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Illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi e risarcimento del danno

Con il presente lavoro si intende analizzare la fattispecie della illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi, dimostrando in particolare la natura contrattuale della responsabilità dell'intermediario, nonché la risarcibilità dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti l'erronea segnalazione. Nello svolgere tale indagine, si procederà primariamente ad esaminare il servizio di centralizzazione dei rischi bancari. Ed in particolare, l'analisi permetterà di evidenziare il ruolo del servizio centralizzato nel processo di scambio e di circolazione delle informazioni economiche, la cui conoscenza risulta fondamentale nel perseguimento degli obiettivi di efficienza del mercato creditizio. A nostro avviso la comprensione degli scopi e delle finalità della Centrale, è infatti fondamentale per svolgere l'analisi della disciplina positiva del servizio centralizzato, che verrà considerata nei primi due capitoli del presente lavoro alla luce delle disposizione del testo unico bancario e delle Istruzioni della Banca d'Italia; verranno altresì verificate le possibili prospettive evolutive del servizio, nonché gli effetti che gli accordi di Basilea hanno comportato sulle modalità di censimento degli affidamenti. Nel capitolo III del presente lavoro, si svolgerà un'analisi critica della nozione di "credito in sofferenza", esaminando le diverse impostazioni emerse in dottrina e giurisprudenza e proponendo una nostra ipotesi ricostruttiva. Il capitolo conclusivo del presente lavoro sarà invece dedicato a dimostrare, mediante un'analisi critica del fondamento dogmatico e giurisprudenziale della regola del concorso di responsabilità, la natura necessariamente contrattuale della responsabilità dell'intermediario segnalante, nonché la risarcibilità di pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali subiti dal soggetto erroneamente segnalato. L'analisi sarà altresì volta a verificare la facoltà per il soggetto segnalato di esperire i rimedi previsti nell'ambito della disciplina del trattamento dei dati personali nei confronti della Banca d'Italia.

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11 CAPITOLO I IL SERVIZIO DI CENTRALIZZAZIONE DEI RISCHI: UNA RICOSTRUZIONE EVOLUTIVA 1. L’attività bancaria: le condizioni di efficienza allocativa. L’analisi della disciplina e delle problematiche inerenti al servizio di centralizzazione dei rischi bancari impone una previa disamina di alcuni concetti fondamentali della materia. Primariamente sembra opportuno introdurre la nozione di attività bancaria e successivamente procedere ad esaminare le condizioni e i presupposti di efficienza della stessa nei suoi primari elementi costitutivi. L’attività bancaria consiste, a norma dell’art. 10 co. 1 TUB, nell’esercizio congiunto delle attività di raccolta del risparmio tra il pubblico 1 e di erogazione del credito. Ciò significa, in altri termini, come correttamente osservato, che “deve esistere un collegamento funzionale necessario” 2 tra la raccolta del risparmio fra il pubblico e l’erogazione del credito. 1 La nozione di raccolta di risparmio tra il pubblico è prevista nell’art. 11 co. 1 T.U.B.:“Ai fini del presente decreto legislativo è raccolta del risparmio l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma”.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Tommasini Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.