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Proposta di restauro del giardino di Rosano di Villa Spinola

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Giglio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura del paesaggio
  Relatore: Francesca Mazzino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

Dal punto di vista storico il complesso di Rosano, situato sulla destra del torrente Curone, corrispondente all’attuale territorio di Casalnoceto (AL), risulta essere un insediamento di sicuro interesse in quanto già nel Medio Evo presentava tre chiese dipendenti dalla Cattedrale di Tortona e la residenza stabile di Notai e Giudici. A partire dal Quattrocento, dopo un periodo di decadenza, ebbe una ripresa, diventando la sede di un Visconti, famiglia milanese le cui origini storiche si possono forse far risalire al sec. X.
Soltanto attorno al 1630 raggiunse i massimi splendori grazie alla famiglia Spinola, che vi costruì una nuova chiesa, inglobando quella superstite di Santa Maria, un convento affidato prima ai Minori Riformati di San Diego e successivamente ai Carmelitani Scalzi e un elegante palazzo, che divenne la residenza dei Marchesi Spinola di Los Balbases. Inoltre venne realizzato nell’intorno della residenza un grande parco in cui furono inseriti numerosi esemplari arborei di notevole pregio ornamentale.
Durante il periodo napoleonico il convento venne soppresso e la proprietà fu acquistata dai Conti Figarolo di Groppello Tarino, che oltre a ristrutturarlo ampliarono notevolmente il parco dotandolo di laghetti e giochi d’acqua, quindi caratterizzando ancora di più il suo aspetto e dandogli connotazioni di pregio.
La proprietà passò in seguito a proprietari diversi, rimanendo in questo modo abitata fino a metà del secolo scorso. Da circa cinquant’anni è però disabitata ed in uno stato di quasi completo abbandono.

La metodologia seguita per lo svolgimento e la stesura della tesi si basa sull’analisi del contesto e delle fonti storiche, nel tentativo di ristabilire quei presupposti che resero il complesso di Rosano fondamentale per la validità del luogo e soprattutto cercando di portare l’area in oggetto in condizione di essere ancora fruibile e necessaria. La prima fonte consultata per l’analisi del complesso è stato il testo “CASALNOCETO – Profilo di un paese” che ha consentito di accedere al ritrovamento di documenti, testi e fotografie, ricercati nelle diverse biblioteche e soprattutto negli archivi storici di Casalnoceto, Tortona, Alessandria, Torino, Genova, Pavia e Milano, sono stati anche contattati i discendenti degli ultimi proprietari che acquistarono e vissero a Rosano; grazie anche a loro è stato possibile ritrovare altra documentazione. Dall’analisi di questi documenti è emersa la disposizione originale del complesso e le diverse fasi della sua realizzazione e trasformazione nel tempo. E’ stato eseguito un rilievo fotografico iniziale dell’intera proprietà e successivamente quello topografico, rilevando quindi tutti gli spigoli accessibili dei fabbricati e della recinzione presente, i punti che costituiscono l’andamento del terreno e le specie arboree e arbustive.
Fondamentale risulta essere stata la catalogazione puntuale della posizione e dell’età delle essenze, per avere la possibilità di valutarne la reale situazione ed importanza nel contesto di inserimento, e per poter considerare parte integrante di un eventuale recupero non solo il costruito ma anche l’architettura del paesaggio.
Vista l’importanza storica del complesso, attualmente sotto la tutela della competente Soprintendenza dei Beni Culturali, l’unicità nel territorio, l’estensione e la presenza di essenze secolari nel parco si ritiene auspicabile ed indispensabile il recupero.
Si fa la proposta di un progetto di recupero sia del parco che del complesso. Pertanto attraverso le metodologie sopra indicate e lo sviluppo dei contenuti, questo studio intende valorizzare, conservare e recuperare le strutture del Palazzo SPINOLA e soprattutto lo splendido parco circostante ormai in uno stato di completo abbandono per svolgere attività culturali, ricreative e didattiche.

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5 1. DOCUMENTI RIGUARDANTI LA SALVAGUARDIA DEI GIARDINI STORICI 1.1. PREMESSA I giardini storici Italiani sono numerosi ma purtroppo sovente sono in gravi condizioni di degrado perché non sufficientemente tutelati dai beni culturali, rappresentano però un bene inestimabile per la collettività perciò è necessario conservarli e restaurarli; sono testimonianza di eventi storici ma anche esempi di nuove tecniche a livello progettuale e di coltivazione delle piante. La metodologia seguita per il recupero di un giardino storico si basa sull’analisi del contesto e delle fonti storiche al fine di ritrovare dati, informazioni, documenti presso biblioteche, archivi storici e privati, catasti. Risulta anche molto importante la visita accurata del giardino per il ritrovamento di tracce componentistiche strutturali: cordoli, viali, aiuole, cunette, che permettono di risalire alla sua disposizione originale, malgrado il lungo periodo di incuria. Si passa quindi al rilievo topografico e alla sua rappresentazione grafica. E’ opportuno eseguire un rilievo fotografico del giardino che rappresenta un primo importante documento. Fondamentale risulta anche essere la catalogazione puntuale della posizione e dell’età delle essenze per avere la possibilità di valutarne la reale situazione ed importanza nel contesto d’inserimento, e per poter considerare parte integrante di un eventuale recupero non solo del costruito ma anche l’architettura del paesaggio. 1.2. DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 Legge 6 luglio 2002, n. 137 Il presente Decreto Legislativo tutela e valorizza i beni immobili e mobili culturali appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, ad altro ente ed istituto pubblico, a persone giuridiche private senza fine di lucro, compresi gli enti ecclesiastici riconosciuti che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Oltre a questi sono beni culturali: le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi; gli archivi e i singoli documenti; le raccolte libraie delle biblioteche; le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante; gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante; le raccolte libraie; appartenenti ai privati, di eccezionale interesse culturale; le cose immobili e mobili,

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casalnoceto
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giardini storici
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