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La tutela delle immagini nella prospettiva del diritto d'autore

Nell’era della convergenza tecnologica, ha assunto primaria importanza, per quanti investono nel settore dell’innovazione e della creatività, la salvaguardia della proprietà intellettuale, intesa come tutela giuridica dei beni immateriali frutto dell’attività e dell’inventiva umana.
Infatti, l’evoluzione delle tecnologie e la digitalizzazione dei contenuti, nella cosiddetta società dell’informazione, hanno portato ad una progressiva e crescente smaterializzazione delle opere, consentendo agli utenti una fruizione più immediata e senza confini, e conseguentemente, aumentando le possibilità di violazione dei diritti riconosciuti agli autori.
Nell’alveo della proprietà intellettuale si colloca il diritto d’autore, storicamente nato al fine di proteggere e remunerare il lavoro creativo degli autori, in un contesto socio-economico in cui l’autore stesso, di norma, provvede a sfruttare la propria opera dal punto di vista commerciale.
Con l’avvento di internet si è assistito, in particolare, ad una proliferazione delle immagini che ha riaperto il dibattito circa la portata della protezione da accordare agli autori, in continua tensione tra l’interesse collettivo alla libera diffusione del “sapere” e l’interesse dell’autore a veder riconosciuto e retribuito il proprio lavoro intellettuale.
Si tratta di una materia particolarmente vasta e complessa, sia dal punto di vista dei beni e delle posizioni giuridiche coinvolte, sia dal punto di vista delle possibili violazioni di cui il diritto d’autore può essere oggetto.
Dopo aver ricostruito l’evoluzione del diritto d’autore, sia a livello nazionale, sia nell’ambito di una necessaria armonizzazione a livello internazionale, sarà oggetto del presente lavoro di tesi delineare i contenuti, le finalità e i confini della tutela delle immagini alla luce dei pareri della dottrina e della giurisprudenza in materia.
A conclusione del lavoro saranno riportati alcuni casi concreti, con un riferimento particolare al diritto all’immagine, molto spesso in conflitto con la protezione delle opere dell’ingegno.

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4 Capitolo I. Le fonti del diritto d’autore I.1 Nascita ed evoluzione del diritto d’autore Il diritto d’autore rappresenta il modello ideale per analizzare, nell’ambito delle esperienze giuridiche, le trasformazioni che caratterizzano l’intero processo sociale in fase di transizione dalla modernità alla post-modernità 1 . Se confrontato con altri istituti del diritto, ci si accorge che il diritto d’autore è un concetto relativamente recente. Infatti, se «la creazione letteraria è vecchia come il mondo» 2 , il riconoscimento della sua tutela giuridica risale soltanto all’età moderna, quando il movimento intellettuale illuminista introdusse l’idea che un soggetto potesse vantare dei diritti sulla propria opera. Gli Antichi non prevedevano alcuna forma di tutela nei confronti della proprietà intellettuale e pertanto le opere, poiché venivano trascritte, subivano inevitabilmente delle trasformazioni che, tuttavia, non ne pregiudicavano il valore, in quanto «per gli Antichi Greci l’immortalità corrispondeva al ricordo, al fatto che, dopo la morte, le nuove generazioni potessero continuare ad emozionarsi di fronte alle liriche del poeta, a prescindere dal fatto che il contenuto dell’opera fosse stato o meno manipolato» 3 . Analogamente, nell’antica Roma i diritti patrimoniali sull’opera non venivano riconosciuti all’autore, ma al soggetto che acquistava il manoscritto o lo realizzava inserendovi la creazione d’altri, poiché l’opera, una volta pubblicata e quindi diffusa, veniva identificata meramente con il supporto materiale 4 . Inoltre, al ritardo nella delineazione del diritto in oggetto ha contribuito l’avversione manifestata nei suoi riguardi da tutte le religioni monoteiste, a partire dalla legge islamica che, nonostante punisca l’appropriazione della reputazione di un maestro della legge, «non riconosce la paternità delle idee espresse dal maestro 1 J. F. LYOTARD in La condizione postmoderna, Milano, Feltrinelli, 1985, pg. 5, designa in tal modo lo stato della cultura dopo le trasformazioni subite «dalle regole dei giochi, della scienza, della letteratura e delle arti a partire dalla fine del XIX secolo». 2 Cfr. M.C. DOCK, Ètude sur le droit d’auteur, Parigi, 1963, pg. 3. 3 Cfr. A. SIROTTI GAUDENZI, Il nuovo diritto d’autore, Maggioli editore, 2009. 4 Tuttavia era già possibile qualificare come condotte illecite quelle riguardanti il plagio, con particolare attenzione al diritto all’inedito, tutelato attraverso l’actio iniuriarum aestimatoria.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marta Frescura Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.