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Droghe: cosa sono. Effetti, rischi, prevenzione.

Con codesto lavoro di tesi ho cercato di analizzare le attuali forme di consumo di sostanze psicoattive nei giovani ed il relativo sforzo preventivo svolto dalle autorità pubbliche e private, che ogni giorno si impegnano a contrastare questo fenomeno sempre più radicato nella società. L‟uso di sostanze viene visto come una via di fuga senza progettualità, l'impossibilità di trovare un'uscita di emergenza: i soggetti pubblici e non profit per combattere questa inclinazione a trasgredire, omologarsi e danneggiare la propria salute sono propensi a prevenire il coinvolgimento nell'uso delle droghe da parte dei giovani, soprattutto quello precoce, fornendo loro l'opportunità di trovare risposte alternative e più valide per risolvere i loro problemi. Vi è, quindi, la necessità di far capire ai ragazzi che la salute è un bene ed un valore irrinunciabile: tutto quello che, come le droghe, può in qualche modo minacciarla o comprometterla deve prima essere considerato un “problema da evitare” soprattutto a coloro che presentano particolari condizioni di vulnerabilità. Questo deve essere perseguito semplicemente con spirito pragmatico e intellettualmente libero di chi crede che i giovani debbano essere messi in grado di poter condurre una vita il più possibile sana e che le istituzioni abbiano la responsabilità di aiutarli a raggiungere codesto obiettivo. Ho ritenuto opportuno sviluppare il mio lavoro partendo dalla descrizione della comunicazione pubblica in generale, del suo ruolo, delle sue funzioni e di tutte le sue principali branche (capitolo 1), per poi passare ad analizzare in maniera più specifica le tre forme di comunicazione sociale: la comunicazione delle Istituzioni, quella delle attività non profit ed, infine la comunicazione di responsabilità sociale (capitolo 2). Dopo avere enunciato ciò, ho descritto in maniera precisa la comunicazione per la salute attuata sia dalle Istituzioni stesse sia da uno dei maggiori esponenti di organizzazione non profit ovvero Pubblicità Progresso, analizzando successivamente tutte le varie strategie messe in atto per comunicare al meglio i loro messaggi (capitolo 3). Nei capitoli 4 e 5, ho analizzato due casi pratici di comunicazione per la salute, e in particolare contro le droghe, effettuati dall'Asur di Macerata, azienda sanitaria dove ho frequentato un tirocinio di formazione. I due casi, Dream On e Stammi Bene, analizzano da vicino le pericolosità delle droghe nei giovani e danno a questi ultimi alcuni mezzi per combatterle, coinvolgendoli nelle loro attività facendoli diventare parte attiva e potenziale dei loro progetti. Ho tentato poi, nel capitolo 6, di individuare le caratteristiche primarie delle droghe consumate dai giovani, dedicandone particolare attenzione attraverso la somministrazione di un questionario che mettesse in luce le abitudini, le consapevolezze e le mancanze dei giovani nei confronti del tema. L'uso di questo modello è stato funzionale nell'appurare quale fosse la concezione prevalente della droga nella popolazione giovanile, fondamentale per capire quali fossero realmente le loro conoscenze sul tema, fino a che punto ne avessero compreso la pericolosità, quale fosse il loro punto di vista su eventuali campagne di comunicazione contro l'abuso di sostanze, il perché alcuni di loro avessero provato alcune tipologie di droghe. È stato importante ed avvincente avere un riscontro positivo da questi ragazzi, sempre disponibili chi più e chi meno a compilare le domande del questionario sia cartaceo che online. Gli esiti sono stati concreti e mi hanno permesso di arrivare all'obiettivo finale del mio lavoro. I risultati raggiunti attraverso questa mia ricerca, anche grazie all'ausilio dei materiali che avevo a disposizione, in particolare quelli derivanti dal progetto Dream On e da Stammibene, che attraverso le loro campagne di comunicazione, le loro brochure, i loro siti Internet hanno ispirato e influenzato il mio modo di voler comunicare la lotta alla droga, mi hanno permesso di elaborare alcuni prodotti di comunicazione sociale rivolti ai giovani. In particolare, ho progettato due sfumature di una stessa campagna di comunicazione contro la droga, entrambe dai toni drammatici, ma necessari per veicolare al meglio il messaggio. Il tutto è stato circondato da esempi di brochure e segnalibri ipotetici da distribuire ai ragazzi e un sito Internet che descrive le sostanze psicoattive e la loro pericolosità, ma che permette ai giovani di interagire sul tema attraverso il forum. Ho voluto veicolare il messaggio nella maniera più diretta e incisiva possibile per fare in modo di creare nei ragazzi la consapevolezza di non legare il proprio futuro alle sostanze stupefacenti, di riflettere sulle proprie azioni e di pensare a creare, proprio come sostiene il Dream On, un futuro libero dalle droghe.

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7 Capitolo 1: La comunicazione pubblica 1.1 Alle origini della comunicazione pubblica: in cerca di una definizione Parlare di comunicazione pubblica ai giorni nostri può sembrare scontato: se ne discute da tempo, ma non tutti sanno che essa implica un percorso che vede situazioni molto avanzate e allo stesso tempo grandi attese alle quali non sempre corrispondono i risultati previsti. La sfida che ha raccolto si incentra sulla sua capacità di realizzare luoghi, iniziative, professioni finalizzate ad attivare processi di confronto, di relazione, di scambio tra le istituzioni e i cittadini. Per questo, per definire il concetto di comunicazione pubblica si deve partire necessariamente dalla nozione generale di comunicazione in senso stretto. Cosa vuol dire comunicare? Tullio de Mauro, nel suo celebre dizionario 2 , dà tre definizioni chiave della comunicazione: 1. “il far conoscere, il render noto”; 2. “la capacità individuale e personale di comunicare pensieri, emozioni ecc.”; 3. “il mettersi, il trovarsi in contatto con le altre persone”. Comunicare è la possibilità di creare un rapporto tra ciò che è altro e diverso da sé; è un atto sociale e reciproco di partecipazione, mediato dall'uso di simboli significativi tra individui e gruppi diversi. Comunicare significa costruire e mantenere relazioni con l‟altra persona, istituire un incontro con qualcuno che rappresenti l‟altro da sé, stando in stato attivo e non passivo in tale rapporto. La comunicazione è, quindi, necessità di scambio con il diverso da sé, quel bisogno di confronto con l‟altro che nasce dall‟ammissione che non si è completi ed autosufficienti da soli. Partendo proprio da questa prospettiva che, maggiormente negli anni Novanta, la Pubblica Amministrazione ha cercato di adottare un nuovo metodo: la politica della reciprocità al cittadino, nella nuova consapevolezza che è solo in un rapporto di interazione bilaterale che c‟è la possibilità di uno sviluppo lontano da ogni semplice forma di trasferimento di informazione unilaterale. 2 T. De Mauro, M. Mancini (2000), Dizionario etimologico, Garzanti Linguistica, Milano.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Maria Vincenza Mucci Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2014 click dal 11/10/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.