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Gli strumenti di tutela delle parti nei rapporti tra contratto preliminare e contratto definitivo

Scopo della tesi è un’analisi dei mezzi di tutela a disposizione dei contraenti - con particolare riferimento alla posizione del promissario-acquirente - di fronte a sopravvenienze, vizi e difformità emersi dopo la stipulazione di un contratto preliminare, anche in sede di giudizio ex art. 2932 c.c.
Nel contesto del “gioco di specchi” tra preliminare e definitivo e della scarna disciplina codicistica in materia, ci si avvale dell’ausilio della giurisprudenza e della dottrina che, pur rimanendo fedeli, a livello di principio, alla tradizionale ricostruzione dell’istituto, sono andate elaborando, in risposta alle diverse esigenze manifestate nella prassi, una serie di regole operazionali che con quella ricostruzione si pongono spesso in palese contraddizione.
L’interrogativo sulla funzione che giustifica la scissione in due fasi del procedimento inteso ad introdurre tra le parti un determinato assetto di interessi, la crisi del dogma dell’intangibilità del preliminare, la diversa possibile natura - costitutiva od esecutiva - della sentenza emessa ex art. 2932 c.c., il connesso problema dei limiti ai poteri di integrazione del giudice in tal sede guidano un’indagine che tocca l’azione di esatto adempimento, l’azione di riduzione del prezzo, i casi di divergenza quantitativa tra la misura della cosa indicata nel preliminare e quella risultante dal definitivo, il fondamentale intervento della Corte di Cassazione, Sez. un., n°1720/1985, l’azione di rescissione, la risoluzione (per inadempimento, per impossibilità sopravvenuta, per eccessiva onerosità sopravvenuta), i riflessi della nuova disciplina della trascrizione del preliminare, la “tenuta” e la rilevanza della tradizionale distinzione tra preliminare puro e complesso.

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INTRODUZIONE 4 2. Introduzione Il contratto preliminare è una figura giuridica che nel nostro ordinamento ha sempre rivestito un ruolo importante, come testimoniano le approfondite analisi dottrinali e la nutrita casistica giurisprudenziale, entrambe conseguenza della sua diffusione nella prassi. A questo proposito, si afferma che questo strumento contrattuale ha trovato, almeno sotto l’aspetto della sua pratica adozione, in particolare nell’ambito del trasferimento di beni immobili, un terreno maggiormente fertile nel nostro ordinamento giuridico, dove è stato trapiantato, che non in quello tedesco dove esso è sorto1: tra le ragioni di tale fortuna, assume rilievo la mancanza, nel nostro diritto, di un sistema, altrove presente, di differimento tra consenso e trasferimento dei beni, che permetta una fase di ulteriore riflessione e controllo sull’operazione negoziale in via di impostazione. La disciplina che il Codice civile contiene in materia di contratto preliminare è assai scarna, riducendosi all’individuazione di un requisito di forma a pena di nullità (art. 1351) ed alla configurazione di un rimedio processuale in caso di inadempimento (art. 2932); la recente novella in tema di trascrizione, per alcuni aspetti non priva di utili spunti, non ha sostanzialmente modificato un quadro normativo in cui non si

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Matteo Sala Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.