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L'investimento in oro come inflation hedging

Negli ultimi tempi, segnati dal susseguirsi di crisi ed incertezze dei mercati finanziari, l’oro ha rappresentato uno dei pochi porti sicuri per gli investitori, emergendo sempre più come il bene rifugio per eccellenza. Uno tra i principali motivi che spingono l’investitore a destinare una quota del proprio patrimonio all’investimento in oro è dettato principalmente dal timore di un’importante ripresa dell’inflazione. Si è ritenuto perciò interessante porre come obiettivo di tesi, quello di analizzare la capacità di inflation hedging dell’investimento in oro, considerando la situazione economica europea ed italiana, nel periodo della crisi finanziaria culminata nel 2008, in seguito al crollo della Lehman Brothers, ed i relativi periodi pre e post crisi fino all’anno corrente.

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8 INTRODUZIONE Nel corso dei tempi, con il susseguirsi di frequenti crisi economiche e politiche, l’oro ha rivestito un ruolo sempre più centrale rispetto alle altre attività finanziare. Ciò si basa sul presupposto che l’oro, sulla base delle verifiche condotte, è correlato negativamente all’andamento di azioni ed obbligazioni, per cui in periodi di stress rappresenta un porto sicuro per gli investitori. L’oro, infatti, è da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza. Le ragioni che spingono gli investitori a destinare una quota significativa del patrimonio all’investimento in oro sono principalmente: il timore di una importante ripresa dell’inflazione, di un crollo del dollaro e più in generale del deficit dei bilanci pubblici. Le attese relative all’inflazione ed ai tassi di interesse rappresentano le variabili principali nella determinazione del prezzo dell’oro. Nelle fasi di bassa inflazione, la relazione tra l’oro e il rincaro dei prezzi non è semplice. Vi è, infatti, una relazione indiretta, in quanto un livello di inflazione basso è spesso sintomo di un’economia debole con tassi di interesse bassi che portano gli investitori a ricercare sul mercato approdi sicuri, quali l’oro; vi è, inoltre, anche una relazione diretta, in quanto l’investimento in oro non offre rendimenti ma solo dei potenziali guadagni tendenzialmente inferiori rispetto a quelli derivanti dalle tradizionali asset class, questo svantaggio è, però, percepito in maniera ridotta dagli investitori, poiché l’oro offre questi potenziali capital gain quando gli altri prodotti finanziari offrono tassi ridotti. Nelle fasi in cui l’inflazione sembra essere fuori controllo, gli investitori, infatti, tendono ad acquistare attività reali, dove l’oro (fisico o sottoforma di investimento finanziario) è uno delle attività più liquide e più facili da acquistare e vendere. È importante, però, considerare che una ripresa dell’inflazione, non si traduce sempre in un segnale di acquisto per l’oro, poiché essa dipende principalmente da come le banche centrali rispondono dinanzi ad una eventuale ripresa dell’inflazione. Nel momento in cui esse rispondessero con un aumento dei tassi di interesse in misura

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Vanessa Giglio Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.