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Decreti Legge: analisi delle principali sentenze della Corte Costituzionale

L'utilizzo del decreto legge, strumento per sua natura eccezionale, è ancora abnorme pur dopo la famosa sentenza n.360/1996 che pure ne ha limitato l'uso.
Ma com'è possibile individuare le situazioni di necessità ed urgenza che stanno alla base dell'istituto? Il decreto legge è un provvedimento provvisorio con forza di legge ed è indispensabile per fronteggiare situazioni eccezionali.
La tesi si propone di inquadrare l'istituto all'interno dell'ordinamento giuridico, con particolare riferimento ai vizi specifici (sentt. n.29/1995, 171/2007, 128/2008)alla reiterazione (sent. n.360/1996), la sanatoria, l'emendabilità e, conseguentemente, all'omogeneità.
L'attenzione è rivolta, in particolare, anche alle ultime sentenze della Corte Costituzionale come la n.22/2012

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4 Capitolo I INQUADRAMENTO DELLA MATERIA 1. Rapida esegesi dell'art.77 cost. Il decreto legge rappresenta, per certi aspetti, un unicuum nel panorama internazionale; è difficile inquadrare questo istituto all'interno di una repubblica parlamentare come la nostra. In quanto l'organo deputato a legiferare ordinariamente è il Parlamento, concedere questa possibilità ad un diverso organo, non elettivo, può rappresentare un vulnus istituzionale. È il Governo, infatti, il titolare del potere di normazione nei casi straordinari di necessità ed urgenza: un organo, come detto, non scelto direttamente dai cittadini, come non scelto direttamente è il suo vertice: il Presidente del Consiglio, che solo con l'avvento della seconda Repubblica è (solitamente) ben conoscibile preventivamente dall'elettore. Certo, il rapporto Governo- Parlamento si regge sul rapporto di fiducia 1 , ma ciò è sufficiente per afferrare dogmaticamente lo strumento del decreto legge? Il fatto che esso si sia sempre imposto fin dall'unificazione dello stato italiano non ne agevola la risposta, perché la prassi spesso è foriera di dubbi più che di certezze e perché le risposte date dalla dottrina, come vedremo, sono molteplici e controverse. Sentiremo parlare, nel corso dello scritto, di necessità, di 1 Nei sistemi parlamentari e semipresidenziali il governo deve avere la fiducia del parlamento. In alcuni ordinamenti (tra cui quello italiano) questo comporta che il primo ministro, nominato dal capo dello stato, deve sottoporre il proprio programma di governo al voto di fiducia del parlamento e, nel caso non lo ottenga, si deve dimettere;

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Andrea Senesi Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.