Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Street art: dalle origini alle esperienze più recenti

Fin dall’inizio le vicissitudini e i pareri sul graffitismo sono stati tanto diversi e altalenanti da farlo considerare prima un’ ignobile pratica vandalica e poi una fucina di artisti da osannare; più volte è stato dichiarato morto e sepolto, poi risorto.
A tutt’oggi, il dibattito sul tema è ancora aperto, anche se, ormai, sono passati quarant’anni dai fermenti iniziali e il graffitismo moderno o writing non sembra essere più in grado di tracciare percorsi innovativi che si discostino nettamente dai solchi-guida lasciati dai “padri fondatori”.
Tuttavia, i validi propositi di fondo del graffitismo e l’innato bisogno dell’uomo di lasciare un segno nel suo ambiente di vita, hanno permesso lo sviluppo di una nuova forma di espressione artistica: la Street Art, nata nell’ambiente del writing ed evolutasi in maniera assolutamente autonoma.
LaiStreetiArt è un fenomeno artistico sul quale si fa spesso molta confusione, assimilandola sommariamente al graffitismo o alla Public Art, che sono solamente alcuni dei suoi tanti padri (peraltro, come è tipico delle avanguardie, non ufficialmente riconosciuti), date le diverse correnti che la hanno influenzata e resa così variegata e capace di trovare nuove modalità artistiche per coinvolgere il “pubblico-passante”.
Per comprendere al meglio le radici storiche e culturali della Street Art, che è a tutti gli effetti una nuova avanguardia artistica con obiettivi comuni, questa tesi analizzerà dapprima il graffitismo con la contingente cultura hip hop; in seguito si cercherà di evidenziare i canoni secondo i quali la Street Art si è strutturata come movimento unitario, nonostante le modalità artistiche e le strategie attitudinali degli Street artist siano anche molto differenti fra loro, grazie all’apporto più o meno diretto delle Avanguardie Storiche, dell’Internazionale Situazionista e di vari movimenti controculturali dell’underground.

Mostra/Nascondi contenuto.
8 1. BREVE STORIA DEL GRAFFITISMO, ANTENATO DELLA STREET ART 1.1. Ragazzi di strada e cultura hip hop Per cercare di far chiarezza sulla Street Art, è opportuno cercare d’inquadrare e comprendere il fenomeno all’interno del quale è nata, per poi svilupparsi autonomamente. A questo scopo è fondamentale parlare del writing e, per completezza, della cultura o meglio la sottocultura o controcultura all’interno della quale si è sviluppato: l’hip hop. 1 L’hip hop, è un movimento culturale nato negli anni ’70, all’interno delle comunità Afro-Americane e Latino-Americane che risiedevano nei ghetti, quartieri malfamati come il Bronx, celeberrimo e ormai mitico quartiere di New York. 2 Il cuore del movimento erano i block party, 3 feste di quartiere, dove si manifestavano le quattro attività principali di questa sottocultura: l’MCing, il DJing, 4 il b-boying 5 e il writing. L’MCing è un’ attività in cui l’MC 6 (Master of Ceremonies) intratteneva il pubblico con il suo rap 7 . Presto questa figura sarà accompagnata da un dj che, al tempo, mixava dischi funk, usando per la prima volta due piatti e isolando parti delle canzoni (i breaks) 8 creava così un ritmo (detto beat, tipico della musica rap) che accompagnava musicalmente l’MC. 1 Si ritiene che questo termine sia stato inventato dal rapper Keith Cowboy, scimmiottando la cadenza ritmica tenuta dai militari in quel periodo. Cfr. www.en.wikipedia.org/wiki/ Hip_hop_music; sulla cultura hip hop, cfr. N. DE RIENZO, Hip hop. Parole di una cultura di strada (I Tascabili), Baldini Castoldi Delai, Milano 2008. 2 Cfr. N. DE RIENZO, Hip hop…, op. cit.; A. RIVA, Street Art Sweet Art, in Street Art Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione pop up, catalogo della mostra a cura di Id. (Milano, Padiglione d’Arte Contemporanea, 8 marzo-9 aprile 2007), Skira, Milano, 2007; pp. 15-50, pp. 31-32. 3 Vedi Glossario, sui block party, vedi anche: www.en.wikipedia.org/wiki/Hip_hop_music; www.it.wikipedia.org/wiki/Block party. 4 All'attività di un dj di tipo hip hop viene collegato il turntablism:, grazie a questa disciplina il dj riesce a “suonare il disco”, cioè ad utilizzare un giradischi e un disco in vinile come strumenti (vedi Glossario). Sul DJing vedi anche: www.it.wikipedia.org/wiki/Hip_hop. 5 E’ il ballo della breakdance i cui ballerini vengono chiamati b-boy o b-girl. 6 Nel gergo hip hop l’MC è il rapper più bravo, che detiene il potere (il microfono) e conduce la serata. Cfr. www.en.wikipedia.org/wiki/Master_of_Ceremonies; www.en.wikipedia.org/wiki/Hip_hop_music 7 Il rap, è uno stile musicale che consiste nel parlare in rima seguendo un certo ritmo, detto beat. Cfr. www.daveyd.com/bbamstat.html; www.it.wikipedia.org/wiki/Rap#cite_note-0. 8 «Il Dj Kool Herc nel 1972 riproducendo di seguito un breaks creò il breakbeat, ovvero un brano musicale con un beat seriale, che divenne caratteristico della musica hip hop e della breakdance (da qui il termine)». Cit. tratta da: www.it.wikipedia.org/wiki/Break; Cfr. anche www.it.wikipedia.org/wiki/Hip_hop.

Laurea liv.I

Facoltà: Beni culturali

Autore: Giorgio Montanari Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9947 click dal 04/10/2013.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.