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La comunicazione indiretta del territorio toscano nei film e negli spot pubblicitari

Lo scopo di questo lavoro consiste nel mettere insieme due mondi, quello del turismo e quello del cinema, apparentemente separati ma con molti punti in comune e, grazie al filtro dell'esperienza lavorativa dell'autore nel settore del turismo, cercare di capire come il modo di "comunicare indirettamente" un paesaggio (naturale o culturale) attraverso film e spot pubblicitari, sia spesso determinante nel creare la propensione al viaggio.
L'operazione è consistita in una selezione accurata di film e spot pubblicitari, di cui si è cercato di valutare l'aderenza al presupposto ipotetico che le immagini sono un fenomeno in grado di condizionare scelte indispensabili all'attività turistica.
Questa ricerca è però volutamente limitata alla Toscana, anzi ad alcuni luoghi canonici della Toscana, sia per motivi di frequentazione professionale sia anche in quanto vere e proprie icone riconoscibili e riconosciute del turismo nazionale e internazionale: Firenze, Siena, San Gimignano, il Chianti, luoghi turistici per eccellenza e non da ora.
Nel procedere all'analisi di scene, sequenze e inquadrature ritenute significative e nel focalizzare l'attenzione su quelli che possono considerarsi gli stereotipi della toscanità, abbiamo cercato di utilizzare strumenti interpretativi differenti per rendere più evidenti i meccanismi profondi che stanno alla base della scelta di viaggio del turista.
Abbiamo poi anche cercato di verificare come in alcuni casi la comunicazione del territorio toscano "indiretta" ma spesso non casuale, funzioni meglio che in altri, e che in molti dei testi audiovisivi analizzati ci sia una priorità e una funzionalità del testo rispetto al paesaggio e non viceversa.
Pur essendo, quella turistica, un'attività da sempre contaminata dalla letteratura, si è cercato di verificarne lo stato dell'arte: infatti il turista di oggi è cambiato, è sempre di più un turista "emozionale" e la pulsione, le motivazioni, che lo spingono a scegliere una destinazione sono diverse e possono essere indotte da vari fattori, sia "personali", facenti parte delle sue esperienze di consumo di immagini massmediatiche, sia "indotti" da più o meno sofisticate macchine di marketing turistico (pubblico e privato) che credono sempre di più nell'importanza di attrarre flussi sfruttando abilmente le immagini.
Per questo abbiamo infine provato a fare il punto su una modalità di viaggio turistico che, per i motivi elencati prima, sta diventando sempre più importante: il cineturismo, fenomeno abbastanza recente ma complesso e variegato che pone diverse questioni ancora irrisolte, mettendo in discussione in alcuni casi la "pianificazione dello sguardo" e creando i presupposti per la "distruzione dell'immaginario".

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- 5 - Introduzione L'analfabeta di domani è colui che non sarà in grado di leggere l'immagine (László Moholy-Nagy) Ecco la definizione di immagine, di ogni immagine: l'immagine è ciò da cui io sono escluso (Roland Barthes) In un'epoca che è stata definita a torto o a ragione "civiltà dell'immagine" e nello stesso tempo in cui la velocità in tutti i settori della nostra vita è diventata un obbligo so- stanziale, non si può fare a meno di osservare che l' "immagine in movimento" della pel- licola cinematografica è lo specchio dei tempi che viviamo: il treno dei fratelli Lumière che "travolge" gli spettatori è così reale da diventare un simbolo archetipico dell'unione di immagine e movimento. Del resto, capovolgendo questo assioma, il turismo "globalizzato" sta diventando sempre di più "movimento per le immagini", se è vero che alcuni luoghi sono in grado di suscitare emozioni e passioni tra gli spettatori di un film. La globalizzazione (o più esattamente, l'interdipendenza tra i vari Paesi e la rete glo- bale in cui tutti siamo connessi) se da una parte ha senz'altro favorito anche gli sposta- menti per diletto, trasformando mete lontane in periferie vicine del villaggio globale, dall'altra ha creato «il luogo dell'esotismo addomesticato, un'attrattiva alla portata di chi- unque possa permettersi un viaggio organizzato o un'antenna parabolica» 1 . In questo lavoro ci occuperemo perciò di turismo, soprattutto nella sua declinazione di categoria esperienziale, perché indotti a viaggiare inconsciamente stimolati dall'imma- gine d'un luogo come siamo indotti ad acquistare un prodotto di uno spot pubblicitario. 2 1 G.Belli, Introduzione in F. Bonami (a cura di) Universal Experience, Lo sguardo del turista - catalogo della mostra del MART di Rovereto, 11 febbraio – 14 maggio 2006, organizzata dal Museum of Contemporary Art, Chicago. 2 Scrive U. Eco: «per quanto distratto, il turismo rappresenta un modo in cui molti si riappropriano del mondo. Solo che una volta l'e- sperienza del viaggio era decisiva, si tornava diversi da come si era partiti, mentre ora s'incontrano solo reduci che non sono stati mi-

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Franco Lodini Contatta »

Composta da 220 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.