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Donne, pubblicità e stereotipi

Informazioni tesi

  Autore: Mafalda Suero
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Giuseppina Bonerba
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

Henry Ford, imprenditore con grande fiuto per gli affari, disse: La pubblicità è l’anima del commercio. Aveva ragione.
La pubblicità, sempre di più nel corso degli anni, ha cercato di dirigere ed orientare gli individui verso un prodotto, che può essere di natura materiale o immateriale. Una delle tecniche percepite, poi usate nella pubblicità è stata l’immissione della donna per commercializzare prodotti più o meno pertinenti alla figura femminile. Cambiando canale a qualsiasi ora, sfogliando settimanali o semplicemente camminando in strada, attratti da giganti cartelloni, risulta estremamente facile ricorrere a dei modelli femminili per pubblicizzare merci di vario genere. Osservando questi media in maniera più approfondita, si può notare che il ruolo della donna appare quasi sempre dominata, nuda ed esposta in modo allusivo. Dopo questa prima analisi ho cercato di capire, mediante lo studio di illustrissimi esperti di comunicazione, il perché la pubblicità sfrutta sempre di più l’immagine della donna, quali sono le tecniche usate e infine come il prodotto finale influisca nella società. Nel primo capitolo della tesi analizzeremo la pubblicità, e nello specifico cercheremo di capire, in maniera marginale, perché l’immagine femminile viene usata per pubblicizzare dei prodotti. In seguito, per capire al meglio la donna nella pubblicità di oggi, ripercorreremo la storia della pubblicità partendo dalla metà dell’800 fino al boom economico degli anni 50, soffermandoci sull’immagine della donna e la nascita dei primi stereotipi. Ritorneremo in fine alla pubblicità parlando di persuasione, in modo da analizzare al meglio la donna nelle pubblicità italiane.
Nel secondo capitolo analizzeremo la donna nelle pubblicità italiane, soffermandoci sui tipi di donne usate, come vengono proiettate al ricevente e gli stereotipi creati dalla pubblicità. Dopo aver analizzato tecniche e stereotipi ci soffermeremo a esaminare persone e istituti che si battono per una pubblicità che rifletti la realtà della donna nella società.
Nel quarto ed ultimo capitolo, ci serviremo del quaderno "Areste. Eliminare gli stereotipi" (2003) e del libro bianco realizzato dal Censis "Women and media in Europe" (2010b) per comprendere come è raffigurata la donna nella pubblicità in altri paesi europei, in particolare in Francia e in Portogallo, in modo da ottenere una facile comparazione con la situazione italiana, analizzata già nel secondo capitolo.
Infine, mediante la conclusione, ritorneremo alle domande iniziali cercando di risponderle con le informazione analizzate all’interno della tesi.

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3 INTRODUZIONE Henry Ford, imprenditore con grande fiuto per gli affari, disse: La pubblicità è l’anima del commercio. Aveva ragione. La pubblicità, sempre di più nel corso degli anni, ha cercato di dirigere ed orientare gli individui verso un prodotto, che può essere di natura materiale o immateriale. Una delle tecniche percepite, poi usate nella pubblicità è stata l’immissione della donna per commercializzare prodotti più o meno pertinenti alla figura femminile. Cambiando canale a qualsiasi ora, sfogliando settimanali o semplicemente camminando in strada, attratti da giganti cartelloni, risulta estremamente facile ricorrere a dei modelli femminili per pubblicizzare merci di vario genere. Osservando questi media in maniera più approfondita, si può notare che il ruolo della donna appare quasi sempre dominata, nuda ed esposta in modo allusivo. Dopo questa prima analisi ho cercato di capire, mediante lo studio di illustrissimi esperti di comunicazione, il perché la pubblicità sfrutta sempre di più l’immagine della donna, quali sono le tecniche usate e infine come il prodotto finale influisca nella società. Nel primo capitolo della tesi analizzeremo la pubblicità, e nello specifico cercheremo di capire, in maniera marginale, perché l’immagine femminile viene usata per pubblicizzare dei prodotti. In seguito, per capire al meglio la donna nella pubblicità di oggi, ripercorreremo la storia della pubblicità partendo dalla metà dell’800 fino al boom economico degli anni 50, soffermandoci sull’immagine della donna e la nascita dei primi stereotipi. Ritorneremo in fine alla pubblicità parlando di persuasione, in modo da analizzare al meglio la donna nelle pubblicità italiane. Nel secondo capitolo analizzeremo la donna nelle pubblicità italiane, soffermandoci sui tipi di donne usate, come vengono proiettate al ricevente e gli stereotipi creati dalla pubblicità. Dopo aver analizzato tecniche e stereotipi ci

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Parole chiave

pubblicità
comunicazione
donne
stereotipi
corpo femminile
gender studies
stereotipi femminili

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