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Workaholism e benessere coniugale: un'indagine empirica

Il Workaholism si può nettamente differenziare rispetto altre forme di dipendenza: in questo caso, infatti, non abbiamo una gratificazione che deriva da un oggetto particolare o da un abuso di sostanze (come per esempio può essere l'alcool per gli alcolisti), ma piuttosto vi è la messa in atto di uno stile di vita malsano, al fine di creare un prodotto o un servizio ed ottenere in cambio una remunerazione economica o un riconoscimento sociale (Alonso-Fernandez, 1996).
In questa ricerca l'obiettivo è quello di analizzare il costrutto Workaholism in un contesto italiano, sottolineando l'importanza che la componente Work excessively e Work compulsively hanno nel definirlo.
Inoltre, vengono proposti possibili interventi volti a curare la persona che soffre di tale disturbo.

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INTRODUZIONE Il termine Workaholism comparve per la prima volta nel libro “Confession of a Workaholic” di Wayne Edward Oates nel 1971: cinque anni più tardi venne proposta la prima documentazione da Marylyn Machlowitz e solo nel 1979 possiamo avere i primi articoli specializzati ad opera di Gerhard Menzel. Questo costrutto viene considerato una vera e propria dipendenza che necessita di cure, sebbene al giorno d'oggi molti specialisti tendono a sottovalutare gli aspetti negativi che derivano dalla messa in atto di comportamenti ossessivo-compulsivi nei confronti del proprio lavoro. Il Workaholism si può nettamente differenziare rispetto altre forme di dipendenza: in questo caso, infatti, non abbiamo una gratificazione che deriva da un oggetto particolare o da un abuso di sostanze (come per esempio può essere l'alcool per gli alcolisti), ma piuttosto vi è la messa in atto di uno stile di vita malsano, al fine di creare un prodotto o un servizio ed ottenere in cambio una remunerazione economica o un riconoscimento sociale (Alonso-Fernandez, 1996). Burke (2000), afferma che questo costrutto non può essere inteso come un fenomeno unidimensionale, bensì come un costrutto multidimensionale. A tal proposito, Schaufeli e Salanova (2011), affermano l'esistenza di due componenti essenziali per la definizione del Workaholism: esse sono, rispettivamente, una componente eccessiva (Work Excessively) ed una componente compulsiva (Work compulsively). Negli anni Duemila, con l'avanzamento tecnologico e la globalizzazione, si è giunti ad un incremento di questa dipendenza, in quanto mezzi quali telefoni cellulari, Internet e Personal Computer hanno permesso di portare la propria attività all'interno delle mura domestiche. A questo proposito, è necessario analizzare le conseguenze che si possono verificare in ambiti extra-lavorativi come attività svolte nel tempo libero o eventuali relazioni interpersonali. In questa ricerca l'obiettivo è quello di analizzare il costrutto Workaholism in un contesto italiano, sottolineando l'importanza che la componente Work excessively e Work compulsively hanno nel definirlo. 5

Diploma di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marta Michieletto Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 820 click dal 22/10/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.