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L'allenamento della forza esplosiva nel giovane calciatore: sprint e pliometria a confronto

La tesi si pone come scopo la verifica di due modalità di allenamento della forza esplosiva condotte per due mesi su una squadra di calciatori allievi provinciali. L'allenamento consisteva in balzi su ostacoli medi e alti (gruppo balzi) e sprint su varie distanze, 10, 20 e 30m (gruppo sprint)Il volume dell'allenamento cresceva nel corso delle settimane seguendo un protocollo da letteratura (Markovic et al.(2007), Effects of Sprint and Plyometric Training on Muscle Function and Athletic Performance, Journal of Strenght and Conditioning research). Nessuna differenza significativa tra i due gruppi, ma è preferibile l'allenamento di sprint per le minori sollecitazioni sul rachide.

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3 INTRODUZIONE Nel mondo del calcio di oggi, si fa fronte ad una moltitudine di cambiamenti, specialmente di natura fisica che hanno sicuramente portato ad un evoluzione dello spettacolo proposto da questa disciplina sportiva. Rispetto a qualche decennio fa, il gioco del calcio si è indirizzato verso una maggior fisicità e una piø elevata intensità di gioco comportando conseguentemente delle modifiche e miglioramenti nelle metodologie di allenamento delle varie capacità condizionali. Tale aspetto può essere condiviso sia a livello professionistico, in cui ci sono maggiori disponibilità economiche per testare le prestazioni e i momenti di forma degli atleti, sia a livello dilettantistico e giovanile, in cui gli “esperti” del settore sono in grado di capire quali mezzi e metodi utilizzare con uomini e ragazzi in fase di crescita. E' importante far comprendere che bambini e adolescenti non devono essere considerati adulti in miniatura, pertanto occorre conoscere i periodi di sviluppo di ogni individuo in ciascun contesto, sia esso comportamentale, sociale, relazionale, psichico e motorio. Per ottenere il meglio dai nostri atleti nelle varie competizioni sportive è buona cosa che ogni allenatore riconosca quali siano i gesti specifici della disciplina e sappia considerare le cosiddette “fasi sensibili” in cui lo sviluppo di una determinata capacità motoria, durante il periodo evolutivo, presenta una notevole impennata, contribuendo quindi a migliorare le abilità del soggetto. Il calcio è uno sport aerobico-anaerobico alternato composto da azioni esplosive come scatti, decelerazioni, cambi di direzione, allunghi, pause, balzi e tiri, ma spesso molti allenatori di “vecchio stile” credono che sia uno sport di sola corsa e non prestano attenzione alla componete della forza e alla funzionalità dei loro allenamenti nei confronti della gara. Di conseguenza le esercitazioni non sono del tutto utili alla prestazione, o meglio per la forza specifica che in questa disciplina ormai ha assunto un ruolo fondamentale. In questi tempi la situazione si sta evolvendo e un maggior numero di tecnici sono istruiti per migliorare le conoscenze ma c'è ancora qualcuno di “lontana esperienza” che non si aggiorna e non applica metodologie di allenamento recenti e utili al giovane calciatore di oggi. Per esperienza personale, in qualità di calciatore dilettante, da quando frequento l'università di Scienze motorie mi sono accorto che molte volte nel corso della carriera, molti allenatori hanno sottovalutato l'aspetto della forza funzionale della nostra pratica sportiva, e ciò veniva affiancato ad un allenamento in cui serie, ripetizioni e tempi di recupero non sempre soddisfavano le esigenze metaboliche del fisico.

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Stefano Gaetani Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.