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La Tutela dei Disabili nella Costituzione Italiana

La tutela dei disabili nella legislazione italiana è tra le più avanzate in Europa. Già nella Costituzione, si possono trovare tutta la volontà di una difesa del suo essere umano e di tutti i suoi diritti, portandola ad un livello assolutamente egualitaria all'interno della società. Nonostante le grandi difficoltà storiche e intellettuali, la persona in uno stato di disabilità ha, oggi, gli strumenti per combattere ogni forma di discriminazione e di abuso.
La discussione si propone l'obiettivo di analizzare in chiave legale l'universo di queste persone. Con una chiara identificazione di tali diritti fondamentali garantiti dallo Stato italiano, la persona disabile ha la possibilità di fare affidamento anche sulla legislazione europea e può avere coraggio nella difesa dei loro diritti, prendendo esempio dai numerosi casi di Corte costituzionale. Di conseguenza, si va a un'analisi approfondita di ciò che è la persona con disabilità agli occhi della società, l'esame di tutti gli aspetti della vita quotidiana, come la sanità, l'istruzione del lavoro e barriere, sono informatica e fisica. Una fase storica permette la comprensione di come queste persone possono essere protette e discriminati allo stesso tempo. Da un punto di vista giuridico, la questione è sempre sembrato difficile, e ancora oggi non si può mettere un termine al lavoro.

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4 | P a g i n a CAPITOLO I Maturare le idee verso i disabili È un compito che vale di più Dell’abbattimento Delle barriere architettoniche I – 1. Introduzione ai diritti L’espressione “diritti del disabile” dimostra una riduttività non indifferente, essendo l’argomento ampio e complesso, soprattutto dal punto di vista giuridico. Parte della comunità si sta adoperando per realizzare la riduzione delle distanze attraverso una sempre più accurata e allargata progettazione di interventi, normativi e non, basandosi in primis sulla coscienza e, in maniera parallela, sul significato primordiale del diritto tali da rendere possibile una maggiore integrazione del disabile. “Il diritto è un ordinamento del comportamento umano. Un “ordinamento” è un sistema di regole. Il diritto non è una regola, come talvolta si dice. Esso è un complesso di regole avente quel genere di unità che concepiamo come un sistema. (..) Che cosa significa veramente che un ordinamento sociale è giusto? Significa che questo ordinamento regola il comportamento degli uomini in modo soddisfacente per tutti, cioè in guisa che tutti vi ritrovino la loro felicità. La sete di giustizia è l’eterna sete umana di felicità. È la felicità che l’uomo non può trovare come individuo isolato e ricerca quindi nella società. La giustizia è la felicità sociale.” 1 Sarebbe semplice se questi dettati venissero seguiti. La giustizia non fa perno sulla costrizione e l’uomo, troppo spesso è lupo a se stesso. “La giustizia è un ideale irrazionale. Per quanto indispensabile possa essere la volizione e l’azione degli uomini, essa non è suscettibile di conoscenza. Dal punto di vista della conoscenza razionale, esistono soltanto gli interessi, e quindi dei conflitti di interesse.” 2 Il compito di un buon ordinamento è quello della mediazione e del soddisfacimento delle necessità e degli interessi dei suoi cittadini, ed “È doveroso che tutti gli uomini siano trattati com’è ritenuto doveroso che sia trattato un uomo in quanto tale.” 3 1 H. KELSEN, Teoria Generale del Diritto e dello Stato, Etas-Kompass S.P.A., Milano, 1966, Pagg. 3-6. 2 ID., op. cit., Pag. 13. 3 E. RIPEPE, La dignità umana: il punto di vista della filosofia del diritto, in La tutela della dignità dell’uomo, a cura di E. Ceccherini, Editoriale Scientifica, Napoli, 2008, Pag. 27 – con l’appunto di guardare “non agli

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gabriella Tagliaferri Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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