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Aspetti psicologici e genetici della dipendenza sessuale

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppina Pollino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Arturo Bevilacqua
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Quando parliamo di dipendenza sessuale facciamo riferimento ad un insieme di condizioni psicopatologiche caratterizzate da pensieri e fantasie sessuali intrusive in associazione alla totale o parziale perdita di controllo sui comportamenti sessuali. Nel tempo, l’interesse verso questa condizione patologica, non ancora riconosciuta nei sistemi nosografici, è cresciuto esponenzialmente. La prevalenza dell’ipersessualità negli esseri umani si aggira intorno al 3-6% della popolazione mondiale e si stimano conseguenze anche gravi per chi ne è affetto che colpiscono la sfera relazionale, sociale, familiare, intima, lavorativa e fisiologica dell’individuo. I programmi di trattamento fin’ora utilizzati per la cura della dipendenza sessuale sono stati i più svariati ma nel corso degli anni, sulla base del “modello integrato” di cui aveva precedentemente parlato Kaplan (1987) , si sta arrivando a concepire nuove terapie sessuologiche che uniscono vari modelli teorici, tra cui i protocolli mansionali (Maser and Jonson, 1970), terapia individuale, terapia di gruppo e terapia farmacologica, per la diagnosi e il trattamento del sintomo.

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5 INTRODUZIONE Quando parliamo di dipendenza sessuale facciamo riferimento ad un insieme di condizioni psicopatologiche caratterizzate da pensieri e fantasie sessuali intrusive in associazione alla totale o parziale perdita di controllo sui comportamenti sessuali. Nel tempo, l’interesse verso questa condizione patologica, non ancora riconosciuta nei sistemi nosografici, è cresciuto esponenzialmente. La prevalenza dell’ipersessualità negli esseri umani si aggira intorno al 3-6% della popolazione mondiale e si stimano conseguenze anche gravi per chi ne è affetto che colpiscono la sfera relazionale, sociale, familiare, intima, lavorativa e fisiologica dell’individuo. I programmi di trattamento fin’ora utilizzati per la cura della dipendenza sessuale sono stati i più svariati ma nel corso degli anni, sulla base del “modello integrato” di cui aveva precedentemente parlato Kaplan (1987) , si sta arrivando a concepire nuove terapie sessuologiche che uniscono vari modelli teorici, tra cui i protocolli mansionali (Maser and Jonson, 1970), terapia individuale, terapia di gruppo e terapia farmacologica, per la diagnosi e il trattamento del sintomo. Nel primo capitolo si è cercato di fornire una definizione di “dipendenza sessuale”, introducendo prima il concetto di dipendenza secondo il DSM-IV- TR e in seguito descrivendo un breve excursus storico verso una definizione univoca della patologia con eventuali esplicazioni delle caratteristiche peculiari. Partendo da una base diagnostica di “disturbo del desiderio iperattivo”, si è cercato inoltre di chiarirne il dibattito sulla natura intrinseca della condizione basandosi su diverse correnti teoriche che la definiscono da una parte come disturbo ossessivo-compulsivo, dall’altra come disturbo del controllo degli impulsi o ancora come disturbo da dipendenza comportamentale. Inoltre sono stati riportati i dati di prevalenza e comorbilità del disturbo facendo ricorso a diversi autori che nel corso degli anni si sono occupati di questo tema (Carnes, 1989; Colman, 1992; Kafka, 1999).

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