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Immigrazione italiana in Australia e il fenomeno dell'australitaliano

La tesi a riguardo tratta il fenomeno dell'immigrazione italiana in Australia suddividendola in tre fasi, e spiegando le difficoltà dei nostri connazionali nell'adattamento alla nuova vita in un continente così lontano dal nostro.
Ho successivamente analizzato la lingua che la comunità italiana ha creato in Australia, che è nota da qualche tempo con il nome di AUSTRALITALIANO. All'interno dell'elaborato ho esaminato il fenomeno linguistico facendo degli esempi che ho vissuto in prima persona durante il mio soggiorno in Australia. Infine sono riportate le interviste, ed inoltre ci sono immagini e frasi che ho potuto prendere durante la mia visita all'Immigraion Museum di Melbourne. Se oggi troviamo una società così simile alla nostra dall'altra parte del mondo è grazie ai nostri connazionali che hanno avuto la forza di compiere un viaggio così lungo ed il coraggio di affrontare i pregiudizi razzisti e iniziare una nuova vita oltreoceano.

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5 1. Introduzione La scelta dell’argomento di questa tesi è giunta spontaneamente dopo un viaggio in Austra- lia che ho fatto nel 2012, nel corso del quale ho alloggiato presso alcuni parenti italiani e- migrati negli anni ‘50. Da questo momento, è nata la mia perplessità nel vedere il numero di italiani che ho incon- trato per strada e nei supermercati, e così tanti italiani che venivano a darmi il benvenuto. E’ davvero una comunità molto unita quella dei nostri connazionali in Australia, e tutto ciò è stato davvero inaspettato. Rimasi colpita, inoltre, dalla loro lingua, che non era né l’inglese standard né l’italiano che parliamo oggi in Italia. Dopo alcune ricerche, mi resi conto che si trattava del cosiddetto australitaliano e da que- sta scoperta mi si aprì tutto un mondo che fino ad allora avevo ignorato: era il mondo dell’emigrazione, di coloro che avevano lasciato il proprio paese per “cercar fortuna” ol- treoceano, di coloro che “ce l‟avevano fatta” ed erano riusciti a costruirsi una nuova vita. E’ questo il mondo delle persone che hanno dovuto lottare pur di non essere sopraffatti dai pregiudizi anti-italiani, il mondo della sofferenza per la lontananza della propria patria. Oggi troviamo in una terra così lontana (approssimativamente 15.600 km dall’Italia), molti dei nostri compatrioti. Non è stato facile cercare un’occupazione, consapevoli che sarebbero stati gli ‘stranieri’, consapevoli che sarebbero stati guardati con occhi diversi perché la loro lingua madre non era l’inglese e sarebbero stati emarginati dalla società, almeno in un primo momento, per- ché parlare lingue diverse, sicuramente non è un fattore favorevole. Mi capita di pensare che un passo del genere è stato compiuto da persone coraggiose, ma dall’altra parte della medaglia, si potrebbero definire anche ‘le più deboli’, coloro che non hanno saputo affrontare la povertà, coloro che, talvolta, sono fuggiti dall’altra parte del mondo senza nemmeno cercare migliori opportunità lavorative nel nord Italia. Durante il mio soggiorno ho condotto una ricerca, intervistando alcune delle numerosissi- me persone che hanno fatto questa scelta o hanno seguito i propri famigliari che hanno pre- so la decisione al loro posto. Sono rimasta colpita da molti racconti di persone anziane, che come vedremo alla fine della tesi, sono arrivati dopo circa un mese di viaggio in nave e non hanno più rivisto i propri genitori dopo aver lasciato l’Italia. Non è stato facile ambientarsi, talvolta è capitato che dottori o professori, inizialmente si sono adattati al lavoro in fattoria o nelle fabbriche, perché “se non sai la lingua non sei niente”.

Diploma di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Danila Giardinelli Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2702 click dal 05/11/2013.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.