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HAZARD - La prospettiva sociologica del disastro naturale

L’intitolazione “Hazard” è legata ad un termine tecnico della disciplina che nella lingua italiana è traducibile con Pericolo. Pericolo da cosa? In questo senso, il lavoro si concentra prevalentemente su quelli che nell’ottica scientifica sono i disastri “naturali”, ossia causati da fenomeni totalmente o prevalentemente fisici, giacché le esemplificazioni riportate all’interno si rifanno maggiormente ad eventi geo-fisici quali sismi ed uragani. Dopo avere esaminato le basi concettuali e tecniche di un oggetto di studio con forti tratti di interdisciplinarietà, è possibile addentrarsi nel fulcro del lavoro, inerente le tematiche maggiormente inerenti gli aspetti psico-sociali legati al disastro: e se già in precedenza fosse emersa la natura sociale del disastro quale costruzione, sono qui evidenziati ulteriori elementi che confermano analogamente la stessa materia culturale in tema di paure; con ciò si è fatto riferimento alle maggiori teorie sociologiche sul rischio e sulla contingenza sistemica, la cui influenza teorica è posta alle basi epistemologiche del lavoro. In seguito, nell’obiettivo di delineare un’analisi microsociologica, l’analisi si approfondisce fino a sfociare nella vicina Psicologia, dove le sue branche specifiche dell’ambiente e dell’emergenza, forniscono elementi di approfondimento interessanti ed utili per comprendere le successive esemplificazioni poste. L’obiettivo di fondo del lavoro è quella di un’osservazione complessiva degli studi sul disastro da parte della disciplina sociologica; con riferimento agli studi statunitensi, si comprenderà come oltre ad impostazioni prettamente accademiche, si sottenda un background culturale di differente matrice, maggiormente propenso oltreoceano ad investimenti non soltanto tecnici, quant’anche sociali in termini di contenimento del rischio ed in primis di quello relativo alle vite umane, anche di fronte a quello che è l’ ”Hazard”, ossia il pericolo ineliminabile o imprevedibile.

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Introduzione Cosa s’intende, all’interno di un discorso scientifico, per il concetto di “disastro”? In particolar modo, come si configura quest’ultimo nell’ottica sociologica? Ma ancor prima, ci si può domandare: che correlazione sussiste tra un’argomentazione legata prettamente alle scienze naturali e la prospettiva delle scienze sociali? Ebbene, sulla base di simili questioni, prende lo spunto il presente lavoro, che andrebbe ad inserirsi tra i già numerosi contributi della Sociologia dell’Ambiente e più dettagliatamente della branca della Sociologia del disastro. L’intitolazione “Hazard” è legata, non a caso, ad un termine tecnico della disciplina che nella lingua italiana è traducibile con Pericolo. Pericolo da cosa? In questo senso, il lavoro si concentra prevalentemente su quelli che nell’ottica scientifica sono i disastri “naturali”, ossia causati da fenomeni totalmente o prevalentemente fisici, giacché le esemplificazioni riportate all’interno si rifanno maggiormente ad eventi geo-fisici quali sismi ed uragani. In sede introduttiva, utilizzando le parole di un mio brillante docente passato nella spiegazione delle basi sociologiche, è possibile rispondere al quesito posto sopra: nello “studio delle relazioni sociali all’interno di” un ambiente fisico connotato da un frame work stra-ordinario e contingente, tanto sul piano ambientale che sociale. Prima di fare ciò, è però necessario avviare i passi da un’esamina logico-concettuale della terminologia legata al disastro, al fine conseguente di delineazione delle maggiori teorie elaborate; di qui l’osservazione procederà verso quelli che sono stati i contributi della Sociologia italiana al settore: dagli studi pioneristici fino ad alcune delle più recenti concettualizzazioni teoriche, proseguendo lungo una linea 1

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Sociologia

Autore: Raffaele Cellini Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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