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Nuove frontiere del turismo. Turismo sportivo, il caso del golf

Il turismo tradizionale attraversa oggi un periodo di sostanziale stagnazione. Le mete di villeggiatura classiche non posseggono più il fascino del passato e non sono più in grado di suscitare lo stesso livello d’interesse nei viaggiatori. Una tra le motivazioni principali è la stereotipizzazione dei luoghi, con la conseguenza che tutto sembra assomigliarsi e non risulta quindi quasi mai possibile scovare qualcosa di nuovo che stimoli la curiosità. Ad aggravare la situazione c’è l’attuale crisi economica mondiale, la quale ha diminuito le possibilità di spesa.
In controtendenza con questo scenario, ed in continua crescita da dieci anni a questa parte, troviamo il turismo sportivo.
Sport e turismo possiedono una matrice comune, sono infatti entrambi espressione del tempo libero, elemento divenuto fondamentale nella società post-industriale.
Nel mio lavoro descriverò questo legame, studiando le potenzialità del binomio sport/turismo, e come esso possa far da volano per l’economia e per lo sviluppo del territorio.
Sarà portato all’attenzione il caso del golf, sport che meglio di altri esalta le virtù del binomio sport-vacanza, erroneamente considerata pratica elitaria, ben poco conosciuto e praticato in Italia, ma che invece nel resto del mondo è in grado di generare grandi somme di denaro, come dimostrano i paesi anglosassoni.
Saranno inoltre analizzati gli strumenti di marketing utilizzati per incrementare l'utenza del turismo golfistico.

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6 INTRODUZIONE Il turismo tradizionale attraversa oggi un periodo di sostanziale stagnazione. Le mete di villeggiatura classiche non posseggono piø il fascino del passato e non sono piø in grado di suscitare lo stesso livello d’interesse nei viaggiatori. Una tra le motivazioni principali è la stereotipizzazione dei luoghi, con la conseguenza che tutto sembra assomigliarsi e non risulta quindi quasi mai possibile scovare qualcosa di nuovo che stimoli la curiosità. Ad aggravare la situazione c’è l’attuale crisi economica mondiale, la quale ha diminuito le possibilità di spesa. Nonostante nel XVI rapporto sul turismo italiano del 2007-2008 si sostenga che “il fare vacanza sia ormai diventato un bene primario, una commodity per i posizionamenti di grado elevato e una necessity per tutti” il turismo non è ancora percepito dalla maggioranza della popolazione come una necessità, pertanto in situazioni di ristrettezza i principali tagli vengo apportati proprio in questo settore. Ragion per cui il consumatore di servizi turistici è divenuto ancora piø oculato nella decisione della sua vacanza e la scelta deve poter soddisfare un molteplice numero di bisogni. Non è piø sufficiente un bel panorama o un clima mite per attirare un consistente numero di viaggiatori affamati di benessere. La partita si gioca quindi sulle esperienze e sulle emozioni che un determinato posto può suscitare. A dimostrazione di quanto detto, e in controtendenza rispetto al turismo tradizionale, è possibile guardare i dati in continua crescita che arrivano dal segmento di mercato legato al turismo sportivo. In esso si vuole includere sia il turista che fa sport attivamente durante le sue vacanze, che il pubblico che si reca ad assistere ad eventi sportivi di livello nazionale ed internazionale. Questo ramo del turismo, a differenza di altri, in passato non ha ricevuto grande interesse da parte degli operatori e del mercato e il turista sportivo pertanto, almeno fino a pochi anni fa, era ignorato e trascurato. Sport e turismo sono strettamente interconnessi. Sono infatti molte le analogie che caratterizzano la nascita, l’evoluzione e la diffusione di questi due mondi che all’apparenza possono sembrare totalmente diversi, ma che in realtà sono piø simili di quel che si immagini.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Pavani Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.