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Riposo: strumento di valorizzazione delle performance quotidiane degli individui

Informazioni tesi

  Autore: Laura Puleo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Antonio La Spina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

Oggetto della presente tesi è l’analisi di uno dei bisogni fisiologici presenti nell’uomo: il sonno. Di questo viene evidenziato un aspetto precipuo, che negli ultimi anni richiama sempre più l’attenzione per le gravi conseguenze che comporta: il mancato soddisfacimento della siesta. Ma cos’è questa siesta? Frédéric Ploton, giornalista e scrittore francese, ha scritto il Manuale di siestologia, un vero e proprio manifesto a favore della siesta, con cui intende legittimare la siesta e contrastare il preconcetto, secondo il quale riposare è sinonimo di negligenza e pigrizia.
Il termine spagnolo “siesta”, deriva dal latino sexta hora, il mezzogiorno, l’ora più calda della giornata e viene utilizzato per esprimere la necessità di dedicare uno o più momenti del giorno al riposo ed alla sospensione delle diverse attività.
Qualora questo periodo di pausa venisse negato, ne scaturirebbero gravi conseguenze sull’organismo, come l’insorgere di malattie quali diabete, ipertensione, insufficienza cardiaca, o il manifestarsi di sindromi quali stress e ansia, una minore capacità sia di attenzione che di memorizzazione, un aumento dei sinistri stradali e un peggioramento del rendimento lavorativo. Negli ultimi anni si riscontra una crescita dei ritmi frenetici del nostro vivere e lavorare, che derivano dal bisogno di produrre e accumulare beni per garantire una maggiore stabilità economica.
Nel primo capitolo si analizza la regressione delle condizioni di lavoro, in cui viene riportata la quarta indagine dell’European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions avvenuta alla fine del 2005, la quale rileva che il lavoro incide sulla salute e mette a rischio l’incolumità dei lavoratori e la loro sicurezza personale.
Successivamente verrà spostata l’attenzione sui sinistri stradali, conseguenza dovuta all’accumulo di ore di veglia, che si riscontra soprattutto nei lavoratori, ritenuti più soggetti a incidenti stradali (turnisti, rappresentanti, agenti commerciali), derivanti in particolar modo dal fenomeno del “colpo di sonno”. Si tratta infatti di un aspetto ritenuto di notevole importanza, tanto da divenire oggetto di studi approfonditi da parte di architetti, medici, presidenti di enti/associazioni, che hanno cercato di individuare possibili proposte per la risoluzione di tale problema. A tal proposito, il Centro di Fisiopatologia del Sonno ha riscontrato che il “colpo di sonno” è responsabile di circa 1/5 del totale degli incidenti stradali.
Nel secondo capitolo si esamineranno i benefici del riposo e le ripercussioni di quest’ultimo sulla produttività lavorativa. Verrà presentato il percorso di studi riguardanti il sonno, per poi approfondirne le fasi ed i rispettivi stadi: il sonno NREM o sonno inattivo e quello REM, sonno rapido e attivo. Si riporteranno gli esiti di numerose ricerche sui benefici del sonno, avente la durata di mezz’ora circa.
A tal proposito, l’Harvard School ha fatto importanti ricerche in questo ambito, sottolineando che una siesta di 30 minuti, con cadenza trisettimanale comporta una riduzione delle malattie cardiovascolari.
Per quanto riguarda la produttività lavorativa, si è riscontrato un forte legame con la siesta. Infatti A. M. Tucker ha dimostrato che essa aumenta successivamente ad un breve periodo di riposo.
Dall’analisi dei dati raccolti si evince che la siesta è un’esigenza importante da soddisfare, non solo per le conseguenze che può determinare il mancato riposo, ma anche per la riduzione dei costi che essa comporta. Infatti, la National Sleep Foundation degli Stati Uniti rileva che gli impiegati molto stanchi costano alle aziende 18 miliardi di dollari annui.
Anche per questo, le nostre società iniziano a mostrare un atteggiamento di apertura mentale verso le nuove strutture dedite al riposo, che costituiscono un metodo innovativo e a basso costo da collocare non solo nei posti di lavoro, ma anche in qualsiasi luogo di transito.
Così nel terzo capitolo viene presentato un nuovo Business Model, denominato SIESTAS®. Si tratta di una struttura attrezzata come un “ambiente-letto”, realizzata con materiali naturali ed eco-compatibili e può essere alimentata con pannelli fotovoltaici.
Essa costituisce un prodotto capace di offrire un momento di ristoro, a coloro i quali in qualsiasi ora della giornata ne avvertono il bisogno, ma sono impossibilitati a soddisfarlo. Dotata di caratteristiche differenti rispetto a tutti i concorrenti presenti sul mercato mondiale, questo prodotto, rispondente all’esigenze di novità e originalità, sembra una soluzione concreta del problema del “colpo di sonno”, in quanto può essere collocato facilmente in alcuni punti strategici, apportando notevoli vantaggi sociali, tra cui il miglioramento del benessere collettivo, l’incremento della produttività lavorativa e la riduzione dell’indice di mortalità legata ai sinistri stradali.

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5 INTRODUZIONE Oggetto della presente tesi è l’analisi di uno dei bisogni fisiologici presenti nell’uomo: il sonno. Di questo viene evidenziato un aspetto precipuo, che negli ultimi anni richiama sempre più l’attenzione per le gravi conseguenze che comporta: il mancato soddisfacimento della siesta. Ma cos’è questa siesta 1 ? Frédéric Ploton, giornalista e scrittore francese, ha scritto il Manuale di siestologia, un vero e proprio manifesto a favore della siesta, con cui intende legittimare la siesta e contrastare il preconcetto, secondo il quale riposare è sinonimo di negligenza e pigrizia. Il termine spagnolo “siesta”, deriva dal latino sexta hora, il mezzogiorno, l’ora più calda della giornata e viene utilizzato per esprimere la necessità di dedicare uno o più momenti del giorno al riposo ed alla sospensione delle diverse attività. Qualora questo periodo di pausa venisse negato, ne scaturirebbero gravi conseguenze sull’organismo, come l’insorgere di malattie quali diabete, ipertensione, insufficienza cardiaca, o il manifestarsi di sindromi quali stress e ansia, una minore capacità sia di attenzione che di memorizzazione, un aumento dei sinistri stradali e un peggioramento del rendimento lavorativo. Negli ultimi anni si riscontra una crescita dei ritmi frenetici del nostro vivere e lavorare, che derivano dal bisogno di produrre e accumulare beni per garantire una maggiore stabilità economica 2 . Potremmo essere paragonati a un motore che gira in folle e talvolta finisce pure per fondere, a meno che non sia possibile rispondere in modo concreto all’esigenza di riposare. Nel primo capitolo si analizza la regressione delle condizioni di lavoro, in cui viene riportata la quarta indagine dell’European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions avvenuta alla fine del 2005, la quale rileva che il lavoro incide sulla salute e mette a rischio l’incolumità dei lavoratori e la loro sicurezza 1 Siesta: quando la saggezza vien dormendo, disponibile all’indirizzo http://www.ilmessaggero.it/articolo.php? id=4873&sez=HOME_SPETTACOLO&ssez=LIBRI. 2 Vince lo stress. Una vita sempre più frenetica. Disponibile all’indirizzo http://www.google.it/search? source=ig&hl=it&rlz=1G1TSEA_ITIT337&=&q=ci+si+accorege+che+i+ritmi+frenetici+del+nostro+ vivere+e+lavorare&btnG=Cerca+con+Google&aq=f&oq=#hl=it&expIds=17259,17311,27213,28066, 28104&xhr=t&q=. +Potremmo+essere+paragonati+a+un+motore+che+gira+in+folle+e+talvolta+finisce+pure+per+fond ere&cp=94&pf=p&sclient=psy&rlz=1G1TSEA_ITIT337&aq=f&aqi=&aql=&oq=. +Potremmo+essere+paragonati+a+un+motore+che+gira+in+folle+e+talvolta+finisce+pure+per+fond ere&gs_rfai=&pbx=1&fp=3d6be3d5818faec5.

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