Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il Mobbing in Area Sanitaria

Anche se da tempo non se ne sente più parlare, il "Mobbing" è ancora ampiamente,(o empiamente?), utilizzato, e grazie a due fattori determinanti, crisi economica (ma è vera crisi?) ed elevamento dell'età della classe lavoratrice, si può prevedere una sua recrudescenza: le giovani generazioni lavoratrici con contratti di lavoro insicuri ed incerti, di fatto senza garanzie nemmeno per la quiescenza, saranno sempre più spesso costrette, dai datori di lavoro e i loro preposti, a fare di tutto per eliminare dai posti di lavoro le colleghe e i colleghi anziani su promessa di un contratto di lavoro più stabile, meglio retribuito e sicuro: niente di più falso. Nei posti di lavoro si scatenerà una guerra tra poveri che non vedrà vincitori, nemmeno tra i datori di lavoro che perderanno economicamente a medio lungo termine a favore di una effimera e breve situazione di riduzione di costi di personale con neovalori di pensiero marxiano che non potranno reinvestire in una economia che hanno contribuito a far ammalare. Per "Mobbing", o molestie morali in occasione di lavoro, dunque, s’intende un insieme di comportamenti quali angherie, vessazioni, demansionamenti, emarginazione, umiliazioni, insulti, maldicenze, ostracizzazione, per citarne solo alcuni, verso una persona e/o un gruppo di persone. Spesso è colui o colei che non accetta di partecipare ad atti non legali e dunque colleghi (mobbing orizzontale) dirigenti (mobbing verticale discendente) o sottoposti (mobbing verticale ascendente) si coalizzano per rendere la vita lavorativa impossibile a chi non accetta di partecipare al crimine organizzato; infatti il bersaglio preferito nelle strutture complesse come gli ospedali o le strutture sanitarie extra ospedaliere come ad esempio di distretti sanitari, è il "whistleblower", ovvero chi denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità, attività illecite o fraudolente all'interno del governo di un'organizzazione pubblica o privata o privata-convenzionata. Le rivelazioni possono essere di varia natura: violazione di una legge o di un regolamento, minaccia d’interesse pubblico come in caso di corruzione e frode. Il whistleblower può denunciare tali condotte all'interno dell'organizzazione stessa, o renderle pubbliche attraverso i media o le associazioni che si occupano dei problemi in questione. Spesso si espone a ritorsioni e rivalse da parte dell'istituzione che hanno accusato o di altre organizzazioni correlate. Il mobbizzato inoltre, a causa della situazione di depressione e impotenza nella quale sprofonda a causa del distruttivo clima lavorativo che vive, è emarginato anche nella vita sociale e affettiva perché dopo un primo momento di solidarietà dalla famiglia e dal cerchio delle amicizie, subentra immancabilmente il rifiuto nei suoi confronti chiudendo un tragico cerchio lavoro-famiglia-rapporti sociali, spingendolo inesorabilmente nella disperazione e nei casi peggiori al suicidio. Il “mobbing” dunque, come il bullismo a scuola, rientra nei comportamenti che inducono l’isolamento sociale e istigano al suicidio.

Mostra/Nascondi contenuto.
1. INTRODUZIONE Il lavoro è fondamento della Costituzione della Repubblica Italiana: ci sono riferimenti già agli art. 1, com. 1 ed all'art. 4, com. 2., i quindi non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale. Il lavoro è centrale nella Bibbia e Freud ii indica come parametri di normale funzionalità del soggetto la capacità di amare e di lavorare. Il lavoro permea i principi di riferimento laici e religiosi dunque che orientano l’etica della società modulando i nostri comportamenti. Il rapporto di lavoro però può essere caratterizzato dalle malattie dovute alle attività lavorative. In passato il nesso di causalità era relativamente semplice, come ai tempi di sir Percivall Pott iii , che riuscì a stabilire il rapporto tra l’attività degli spazzacamini, il contatto con le fuliggini e lo sviluppo dei tumori. L’ambiente lavorativo si è progressivamente complicato e se ancora è possibile identificare elementi patogeni precisi, come ad esempio le fibre d’amianto, diventa oggi più difficile isolare fattori singoli, rapporti indiretti anche se molto si è fatto per rendere l’ambiente di lavoro meno nocivo, attraverso sistemi di protezione individuale e collettivo e si è passati alle malattie a genesi multi fattoriale, nelle quali hanno un peso elementi diversi e si parla più propriamente di malattie “lavoro-correlate”. Ma non è soltanto questo: le condizioni di lavoro sono entrate come una delle possibili cause in buona parte delle malattie cronico-degenerative che oggi costituiscono le principali preoccupazioni dei sistemi sanitari. Tra queste il Mobbing. La conoscenza del fenomeno Mobbing è dovuta grazie ai cicli di conferenze divulgative tenute in Europa da Heinz Leymann, iv lo Psicologo del Lavoro teorizzatore del Mobbing negli anni ‘80, tedesco di nascita, svedese d’adozione, scomparso nel 1999 Stoccolma che definisce così il Mobbing: “Il Mobbing o terrore psicologico sul posto di lavoro consiste in messaggi ostili e moralmente scorretti diretti sistematicamente da uno o più individui verso (in genere) un solo individuo, il quale, a causa del perpetuarsi di tali azioni, viene posto e mantenuto in una condizione di impotenza e incapacità di difendersi. Le azioni di mobbing occorrono molto frequentemente (secondo la definizione statistica almeno una volta la settimana) e per un lungo periodo di tempo (secondo la definizione statistica per 2

Tesi di Master

Autore: Umberto Billo Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3153 click dal 08/11/2013.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.