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L'acquifero alluvionale a settentrione del Monte Soprano (Salerno): schema idrogeologico e modalità di ricarica

Il presente lavoro di tesi è stato svolto con l’obiettivo di effettuare uno studio idrogeologico dell’acquifero alluvionale posto a settentrione del Monte Soprano, che ricade all’interno dell’Unità Idrogeologica Cervati – Vesole, con particolare riferimento allo schema idrogeologico e alle modalità di ricarica.
In letteratura, almeno in ambito idrogeologico, le pubblicazioni scientifiche hanno avuto come oggetto di studio lo schema di deflusso delle acque sotterranee dell’Unità Idrogeologica Cervati – Vesole (di cui Monte Soprano fa parte), particolare perché le acque circolanti al suo interno subiscono un approfondimento ed un mescolamento con sacche di acqua marina, e le sorgenti di Capodifiume a causa delle particolari caratteristiche geochimiche delle sue acque. Lo scopo del presente scritto è stato quindi quello di ampliare la letteratura esistente in materia, fornendo un quadro più dettagliato dell’acquifero alluvionale della Valle del Fiume La Cosa e studiando le possibili interazioni con le unità idrogeologiche adiacenti.

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8 CAPITOLO 1 INQUADRAMENTO GEOLOGICO 1.1 Premessa Nel seguente capitolo verrà inquadrata l’area di studio analizzata da un punto di vista geografico e morfologico nonché da un punto di vista geologico ed evolutivo. Quest’ultimo aspetto sarà trattato prima a livello regionale e poi a livello locale, focalizzando maggiormente l’attenzione sugli aspetti stratigrafici e strutturali. 1.2 Inquadramento dell’area di studio L’area di studio è ubicata nella porzione settentrionale del Cilento (figura 1.1), un promontorio che si estende per quasi 5000 Km 2 tra la costa tirrenica e la depressione intermontana del Vallo di Diano. L’area è geologicamente tra le più complesse del settore interno dell’Appennino campano – lucano, presentando, in uno spazio relativamente ristretto, più unità tettoniche accavallate e vistosamente smembrate dalla tettonica disgiuntiva che ha operato tra la fine del Pliocene ed il Quaternario nella fascia tirrenica dell’orogene sud – appenninico (PUTIGNANO et alii, 2008). I terreni affioranti in Cilento possono infatti essere ricondotti a cinque principali unità tettoniche, sovrapposte durante le fasi traslative neogeniche, e di seguito riportate dall’alto verso il basso: I. Unità del Monte Bulgheria; II. Unità Liguridi; III. Unità Sicilide della Valle del Calore; IV. Unità Alburno – Cervati; V. Unità dei Monti della Maddalena.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Gianfranco Laurenza Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 563 click dal 26/11/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.