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Internazionalizzazione d'impresa in Brasile: studio di fattibilità per un impianto di cogenerazione a biogas

L’importante momento storico che stiamo vivendo, a cavallo tra la crisi di alcuni Paesi Industrializzati e l’emergere di altre Potenze Mondiali, segna anche la nascita di nuovi punti d’incontro, nuove forme di cooperazione e nuovi mercati da esplorare.
Con tale prospettiva, il presente lavoro di tesi permette di comprendere quali siano gli attuali desideri di sviluppo del Brasile e come questi, possano tradursi in una concreta possibilità di investimento per le imprese italiane che operano nel settore delle energie rinnovabili. Per cui vediamo da un lato, il programma di crescita del Governo brasiliano che, cercando strumenti per conciliare ricchezza economica e sviluppo sostenibile, indica la direzione futura del Paese su temi quali energia e tutela dell’ambiente. Dall’altro, le imprese italiane che, vantando una pluridecennale esperienza nelle tecniche di costruzione e gestione degli impianti a biogas, possono offrire il loro know-how per intervenire su due grandi problemi: aumentare la disponibilità energetica e costruire sistemi di gestione e recupero dei rifiuti e delle acque reflue.
Pertanto, l’elaborato realizza uno studio di fattibilità per valutare costi e benefici nel costruire un impianto di cogenerazione a biogas in Brasile, in grado di generare una potenza pari a 150 kW, di fornire energia termica ed elettrica sia alle utenze limitrofe che alla rete nazionale, e di utilizzare come fonte energetica rinnovabile, rifiuti di origine animale e acque reflue di processo. Un intervento che oltre ad aiutare sul fronte energetico, permette anche di ridurre i rischi igenico-sanitari connessi al cattivo smaltimento dei rifiuti pericolosi, contenere l'inquinamento delle falde acquifere nel sottosuolo, e avvicinare l'industria locale a quei processi di recupero e valorizzazione delle acque reflue dalle attività produttive.
L’analisi deve inoltre essere inserita in una dimensione ben più ampia, e che riguarda la consulenza in international business development per le imprese italiane della Green Economy. Imprese che vogliono internazionalizzarsi, ma in particolare , che vogliono farlo realizzando questa Vision del “Made In Italy” nei Paesi In Via Di Sviluppo: la tecnologia come mezzo di uguaglianza, e l’integrazione delle competenze come strumento di sviluppo.
A tal proposito, assume dunque un ruolo fondamentale l’approccio utilizzato dall’elaborato che, riscoprendo i principi del Movimento Delle Tecnologie Appropriate (E.F.SCHUMACHER, 1973), affianca al tradizionale concetto di “innovazione”, il meno consueto concetto di “appropriatezza”, prestandosi quale esempio per una diversa interpretazione dei processi di internazionalizzazione. In un ottica di sviluppo sostenibile e di perfetta adesione dell’offerta al tipo di domanda, oltre alle normali considerazioni di natura tecnica, economica e ambientale - legate ad un classico studio di fattibilità -, il lavoro propone allora anche un’ampia analisi su quell’aspetto umano intrinsecamente connesso ad un progetto di tale natura: come si inserisce in una realtà sociale già strutturata, quanto le comunità locali sono pronte a sostenerlo, quanto è adeguato alle risorse, alle competenze e alle peculiarità del territorio, quanto influenza positivamente e negativamente la vita delle persone coinvolte.
Tuttavia, l’attenzione sociale non limita la bontà dell’investimento sotto altri punti di vista. Per esempio il beneficio ambientale, stimato con l’analisi Life Cycle Assessment (LCA) e conforme allo standard internazionale ISO14040-3 (ISO 2006), equivale ad un risparmio di 8150 tonnellate all’anno di CO2-equivalente, di 370 grammi per ogni kWh elettrico prodotto e di 4,77 tonnellate per ogni tonnellata di rifiuti o acque reflue recuperata. Anche la valutazione economica mostra indicatori finanziari molto positivi; per cui si stimano un Pay Back Period di 8,4 anni, un VAN di 525.450 € e un TIR di 15,83% che di certo, confermano le iniziali aspettative sul progetto.
In conclusione, si può affermare che l’elaborato mostra come la reciproca volontà di sviluppo possa diventare un fattore chiave per instaurare grandi collaborazioni tra Paesi, ed in particolare, come la tecnologia del biogas in Brasile possa significare un nuovo mercato in cui esprimere – ancora una volta - quei valori di qualità, esperienza ed affidabilità che il resto del mondo riconosce al nostro “Made In Italy”.

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5 INTRODUZIONE Le dinamiche di globalizzazione che caratterizzano il nostro secolo ci portano, come individui e come gruppi, a cogliere sfide che ormai proiettano verso dimensioni planetarie. Senza alcun dubbio, il fenomeno colpisce qualsiasi organizzazione, dalle più semplici alle più complesse, dalle pubbliche alle private, che inevitabilmente devono cogliere e trasformare tutto questo in un’opportunità per il loro futuro. Con tali presupposti, che coinvolgono anche la realtà italiana, sempre più imprese guardano con interesse i mercati esteri. L’internazionalizzazione, termine ormai noto e diffuso, rappresenta proprio questo: “flessibilità” alla base del moderno concetto di mercato e capacità delle aziende di spostarsi lì dove c’è spazio per i propri bisogni. A questo punto, le interpretazioni possono essere differenti. Una, può essere quella sulla scia del “Capitalismo Parassitario” (Z.Bauman,2009), che soddisfa le proprie necessità ed evolve incurante degli effetti che ha sul territorio ospitante. L’altra, è quella proposta dal “Movimento delle Tecnologie Appropriate”( E.F.Schumacher,1973), che tiene fermo il principio di flessibilità e adattamento ma al contempo, offre un nuovo punto di vista: quello della trasparenza tra domanda e offerta, della negoziazione win-win, dell’innovazione come veicolo per lo sviluppo sostenibile da una parte, e del business dall’altra. Il concetto di “appropriatezza” affianca quello tradizionale di “innovazione”, a indicare l’ultima frontiera per le aziende che fanno internazionalizzazione. Aziende che offrono le loro competenze per risolvere problemi, facendo profitto senza tuttavia creare alterazioni negative di natura ambientale, sociale o politica. Con questi presupposti, il presente lavoro di tesi sviluppa uno studio di fattibilità tecnica, ambientale ed economica per un impianto di micro-cogenerazione a biogas. L’analisi, che si inserisce all’interno della partnership dedicata al servizio di consulenza per le imprese italiane, è elaborata per conto di due aziende, Roncucci&Partneers e NòvaEngineering. In accordo con quanto detto precedentemente, l’obiettivo è duplice: offrire alle aziende che fanno “Made In Italy” un nuovo mercato in cui poter esprimere le loro conoscenze e le loro volontà

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Claudia Di Paolo Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1539 click dal 07/11/2013.

 

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