si cercherà di approfondire il parlato in particolare nel ruolo del conduttore o speaker radiofonico. La radio è il mezzo elettronico di massa più antico tra i mezzi di comunicazione “moderni”. All'inizio fu percepita come mezzo che avrebbe posto fine a vari generi di spettacolo come: il varietà, la musica dal vivo, il cabaret e il teatro. In realtà, con il passare del tempo, ci si accorse come questi generi non solo non scomparirono, ma, anzi, hanno avuto nella radio un rinnovato slancio e l'acquisizione di un più ampio pubblico. 1 La radio, tuttavia, è sempre stata considerata un medium secondario rispetto alla televisione e al giornale . Tony Schwartz, riassume in una frase tutti i suoi studi riguardo la percezione che gli ascoltatori hanno della radio: «Quando chiedete alle persone se ascoltano la radio è facile che rispondano “No”. Quando poi chiedete loro se, quando sono in macchina tengono la radio accesa rispondono di “Si”». 2 Si deduce che la radio nella vita delle persone svolge un ruolo di “sfondo”, usata quasi senza rendersene conto. 3 Questa caratteristica di agire come una presenza discreta e quasi non percepibile, in realtà, offre allo strumento radiofonico una eccezionale potenzialità, forse ancora non ben compresa né sfruttata. 1 Cf. Roberto GRANDI, Il pensiero e la radio. Cento anni di radio: una antologia di scritti classici, Milano, Lupetti, 1995, pp. 7-8. 2 Tony SCHWARTZ citato da Peppino ORTOLEVA, Un mezzo «dimenticato»?, in P. ORTOLEV A – B. SCARAMUCCI (Edd.), Enciclopedia della radio, Milano, Garzanti, 2003, p. 961. 3 Cf. ORTOLEV A, Un mezzo «dimenticato»?,p. 961. - Pag 3 -

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Roberto Mistre Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.