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The Liquidity Risk Management in response to the crisis: the case of Banca Popolare di Vicenza

La tesi in questione si propone di offrire una panoramica sulle cause e le soluzioni adottate nell'ambito della gestione del rischio di liquidità in seguito alla crisi finanziaria globale del 2007. Questa versione è quella tradotta in lingua italiana, ne esiste anche una copia in inglese sempre disponibile sul sito.

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  7     Capitolo  1   Introduzione  al  rischio  di  liquidità   1. Origine e caratteristiche del rischio di liquidità La funzione di trasformazione delle scadenze dell’attivo (prevalentemente orientate al lungo termine) in quelle del passivo (più legate al breve termine), che permette di soddisfare le necessità di finanziamento delle unità in decifit alimentate da opportunità di investimento e, nel contempo, quelle di impiego derivanti dalle unità in surplus, rappresenta l’attività intrinseca della banca e determina profili di rischio che necessitano di essere costantemente misurati e gestiti. Da tale funzione scaturisce infatti un mismatch temporale fra attività e passività che comporta tanto un rischio di interesse quanto un rischio di liquidità. Il rischio di tasso può essere definito come il rischio attuale e prospettico di volatilità degli utili o del capitale derivante da movimenti avversi dei tassi di interesse. È associato con poste patrimoniali all'interno del portafoglio bancario e deriva principalmente dalla trasformazione delle scadenze. Esso deriva in particolare dalla mancata corrispondenza di attività fruttifere e passività in termini di importo, scadenza e tassi di interesse. Con l’espressione “rischio di liquidità” si intende ricomprendere sia la possibilità che la banca non riesca a far fronte a deflussi di cassa attesi ed inattesi senza pregiudicare la propria ordinaria operatività ed il proprio equilibrio finanziario (determinando il cosiddetto funding risk), sia la connessa eventualità che essa si trovi costretta a monetizzare una consistente posizione in attività finanziarie che, incontrando un’insufficiente profondità del mercato od un suo malfunzionamento temporaneo, si realizzi a condizioni di prezzo sfavorevoli (configurando così il market liquidity risk). Il rischio di liquidità si distingue dagli altri rischi per molti aspetti: innanzitutto, è un rischio “secondario”, ovvero un rischio che viene innescato da situazioni avverse innescate dagli altri rischi finanziari; perciò viene definito “consequenziale” 1 .   Inoltre è un rischio che richiede una copertura diversa da tutti gli altri: l’obiettivo finale è infatti quello di soddisfare il flusso netto in uscita in un certo intervallo temporale, che va dal giorno, al mese, ad orizzonti più lunghi. Il capitale non si presta bene a questo tipo di copertura, che necessita invece di generare afflussi di cassa e si realizza quindi tramite la vendita di attività liquide di elevata qualità o l’utilizzo delle stesse come collateral di operazioni quali i repurchase agreements; pertanto, al posto del capitale, a fronteggiare questo tipo di rischio vi sono la gestione del rischio stesso volta a ridurre il flusso di cassa in uscita e la presenza di unencumbered eligible assets per compensare le eventuali ulteriori uscite di cassa.                                                                                                                           1   Si veda Matz e Neu (2007).  

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Liliana Imbimbo Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 340 click dal 08/11/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.