Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Sviluppo dell'analisi optometrica comportamentale: dalla prescrizione preventiva rieducativa al Visual Training

L'intreccio imprescindibile con le varie discipline umane, ha portato allo sviluppo di una pratica olistica che ha tenuto conto dei vari contributi multi-disciplinari nell'ambito delle ricerche fisiologiche e psicologiche (culminate quest'ultime nella metà del ‘900 con lo sviluppo della scuola Cognitivista), rappresentando di fatto la matrice costitutiva di una Optometria moderna e al passo con i tempi.
Il coinvolgimento di variabili socio-economiche e di variabili comportamentali dettate dalle leggi della fisiologia e dell'endocrinologia, il coinvolgimento di aree del lobo frontale e del sistema limbico, sminuiscono l'ormai obsoleto concetto del raggiungimento dei 10/10 come situazione auspicabile e desiderata nell'affrontare i compiti in un ambiente che si è modificato molto velocemente nell'ultimo secolo con il progresso industriale.
Una miopia, un'insufficienza accomodativa e di convergenza, un astigmatismo funzionale e le varie condizioni astenopiche, rappresentano problematiche che vengono viste come l'adattamento funzionale a una condizione visiva stressante (teoria ambientale) indotte dalla sovraconvergenza. L'optometria comportamentale si prefigge il compito di intervenire sui radicamenti somatici che porterebbero il soggetto verso un'anomala modifica tissutale irreversibile per adempiere al compito prossimale compulsivo che deve ripetutamente svolgere; in primis rappresentato dalla scolarizzazione.
Le pratiche comportamentali a scopo preventivo, dall'utilizzo di lenti bifocali, alle RGP, all'ortokeratologia e al Visual Training, con descrizioni e statistiche che dimostrano i vantaggi molteplici ottenuti dal loro impiego, sono frutto delle esperienze evolutive nell'approccio funzionale che meglio si confanno alla risoluzione del problema visivo al fine di evitare il deterioramento “comportamentale”, constatabile nella progressiva tendenza all'esocentrismo e alla deficitarietà nella visione a distanza.
Lo stretto legame presente tra il sistema visivo e gli altri sottosistemi come ad esempio il sistema tonico posturale nell'intero processo di input e output sensoriale, il ruolo della visione nell'apprendimento, nelle relazioni sociali e nelle capacità attenzionali, le modificazioni sinaptiche indotte, rappresentano nel loro insieme l'area di lavoro e di interesse del modello Optometria comportamentale, la quale non avrà come obiettivo il solo miglioramento dello stato visivo del paziente, bensì un miglioramento dello stato generale, analizzando le influenze che la visione stessa genera e le influenze che la visione subisce, a dimostrazione di come la visione abbia un ruolo sensoriale predominante durante l'intero arco vitale.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 INTRODUZIONE Le soluzioni ottiche comportamentali a scopo preventivo rappresentano al giorno d‟oggi quello che in realtà dovrebbero essere normali metodi applicativi, delle normali procedure di routine quotidiana o nell‟insieme, un qualcosa che meglio descrive il rapporto con il sistema visivo e quello che in verità rappresenta, ovvero: non una struttura a sé stante bensì un‟estroflessione del cervello. Esse devono essere considerate nella risoluzione del deficit come il prodotto concepito dalla pratica olistica e dall‟approccio funzionale, entrambi maturati negli anni grazie ai contributi multi-disciplinari nell‟ambito delle ricerche psicologiche e fisiologiche, ma soprattutto alla presa in considerazione, cosa impensabile per le vecchie filosofie professionali, delle variabili socio-economiche e culturali (passo di notevole autorevolezza) che possono essere coinvolte o influenzate dal deficit visivo stesso. Il grado di attenzione che si deve avere nei confronti dell‟individuo nel suo insieme, nell‟ambito dell‟approccio funzionale, è importante e indispensabile innanzitutto per enfatizzare il ruolo della prevenzione e della rieducazione e per indirizzare il trattamento al fine di ottenere un miglioramento della performance globale piuttosto che il solo miglioramento dello stato di salute dello specifico organo. L‟evoluzione e lo sviluppo delle varie scuole di pensiero, da quella empirista sino a quella cognitivista, ha permesso lo svecchiamento di preconcetti dogmatici, messo in discussione metodiche troppo ortodosse e fornito le conoscenze e i saperi che hanno inciso maggiormente nel corso del tempo sulla concreta attività di coloro che si occupano di processi visivi nei vari settori dell‟attività sociale, culturale e professionale; tutto questo infine è culminato nel radicale cambiamento di vedute, punto decisivo notevole che ha garantito l‟affermazione e la diffusione del modello Optometria comportamentale.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Sebastiano Amatulli Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2053 click dal 13/11/2013.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.