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Presenza ed abbondanza di imenotteri parassitoidi in relazione ai parametri strutturali ed ambientali delle foreste planiziali della Pianura Padana orientale

Il lavoro di tesi si pone all’interno di un progetto di ricerca che ha come obiettivo lo studio della comunità di parassitoidi (terzo livello trofico) nei boschi planiziali della Pianura Padana orientale. La tesi riguarda due parassitoidi tra i più frequenti dell’intera comunità, Buathra laborator e Pimpla contemplator, appartenenti alla famiglia Ichneumonidae dell’ordine degli imenotteri. A causa dell’elevato sfruttamento del suolo poco è rimasto della vasta superficie forestale padana, che si presenta oggi come un insieme di piccole foreste, spesso distanti e reciprocamente isolate. Negli ultimi anni, grazie al generale aumento della sensibilità ambientale, soggetti pubblici e privati hanno creato formazioni forestali antropogene, allo scopo di ricostituire parte della rete ambientale persa a causa dell’attività umana. L’obiettivo di questo studio è quello di verificare se la presenza e l’abbondanza di questi parassitoidi è influenzata da alcuni parametri strutturali locali e paesaggistici dei popolamenti naturali ed antropici oggetto di studio. Dopo una selezione preliminare sono stati individuati 15 boschi e 18 impianti forestali, e all’interno di ognuno sono state posizionate rispettivamente tre e due trappole generiche per la cattura di insetti volatori (tipo Malaise). Vengono presentati i risultati di due periodi di campionamento, precisamente tra 8-19 Maggio e 9-22 Giugno. I parametri strutturali locali sono stati ottenuti tramite rilievi di campo, realizzando aree di saggio nell’intorno di ogni trappola. I parametri a scala paesaggistica sono stati invece ottenuti mediante elaborazione di immagini satellitari. Boschi e formazioni antropogene risultano differire in area basimetrica, diversità arborea, area e connettività. In totale sono stati raccolti 317 esemplari di B. laborator e 216 di P. contemplator, la cui presenza è stata correlata ai parametri strutturali dei popolamenti tramite l’analisi di modelli statistici. Solo la diversità arborea sembra influenzare presenza e abbondanza dei parassitoidi. Tale relazione è positiva nei boschi per P. contemplator e negativa per B. laborator nei medesimi popolamenti. Quest’ultima specie è invece positivamente correlata alla diversità arborea delle formazioni antropogene. Su scala paesaggistica B. laborator e P. contemplator sono fortemente condizionati dall’area del soprasuolo forestale, ma in modo diverso: nei boschi naturali la loro abbondanza diminuisce all’aumentare dell’area, mentre avviene il contrario negli impianti. La connettività di boschi e impianti non influisce in alcun modo sulla presenza dei due parassitoidi, dimostrando la loro alta capacità dispersiva e valenza ecologica.

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7 INTRODUZIONE In tutti gli ecosistemi terrestri, la complessità ambientale e la distribuzione spaziale degli habitat co n d iz io n a la ricch ezz a, l’a b b o n d an z a e d istrib u z io n e d ella fau n a (Tews et al., 2004). Tra i vari fenomeni che contribuiscono al cambiamento ecologico e spaziale degli ecosistemi la frammentazione è sicuramente uno dei più importanti. Essa concorre alla riduzione, isolamento e sem p li ficaz i o n e d ell’am b i e n te in flu enz an d o le d in a m ich e n a tura li d i spe cie an im ali e v egetali sensibili (Battisti, 2004). Nonostante molti siano gli studi che confermano come determinate specie di artropodi, mammiferi, uccelli ed anfibi siano favoriti o penalizzati dalla diversa distribuzione spaziale della complessià (Roland & Taylor, 1997; Tews et al., 2004; Cobbol, Lewis, Lutscher, & Roland, 2005), ancora poco si sa riguardo gli effetti sugli i n set ti d ell’u ltim o li v ell o trofico. Gli icneumonidi parassitoidi sono una famiglia di insetti biologicamente importanti, poiché regola n o l e p u ll u laz io n i d i in set ti fit o fag i p o te n z ial m e n te d an n o si p er l’a m b ien t e e p er le att i v it à eco n o m ich e d ell’u o m o (Fraser et al., 2007). La perdita degli habitat potrebbe quindi limitare la presenza dei parassitoidi in modo più significativo rispetto alle loro vittime proprio perché i parassitoidi si trovano in un livello trofico superiore, e risultano quindi maggiormente esposti alle variazioni ambientali e di disponibilità di prede; ciò può comportare un aumento indiscriminato d elle p o p o laz i o n i d i fito fag i e l’i n so rg enza di gravi danni economici. Negli ultimi anni allo scopo di m itig are e rid u rre g li effet ti n egativi d ell’a tt ivi tà an tro p ica sul l’ambi ente so n o stat i ad o t ta t e numerose strategie per la conservazione degli habitat (Battisti, 2004), tra cui la realizzazione di numerosi impianti boschivi in zone prive di tale tipo di vegetazione a seguito di pesanti interventi an tro p ici. L ’o b b ie tt i v o d i q u est o stud i o è q u ello d i c a p ire se v i è u n a relaz i one tra la presenza e l’ab b o n d an z a d i d u e specie d i icn eum o n id i p arassi t o d i ( Buathra laborator Thuberg 1822 e Pimpla contemplator Muller 1776) e la frammentazione e complessità degli ambienti studiati; si valuta inoltre se la realizzazione di impianti naturaliformi con determinati parametri ambientali è un valido strumento per la conservazione degli insetti parassitoidi, come già accade per altri animali (Grove, 2002).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Agraria

Autore: Michael Barbieri Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 214 click dal 18/11/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.