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Dalla culla alle nozze: percorsi di vita femminile nella Grecia antica

L’argomento che ho deciso di trattare nello svolgere la mia tesi di laurea riguarda la vita delle donne nella Grecia antica. La scelta di tale tema nasce dall’aver constatato, durante il percorso di studi, che la cultura riserva poca attenzione alla storia delle donne; la storia è compiuta e scritta dagli uomini ed i testi scolastici non forniscono informazioni circa la realtà e le occupazioni femminili.
La donna in prima persona ha spesso taciuto, non ha lasciato tracce; sono dunque gli uomini a fornire informazioni sulla figura della donna e della madre. In merito all’antichità possediamo testimonianze di mano maschile, ad esempio medici, giuristi, scultori e pittori, mentre non conosciamo il mondo visto con gli occhi delle donne, il loro giudizio sulla realtà e sugli uomini.
Sicuramente le donne, pur trovandosi nell’ombra, hanno ricoperto ruoli fondamentali, è quindi importante indagare e raccogliere testimonianze sulla vita femminile per dare voce a chi per tanto tempo non ne ha avuta.

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4 INTRODUZIONE La scelta di trattare come argomento di questa tesi la realtà della vita femminile ha origini chiare e ben definite. La nostra cultura ha sempre riservato poca attenzione alle donne e ciò è risultato evidente durante tutto il percorso di studi. La storia è compiuta dagli uomini, dalle loro imprese, dai trattati e dalle guerre; i testi adottati nelle scuole possono confermare. Ma dove si trova la storia delle donne? Forse non è ancora stata scritta? I testi non ci forniscono spiegazioni su cosa facessero le donne mentre gli uomini sbrigavano le loro faccende. La cura dei bambini, della famiglia e qualsiasi altra mansione svolta dalle donne non ha una dignità riconosciuta e una documentazione adeguata. Eppure la storia necessita di interrogarsi sulle nostre madri e sulla loro storia fino a giungere alle origini della nostra civiltà. Come sosteneva Virginia Woolf: Insomma, che cosa avevano fatto le nostre madri per non averci lasciato alcuna sostanza? Avevano passato il tempo ad incipriarsi il naso? A guardare le vetrine? A pavoneggiarsi al sole di Montecarlo? 1 Sicuramente le donne hanno fatto molto di più e nell’ombra hanno ricoperto ruoli essenziali; è necessario dunque indagare a 1 VIRGINIA WOOLF, Una stanza tutta per sé, Milano, Mondadori, 2010, p. 28.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Giulia Saimandi Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.