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Gli strumenti finanziari nel bilancio delle banche IAS-compliant: analisi dell'impatto degli IAS 32, IAS 39 e IFRS 7 sul bilancio delle banche

Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Taldone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Business Administration
  Relatore: Donatella Busso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 336

In questa tesi ho voluto analizzare l’impatto avuto dagli IAS 32, IAS 39 e IFRS 7 sul bilancio delle banche.
Nella prima parte della tesi ho realizzato dapprima una breve panoramica sull’introduzione degli IAS/IFRS in ambito comunitario e nazionale, quindi mi sono soffermato sull’analizzare il contenuto dei singoli principi contabili.
Nel Capitolo 2, innanzitutto, ho esaminato il contenuto dello IAS 32 (Strumenti finanziari: esposizione in bilancio), analizzando nello specifico le definizioni di strumenti finanziari, di attività finanziarie, di passività finanziarie e di strumenti rappresentavi di capitale in esso contenuti.
Nei successivi capitoli, quindi, mi sono soffermato sull’analisi del contenuto dello IAS 39 (Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione), il quale rappresenta sicuramente il principio contabile internazionale che ha generato i più importanti e significativi cambiamenti relativamente al trattamento degli strumenti finanziari nell’ambito del bilancio delle banche.
Nello specifico, lo IAS 39 ha introdotto rilevanti cambiamenti per quanto riguarda:
- la classificazione degli strumenti finanziari, i quali sono stati distinti in quattro categorie (Fair Value Through Profit and Loss, Held to Maturity, Loans and Receivables e Available for Sale) in base alle loro caratteristiche;
- la valutazione e la rilevazione degli strumenti finanziari, con l’introduzione del concetto di fair value e di costo ammortizzato;
- la riclassificazione e l’eliminazione degli strumenti finanziari;
- gli strumenti finanziari derivati e il loro impiego nelle operazioni di copertura (hedge accounting).
La complessità dello IAS 39 ha generato, però, dei problemi di comprensione e di applicazione; per questo motivo, a partire dal 1 gennaio 2013 sarà sostituito dall’IFRS 9, il quale è attualmente in fase di realizzazione.
Nel Capitolo 6, quindi, ho esaminato il contenuto dell’IFRS 7 (Strumenti finanziari: informazioni integrative), soffermandomi in particolar modo sulle informazioni integrative al bilancio che le banche devono fornire relativamente:
- alla rilevanza degli strumenti finanziari con riferimento alla situazione patrimoniale, finanziaria e al risultato economico della banca,
- alla natura e all’entità dei rischi (rischio di credito, rischio di liquidità e rischio di mercato), derivanti dagli strumenti finanziari, ai quali la banca è esposta e al modo in cui la banca gestisce tali rischi.
Nel Capitolo 7, poi, ho esaminato il contenuto della Circolare n. 262/05, che rappresenta il documento attraverso la quale la Banca d’Italia ha recepito gli IAS 32, IAS 39 e IFRS 7, mettendo in particolar modo in evidenza il significativo mutamento della struttura e del contenuto del bilancio delle banche che essa ha generato.
Nel Capitolo 8, infine, ho analizzato l’impatto concreto avuto dagli IAS 32,IAS 39 e IFRS 7 (strumenti finanziari detenuti, rischi a cui sono esposte le banche, operazioni di copertura adottate, riclassificazioni effettuate, ecc.) sui bilanci delle principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, Mediobanca, UBI Banca, Unicredit, ecc.), soffermandomi, in particolar modo, sulle differenti “strategie di applicazione degli IAS/IFRS” adottate.

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7 CAPITOLO 1 L’INTRODUZIONE DEGLI IAS/IFRS E LE PRINCIPALI IMPLICAZIONI PER LE BANCHE 1. Introduzione L’introduzione dei principi contabili internazionali e la loro adozione da parte della Commissione Europea risponde contemporaneamente a diverse esigenze: - costituisce uno dei momenti più importanti del processo di armonizzazione normativa finalizzato alla creazione di un’area economica europea omogenea; - è uno degli strumenti più efficaci per colmare le carenze esistenti in tema di trasparenza e comparabilità nell’ambito dei processi contabili e di redazione dei bilanci societari; - consente una progressiva convergenza tra i criteri contabili europei e quelli in uso nei paesi anglosassoni, al fine di rendere omogenei, e quindi comparabili, gli elementi di valutazione a disposizione degli investitori nei mercati finanziari internazionali; - favorisce, di conseguenza, la circolazione dei capitali, consentendo alle imprese di ampliare, anche a livello internazionale, le possibilità di reperire risorse finanziarie a titolo di capitale di rischio. In linea generale, il passaggio dalla precedente normativa di bilancio, applicata sino al 2004, alle nuove regole previste dai principi contabili internazionali, ha comportato notevoli riflessi sulle modalità di rilevazione delle operazioni, sulla classificazione delle principali poste in bilancio e sui criteri di valutazione delle attività e passività. Ma novità di rilievo si riscontrano anche semplicemente analizzando la struttura e i contenuti informativi del bilancio: la prima risulta ampliata e costituita dai documenti di Stato Patrimoniale, Conto Economico, Nota Integrativa, Relazione degli Amministratori, Relazione sulla Gestione, Rendiconto Finanziario e Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto; i contenuti informativi, specie quelli relativi alla Nota Integrativa, risultano anch’essi ampliati

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