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La Turchia verso l'Europa: il processo d'integrazione dell'eterno candidato. La tutela dei diritti umani in ambito europeo. Identità turca ed europea a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Silvia De Blasis
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi Link Campus University
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Franco Ciufo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

L’obiettivo di questo lavoro è quello di analizzare il percorso storico ha portato il Paese ad aprire i negoziati per l’ingresso nella Comunità prima e Unione Europea poi. L’ingresso del Paese della mezzaluna è subordinato al conseguimento di alcuni obiettivi che, oltre ai criteri di Copenaghen che valgono per tutti i paesi candidati, sono stati creati ad hoc per la Turchia. Ho deciso di porre una particolare attenzione al tema dei diritti umani analizzando anche quelli che sono i documenti e gli organi che all’interno del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea disciplinano la materia.
Nell’ultima parte di questo lavoro mi sono occupata di ricostruire l’identità turca, basata su elementi molti forti, e la più debole identità europea per capire se l’ingresso del Paese guidato da Erdogan può in qualche modo mettere in crisi il sistema dei valori dell’Unione.

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Introduzione La federazione europea non si proponeva di colorare in questo o quel modo un potere esistente. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo. Altiero Spinelli La Repubblica di Turchia fu fondata il 24 luglio 1923 con il Trattato di Losanna. Il primo Presidente della Repubblica fu Mustafa kemal 1 , conosciuto anche come Ataturk 2 , e con la dottrina kemalista si diede inizio alla trasformazione della Turchia in uno Stato moderno che guardava con favore all’occidentalizzazione. Sin dalla fine della II Guerra Mondiale la Turchia si è presentata come un ponte tra occidente e oriente. Nel 1949 aderì al Consiglio d’Europa 3 , nel 1952, nonostante l’opposizione iniziale della Gran Bretagna, entrò a far parte della NATO 4 e la sua alleanza con Washington gli ha permesso di essere l’avamposto più avanzato della guerra fredda. La richiesta formale di adesione all’UE va fatta risalire al 1987, ma vi fu un allontanamento con l’arrivo al governo dell’islamico Erbakan che vedeva nell’ingresso della Turchia in Europa un pericolo perché sosteneva che “avrebbe fatto disperdere e annullare i valori musulmani nell’Europa cristiana 5 ”. L’attuale Primo Ministro Erdogan 6 , invece, nonostante possa essere definito come un discepolo di Erbakan, si è sempre mostrato favorevole all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. 1 Mustafa Kemal faceva parte dei Giovani Turchi e si distinse, in seguito alla divisione dell’ex Impero ottomano alla fine della I Guerra Mondiale, per essere riuscito a liberare la Penisola Anatolica dalle potenze occupanti. 2 Ataturk significa Padre dei turchi ed è il cognome che gli fu assegnato nel 1934 con un decreto del Parlamento dopo che lui stesso aveva imposto l’adozione di regolari cognomi di famiglia. 3 Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale fondata il 5 maggio 1949. Lo scopo principale è quello di promuovere i diritti dell’uomo e garantire la democrazia. La Turchia ne è entrata a far parte il 9 agosto 1949. 4 L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del nord è un’organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa istituita con il Patto Atlantico il 4 aprile 1949. La Turchia ne fa parte dal 18 febbraio 1952. 5 Cit. in Antonello Biagini, Storia della Turchia contemporanea, Bompiani – Padova, 2005 6 La figura di Recep Tayyip Erdogan è emersa come sindaco di Istanbul, sua città natale. Nel 1998 fu condannato a dieci mesi di reclusione e privazione dei diritti civili per incitamento all’odio religioso in base all’art. 312 del codice penale per aver pronunciato la seguente frase: “Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati”. Dopo l’uscita dal carcere ha fondato il partito islamico moderato AKP. Erdogan è Primo Ministro dal 2003. Nelle ultime elezioni, quelle del 12 giugno 2011, è stato riconfermato, ma nonostante l’ottimo risultato, che gli ha permesso di guadagnare 325 seggi, il premier turco non ha potuto dirsi pienamente soddisfatto. Il suo obiettivo primario era quello di raggiungere quota 367 seggi così da poter modificare liberamente la Costituzione e avviare il Paese verso una Repubblica presidenziale alla francese. 1

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