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Street art: dalle origini alle esperienze più recenti

Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Montanari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Elisabetta Cristallini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

Fin dall’inizio le vicissitudini e i pareri sul graffitismo sono stati tanto diversi e altalenanti da farlo considerare prima un’ ignobile pratica vandalica e poi una fucina di artisti da osannare; più volte è stato dichiarato morto e sepolto, poi risorto.
A tutt’oggi, il dibattito sul tema è ancora aperto, anche se, ormai, sono passati quarant’anni dai fermenti iniziali e il graffitismo moderno o writing non sembra essere più in grado di tracciare percorsi innovativi che si discostino nettamente dai solchi-guida lasciati dai “padri fondatori”.
Tuttavia, i validi propositi di fondo del graffitismo e l’innato bisogno dell’uomo di lasciare un segno nel suo ambiente di vita, hanno permesso lo sviluppo di una nuova forma di espressione artistica: la Street Art, nata nell’ambiente del writing ed evolutasi in maniera assolutamente autonoma.
LaiStreetiArt è un fenomeno artistico sul quale si fa spesso molta confusione, assimilandola sommariamente al graffitismo o alla Public Art, che sono solamente alcuni dei suoi tanti padri (peraltro, come è tipico delle avanguardie, non ufficialmente riconosciuti), date le diverse correnti che la hanno influenzata e resa così variegata e capace di trovare nuove modalità artistiche per coinvolgere il “pubblico-passante”.
Per comprendere al meglio le radici storiche e culturali della Street Art, che è a tutti gli effetti una nuova avanguardia artistica con obiettivi comuni, questa tesi analizzerà dapprima il graffitismo con la contingente cultura hip hop; in seguito si cercherà di evidenziare i canoni secondo i quali la Street Art si è strutturata come movimento unitario, nonostante le modalità artistiche e le strategie attitudinali degli Street artist siano anche molto differenti fra loro, grazie all’apporto più o meno diretto delle Avanguardie Storiche, dell’Internazionale Situazionista e di vari movimenti controculturali dell’underground.

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8 1. BREVE STORIA DEL GRAFFITISMO, ANTENATO DELLA STREET ART 1.1. Ragazzi di strada e cultura hip hop Per cercare di far chiarezza sulla Street Art, è opportuno cercare d’inquadrare e comprendere il fenomeno all’interno del quale è nata, per poi svilupparsi autonomamente. A questo scopo è fondamentale parlare del writing e, per completezza, della cultura o meglio la sottocultura o controcultura all’interno della quale si è sviluppato: l’hip hop. 1 L’hip hop, è un movimento culturale nato negli anni ’70, all’interno delle comunità Afro-Americane e Latino-Americane che risiedevano nei ghetti, quartieri malfamati come il Bronx, celeberrimo e ormai mitico quartiere di New York. 2 Il cuore del movimento erano i block party, 3 feste di quartiere, dove si manifestavano le quattro attività principali di questa sottocultura: l’MCing, il DJing, 4 il b-boying 5 e il writing. L’MCing è un’ attività in cui l’MC 6 (Master of Ceremonies) intratteneva il pubblico con il suo rap 7 . Presto questa figura sarà accompagnata da un dj che, al tempo, mixava dischi funk, usando per la prima volta due piatti e isolando parti delle canzoni (i breaks) 8 creava così un ritmo (detto beat, tipico della musica rap) che accompagnava musicalmente l’MC. 1 Si ritiene che questo termine sia stato inventato dal rapper Keith Cowboy, scimmiottando la cadenza ritmica tenuta dai militari in quel periodo. Cfr. www.en.wikipedia.org/wiki/ Hip_hop_music; sulla cultura hip hop, cfr. N. DE RIENZO, Hip hop. Parole di una cultura di strada (I Tascabili), Baldini Castoldi Delai, Milano 2008. 2 Cfr. N. DE RIENZO, Hip hop…, op. cit.; A. RIVA, Street Art Sweet Art, in Street Art Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione pop up, catalogo della mostra a cura di Id. (Milano, Padiglione d’Arte Contemporanea, 8 marzo-9 aprile 2007), Skira, Milano, 2007; pp. 15-50, pp. 31-32. 3 Vedi Glossario, sui block party, vedi anche: www.en.wikipedia.org/wiki/Hip_hop_music; www.it.wikipedia.org/wiki/Block party. 4 All'attività di un dj di tipo hip hop viene collegato il turntablism:, grazie a questa disciplina il dj riesce a “suonare il disco”, cioè ad utilizzare un giradischi e un disco in vinile come strumenti (vedi Glossario). Sul DJing vedi anche: www.it.wikipedia.org/wiki/Hip_hop. 5 E’ il ballo della breakdance i cui ballerini vengono chiamati b-boy o b-girl. 6 Nel gergo hip hop l’MC è il rapper più bravo, che detiene il potere (il microfono) e conduce la serata. Cfr. www.en.wikipedia.org/wiki/Master_of_Ceremonies; www.en.wikipedia.org/wiki/Hip_hop_music 7 Il rap, è uno stile musicale che consiste nel parlare in rima seguendo un certo ritmo, detto beat. Cfr. www.daveyd.com/bbamstat.html; www.it.wikipedia.org/wiki/Rap#cite_note-0. 8 «Il Dj Kool Herc nel 1972 riproducendo di seguito un breaks creò il breakbeat, ovvero un brano musicale con un beat seriale, che divenne caratteristico della musica hip hop e della breakdance (da qui il termine)». Cit. tratta da: www.it.wikipedia.org/wiki/Break; Cfr. anche www.it.wikipedia.org/wiki/Hip_hop.

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