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Mind Control: strategie di controllo mentale attraverso i media

In questo lavoro verrà trattato il delicato tema del “mind control”, ovvero il controllo mentale dei media di massa su quelle che sono le scelte dei soggetti destinatari.
Questa idea nasce dal credo che esista una terza via che sfugga all’alternativa tra l’accettazione ingenua dei frutti della propaganda e il cinismo totale.
La società contemporanea caratterizzata da usi sempre più sofisticati di strumenti di diffusione mediale necessita di un sistema di tutela, democratico, a che l’utente venga informato sulle dinamiche psicologiche utilizzate nella trasmissione del messaggio e sulle ripercussioni sociali che queste determinano.
Pur riconoscendo il ruolo cruciale dei media nella costruzione e rappresentazione sociale della realtà, non si può perdere di vista il ruolo dicotomico del consumatore: questi, considerato, spesso, spettatore passivo dell’offerta mediale, procede all’interpretazione dei messaggi veicolati attraverso lo strumento mediale e ne diventa attore sociale protagonista.
Pertanto, i mass media entrano a pieno titolo nella costruzione sociale della realtà poiché da una parte ne rappresentano il mondo e dall’altra sono essi stessi parte del mondo: essi si muovono in una dimensione collettiva e nel contempo in una dimensione individuale.
L’eloquente retorica dei greci e dei romani classici è ben lontana dalla comunicazione contemporanea, tutta centrata sull’uso di slogan e immagini semplici.
La propaganda moderna si propone sempre meno di informare e di illuminare e sempre più di trascinare le masse verso una posizione o un punto di vista desiderato.
Il paesaggio persuasorio contemporaneo è completamente diverso da quello del passato ed è partendo da questa considerazione e intorno alla stessa che si svilupperà questo lavoro.
L’elaborato consterà di tre diversi capitoli nei quali, partendo da una disamina generale sui mass media, verranno affrontate le teorie che nell’ultimo secolo si sono sviluppate intorno al tema della manipolazione mentale e su quelle che sono le tecniche utilizzate nonché gli effetti scaturenti, per poi chiudere con l’analisi di casi pratici applicativi degli strumenti stessi.
Nello specifico, nel primo capitolo verrà affrontato il tema della costruzione sociale nella società contemporanea attraverso i media di massa: procederò con una disamina sull’evoluzione dello strumento mediale nel corso del XX secolo e affronterò il delicato tema della tutela del principio democratico che viene, in un certo modo, svuotato di senso, permanendo e perdurando nell’apparenza e nella forma ma non nella sostanza e nella sua essenza e, cercherò di dare una risposta alla seguente domanda: i mass media sono una minaccia o una tutela della democrazia?
Nel secondo capitolo mi soffermerò sulle teorie sviluppatisi intorno al mind control e disquisirò su studiosi quali Lippman, Jung, Bernays, Lasswell.
Mi soffermerò sulle tecniche più utilizzate quali, l’arte della persuasione, la percezione subliminale, il consumismo indotto.
E, a conclusione del secondo capitolo, ritengo importante trattare il potere persuasivo dei mass media in relazione a due particolari segmenti di audience: i bambini e le donne.
Ed è attorno a questi due segmenti che elaborerò il terzo capitolo nel quale tratterò dei casi pratici in cui la narrazione delle storie gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della realtà sociale, ovvero di come viene creato un mondo reale intorno alle storie raccontate dal media.

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5 CAPITOLO PRIMO LA COSTRUZIONE SOCIALE NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA ATTRAVERSO I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA Gli spettatori non trovano ciò che desiderano, ma desiderano ciò che trovano. Guy-E. Debord 1 1 G. E. Debord, La società dello spettacolo, (1967), Baldini &Castoldi Dalai, traduzione di C. Freccero e D. Strumia, Milano, 1997.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Marianna Tesoriero Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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