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Il sistema di remunerazione e di incentivazione del Management: i piani di stock options e di stock grant

il sistema di retribuzione del management. Utilizzo dei piani basati su azioni e contabilizzazione dei costi secondo l'IFRS 2. Diffusione dei "share based payment" in Italia nelle società quotate in Borsa. Motivazione economica del loro utilizzo alla luce delle contrarie prescrizioni dell'Agency Theory.

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7 INTRODUZIONE L’interesse che è nato in me sul tema delle stock options e, più in generale sulla tematica della remunerazione del management, è derivato dalle informazioni via via apprese sull’entità della remunerazione percepita da alcuni CEOs di grandi imprese straniere. Ora, attraverso lo svolgimento del presente lavoro, mi risulta maggiormente chiaro il perchè. In realtà, una parte consistente della remunerazione non viene corrisposta dalla società ma è il mercato che “paga” tali compensi. Le società, attraverso la loro adozione, attribuiscono un riconoscimento ai managers per i risultati aziendali raggiunti, o come forma di incentivo al raggiungimento di determinate performance, variabilizzandone allo stesso tempo lo stipendio. Ciò avviene, ed è avvenuto in passato, attraverso i piani di compensi basati su strumenti finanziari (principalmente piani di stock options e di stock grant) che, dapprima sviluppatesi in Paesi le cui imprese presentano assetti proprietari differenti rispetto a quelle esistenti in Italia, si sono man mano diffusi anche da noi. Come sappiamo, i piani incentivanti sono considerati uno dei principali strumenti a disposizione della corporate governance, e sono finalizzati ad allineare gli interessi del management a quello degli azionisti, consistente quest’ultimo, in linea generale, nella massimizzazione del valore azionario (shareholders value maximization). Questo ricercato allineamento sarebbe la conseguenza del fatto che i managers, diventando o avendo la possibilità di diventare azionisti attraverso il trasferimento dei diritti proprietari (diritto di controllo, diritto al rendimento residuale), vengano per tale via corresponsabilizzati nella gestione societaria. E perseguendo i loro interessi essi perseguono anche quelli degli azionisti. Infatti, già nei primi decenni del XX secolo Berle e Means avevano osservato che nelle nascenti public companies si era verificato un fatto nuovo. La proprietà della società, frammentata in un elevato numero di azionisti, era stata separata dall’effettivo potere di controllo sulla stessa, ora nelle mani della nascente classe di managers stipendiati. Secondo tale visione, il gruppo di controllo, avvantaggiato dal disinteresse dei piccoli azionisti alla gestione societaria, potrebbe essere mosso da personali interessi di profitto e intraprendere così comportamenti opportunistici a danno di questi ultimi, della società e, in generale, di tutti gli stakeholders che gravitano attorno all’impresa (rent extraction view). La divergenza di interessi, che si verifica nelle società ad azionariato diffuso, tra shareholders e executives, è stata illustrata dall’Agency Theory la quale ha pure suggerito i possibili rimedi per contenere gli agency costs, proponendo dei meccanismi volti

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Marco Ferracin Contatta »

Composta da 257 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2939 click dal 12/11/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.