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La funzione delle reti transeuropee nel quadro della costruzione europea

La capacità dell'Europa di stimolare la crescita economica e di creare milioni di nuovi posti di lavoro dipende anche dalla realizzazione di reti di comunicazione che attraverseranno il suo territorio e uniranno tutte le sue regioni fino a farne un mercato unico veramente dinamico.
In concreto si tratterà di infrastrutture per il trasporto di merci, persone e informazioni da una parte all'altra del continente.
Oggi le reti sono afflitte da strozzature e problemi di congestione che fanno perdere opportunità e sprecare risorse, riducendo il potenziale produttivo e occupazionale del mercato unico.
Il presente lavoro si propone di tracciare una panoramica generale sulle reti transeuropee, non solo da un lato strettamente giuridico, ma anche economico.

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1 INTRODUZIONE L’affermarsi di nuovi enti politici ha portato storicamente a corrispondenti adeguamenti dell’infrastruttura degli scambi e della comunicazione, ciò a sua volta ha contribuito a consolidare i nuovi enti. Si può pensare alla rete di “viae Romanae” dirette a Roma, alla maniera in cui le reti stradali e ferroviarie hanno consolidato nel XIX e XX secolo gli Stati nazione dell’Europa o al ruolo che hanno avuto le ferrovie nello sviluppo e nella coesione degli Stati Uniti nell’ultimo secolo. La sempre crescente unità tra i paesi dell’Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale ha creato negli ultimi anni la domanda di reti transeuropee efficienti, ciò corrisponde ad effettive necessità economiche e sociali. Il concetto di reti europee o transeuropee è nato verso la fine degli anni ’70. Su molti punti della carta europea, i collegamenti soffrono ancora di un’assenza d’interconnessioni tra le loro infrastrutture. Le reti di trasporto europee presentano strozzature ed anelli mancanti che determinano carenze a livello d’interoperabilità tra modi e sistemi. La realizzazione di questi anelli mancanti o anelli chiave dovrebbe scatenare un “effetto rete”. Questo effetto dovrebbe garantire un valore aggiunto non solo ad ogni sezione o infrastruttura chiamata in causa, ma anche ad infrastrutture connesse. Dopo il completamento del mercato unico (1° gennaio 1993), le frontiere tra gli Stati membri dell’Unione europea sono completamente aperte e le persone, i beni, i servizi e i capitali possono circolare liberamente nel rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie. L’incremento degli scambi e degli spostamenti per motivi privati o professionali rendono però necessari sistemi di trasporto efficienti e rispettosi dell’ambiente che consentano più agevoli collegamenti tra le regioni europee accrescendo nello stesso tempo le loro opportunità di sviluppo e d’integrazione. Tuttavia, i mezzi di comunicazione esistenti non sono ancora sufficienti ad assicurare una fluidità ottimale degli scambi sull’intero territorio.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Battistella Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1381 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.