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Valutazione di incidenza relativa alla messa in produzione di una centrale idroelettrica sul fiume Aterno

La biodiversità, o diversità biologica, è il risultato del processo evolutivo che ha generato attraverso la selezione naturale, nel corso dei millenni, la grande varietà delle specie viventi animali e vegetali che popolano il nostro pianeta. Tale varietà è considerata in ecologia un patrimonio prezioso in quanto sinonimo di salute ambientale. Un ambiente, infatti, è tanto meno “a rischio” nei confronti di fattori di disturbo, quanto più è “ricco” di specie diverse poiché geneticamente attrezzato per sopravvivere a futuri cambiamenti. Al contrario, gli ambienti semplificati sono vulnerabili e rischiano il collasso qualora intervengano modificazioni che direttamente mettano in crisi le poche entità genetiche presenti.
Oggi a causa del progressivo incremento dei fattori di inquinamento quali la presenza diffusa di infrastrutture, di insediamenti produttivi e di centri urbani si registra in tutto il mondo una significativa riduzione degli habitat naturali che sono minacciati seriamente nel loro patrimonio di biodiversità. Per tale ragione dalla seconda metà del ‘900 è stata introdotta un’importante sequenza di convenzioni internazionali, ad iniziare da quella di Parigi del 1950, con la quale il problema della tutela della flora e della fauna è stato prepotentemente posto all’attenzione del potere politico. In particolare, il decennio 1990-2000 ha visto fiorire le misure più efficaci in questa direzione che hanno, nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 (“Convenzione sulla Biodiversità”) il primo e più importante accordo globale su tale tema. Con tale convenzione è stata riconosciuta la conservazione, in situ, degli ecosistemi e degli habitat naturali come priorità da perseguire, ponendosi come obiettivo quello di “anticipare, prevenire ed attaccare alla fonte le cause di significativa riduzione o perdita della biodiversità biologica in considerazione del suo valore intrinseco e dei suoi valori ecologici, genetici, sociali, economici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi ed estetici”.
Un momento chiave nel campo della conservazione della natura è, tuttavia, da ritrovare nella emanazione delle Direttive della Comunità Europea che hanno un valore assai più vincolante di quello delle Convenzioni. Oggi, infatti, le direttive in tema ambientale sono state largamente recepite costituendo il fondamento legislativo dei Paesi Membri.
Il cuore della legislazione Comunitaria in tema di protezione della biodiversità è costituito dalle Direttive 92/43/CEE “Habitat” e 79/409/CEE “Uccelli”. Il merito principale di tali norme è da considerarsi l’istituzione di siti di tutela della biodiversità costituenti una rete ecologica di salvaguardia degli habitat e delle specie animali e vegetali: la rete Natura 2000. Inoltre, la Direttiva “Habitat” ha creato anche gli strumenti per la creazione e la difesa di tale rete ecologica, tra i quali assume grande importanza l’applicazione di una nuova procedura di valutazione ambientale: la Valutazione di Incidenza.
L’obiettivo fondamentale della Valutazione di Incidenza è valutare le eventuali interferenze che determinati piani o progetti possano provocare sui suddetti habitat di elevato pregio ambientale.
Con la presente Tesi di laurea si intende applicare tale procedura ad un progetto di utilizzo di una centrale idroelettrica sul fiume Aterno in località Raiano (Aq) ricadente in due siti di rete Natura 2000.

Lo studio di Tesi si articola in tre capitoli.
-Nel primo capitolo si illustrano le norme fondamentali che costituiscono il background conoscitivo che sovrintende lo studio di Tesi.
-Il secondo capitolo introduce il caso pratico di studio, illustrando tutti quei fattori che hanno reso necessaria l’applicazione della suddetta procedura.
-Nel terzo capitolo vengono trattati ed approfonditi gli aspetti pratici di valutazione degli impatti che la messa in produzione della centrale idroelettrica potrebbe provocare sugli habitat e sulle specie protette all’interno dell’area di studio.

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INTRODUZIONE La biodiversità, o diversità biologica, è il risultato del processo evolutivo che ha generato attraverso la selezione naturale, nel corso dei millenni, la grande varietà delle specie viventi animali e vegetali che popolano il nostro pianeta. Tale varietà è considerata in ecologia un patrimonio prezioso in quanto sinonimo di salute ambientale. Un ambiente, infatti, è tanto meno “a rischio” nei confronti di fattori di disturbo, quanto più è “ricco” di specie diverse poiché geneticamente attrezzato per sopravvivere a futuri cambiamenti. Al contrario, gli ambienti semplificati sono vulnerabili e rischiano il collasso qualora intervengano modificazioni che direttamente mettano in crisi le poche entità genetiche presenti. Oggi a causa del progressivo incremento dei fattori di inquinamento quali la presenza diffusa di infrastrutture, di insediamenti produttivi e di centri urbani si registra in tutto il mondo una significativa riduzione degli habitat naturali che sono minacciati seriamente nel loro patrimonio di biodiversità. Per tale ragione dalla seconda metà del ‘900 è stata introdotta un’importante sequenza di convenzioni internazionali, ad iniziare da quella di Parigi del 1950, con la quale il problema della tutela della flora e della fauna è stato prepotentemente posto all’attenzione del potere politico. In particolare, il decennio 1990-2000 ha visto fiorire le misure più efficaci in questa direzione che hanno, nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 (“Convenzione sulla Biodiversità”) il primo e più importante accordo globale su tale tema. Con tale convenzione è stata riconosciuta la conservazione, in situ, degli ecosistemi e degli 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Luca Tatone Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 290 click dal 31/10/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.