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Il neurosviluppo nell'adolescenza - Connettività neurale e sviluppo cognitivo

Informazioni tesi

  Autore: Angelica Zappacosta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Cristina Orsini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 27

A partire dal "cervello sociale" si hanno le prime diversificazioni del cervello umano adolescenziale da quello infantile. Questo è il periodo delle prime relazioni con i pari, l'entrata nella vita sociale, dato cui nasce il termine CERVELLO SOCIALE.
La distinzione è data dalle varie aree cerebrali che vengono attivate e che determinano il riconoscimento dei propri stati mentali, sentimenti e azioni, in relazione con gli altri. Le maggiori trasformazioni sono a livello dei lobi frontali e prefrontali a partire dal periodo di pubertà.
Le emozioni possono essere definite come stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche a stimoli naturali/esterni, importanti anche per la funzione relazionale e di autocontrollo. Le emozioni, sono primariamente elaborate dall'amigdala determinando l'insorgenza di modificazioni somatiche e le informazioni vengono inviate anche alle cortecce associative. Le emozioni possono determinare anche disturbi di attenzione. Questi non sono un prodotto prettamente cerebrale, ma determinati anche dall'ambiente/contesto sociale in cui l'individuo vive.

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INTRODUZIONE L’oggetto di questa tesi, è il controllo delle emozioni, che dall’età adolescenziale inizia ad essere più razionale, questo perchè nell’adolescenza avviene un incremento delle funzioni corticali del SN, il controllo emotivo e la mielinizzazione, che apporta una conduzione più veloce dell’input elettrico. A partire dal “cervello sociale”, si hanno le prime diversificazioni del cervello umano adolescenziale da quello infantile. Infatti, è questo il periodo delle prime relazioni con i pari, l’entrata nella vita sociale, da cui il nome di “cervello sociale”. Questa distinzione è un modo per indicare le aree cerebrali che sono maggiormente attivate in questo periodo e che determinano, il riconoscimento dei propri stati mentali, sentimenti ed azioni, in relazione con gli altri. Sono i lobi frontali e prefrontali che subiscono le maggiori trasformazioni, a partire dalla pubertà, periodo di passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Queste aree determinano, che dall’infanzia iniziano ad essere importanti per il riconoscimento dei volti, comprendono, nell’adolescenza, anche la consapevolezza dell’emozioni proprie e degli altri individui. Le emozioni possono essere definite come stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche a stimoli naturali, rivestendo anche una funzione relazionale e di autocontrollo. Le emozioni sono espressioni di vario genere, che vengono elaborate, primariamente dall’amigdala, determinando l’insorgenza di modificazioni somatiche e ,contemporaneamente, le informazioni vengono inviate anche alle cortecce associative, per una più dettagliata elaborazione di esse. Inoltre le emozioni possono determinare anche un disturbo nell’attenzione, se troppo accentuate. Queste non sono solo un prodotto cerebrale, ma sono determinate anche dall’ambiente sociale in cui l’individuo vive. In questa tesi, verranno affrontati i temi suddetti sotto un profilo neuropsicologico ed evidenziati degli esperimenti, fatti a supporto delle varie ipotesi, sull’infanzia, adolescenza ed età adulta. 3

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Parole chiave

adolescenza
sviluppo cognitivo
cervello sociale
neurosviluppo
connettività neurale
emozioni
stati mentali
intelligenza emotiva
amigdala
corteccia frontale
"sfrondamento" sinaptico
mielinizzazione
corteccia orbito-frontale
corteccia cingolata anteriore

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