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Diritti umani ed uso della forza

La concezione della guerra: Grozio e Hobbes. La giustificazione dell'uso della forza negli interventi umanitari. Guerra giusta e ingiusta. La tesi di Micheal Walzer. Il ripudio della guerra e il valore della pace nell'art.11 della Costituzione. Le risoluzioni dell'Onu in applicazione dell'art.41 della Carta. Gli interventi umanitari non violenti.

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d PREMESSA Nel decennio successivo alla fine della Guerra Fredda, la comunità internazionale ha riservato sempre maggiore attenzione alle situazioni di gravi violazioni dei diritti umani. In modo particolare, si è proposto il problema relativo alla legittimità, nel diritto internazionale, dell'uso della forza allo scopo di porre rimedio a tali situazioni.Con l'entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite, il divieto di ricorrere all'uso della forza è norma di diritto internazionale consuetudinario. Sono previste però due eccezioni, e cioè la legittima difesa e il ricorso a misure coercitive autorizzate dal Consiglio di sicurezza nell'ambito del sistema di sicurezza collettiva.Il mondo occidentale ha quindi sentito il "bisogno" di intervenire in quegli stati in cui si perpetravano violazioni massicce dei diritti umani, e ciò grazie soprattutto al declino dell'impero sovietico e alla assunzione, da parte del Consiglio, del ruolo relativo al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale; tutto questo ha permesso alla comunità internazionale di ricondurre le violazioni dei diritti umani nell'ambito del sistema di sicurezza collettiva. I diritti umani, in questo senso, non vengono più considerati come una materia rientrante nella domestic jurisdiction di uno Stato. Numerosi sono quindi stati gli interventi compiuti in quest'ottica, in paesi quali la Somalia, il Ruanda, Haiti, ecc. Tra i vari interventi, la "guerra umanitaria" condotta dai paesi della Nato contro la Repubblica Federale Jugoslava nell'aprile del 1999 è quella che più di tutte ha fatto discutere. Se per gli interventi posti in essere in precedenza vi è stato almeno un tentativo di "copertura" giuridica, per la guerra della Nato in Kosovo ciò non è stato possibile. L'intervento della Nato in Kosovo non poteva essere giustificato a livello giuridico: si sono allora dovuti indicare valori ancora più "alti". A proposito dell’intervento in Kosovo si è parlato anche di "guerra morale", di una guerra finalizzata alla tutela dei diritti umani delle persone innocenti. E' sicuramente difficile capire le ragioni strategiche di una guerra e di indicarne le conseguenze che essa potrà avere sul sistema delle relazioni internazionali nei prossimi anni. E' difficile indicare le cause e gli effetti di un evento così complesso e poco trasparente quale è stato l'intervento per il Kosovo. Basti pensare alle varie motivazioni adotte dalle potenze occidentali o alla "farsa" delle trattative di Rambouillet. Occorre aggiungere poi, per inquadrare il fenomeno, anche il contesto delle incertezze e

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Ferracin Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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