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Heterocosmica ucronici - Realtà alternative in Dick, Morselli e Schmitt

Informazioni tesi

  Autore: Filomena Frallicciardi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Dipartimento di Studi umanistici
  Corso: Lingue, Culture e Letterature Moderne Europee
  Relatore: Francesco Paolo De Cristofaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

La parola “ucronia” designa un genere letterario a metà tra fantascienza e romanzo storico che si propone di ricostruire la storia attraverso avvenimenti immaginari ma plausibili.
L’ucronia rappresenta in questo senso la storia riveduta e riscritta dall’immaginazione: essa delinea un tempo inesistente, e di conseguenza avvenimenti ipotetici (ma non impossibili) che avrebbero potuto modificare in modo sensibile il corso storico conosciuto. È fondamentale però che l'avvenimento che genera il corso alternativo appaia logicamente plausibile, allo scopo di dimostrare che, dati determinati fattori, l’evento narrato avrebbe effettivamente potuto verificarsi.
Questo genere letterario è stato per lungo tempo stigmatizzato da critica e storiografia, in quanto accusato di evadere dal rigoroso studio della storia. In particolare, per gli storici di professione l’ucronia rappresentava nient’altro che un puro esercizio intellettuale, a cui bisognava guardare con sospetto e diffidenza. Soltanto negli ultimi decenni, grazie anche al mutare dei tempi che ha visto la nascita del possibilismo, questo genere è stato riscoperto e rivalutato, soprattutto in qualità di oppositore del determinismo storico, ormai considerato sorpassato.
Ma soprattutto è stata chiarita l’importante funzione dell’ucronia nell’ambito della ricerca storiografica; all’ucronia viene infatti riconosciuto un importante merito: essa diventa spunto per interrogarsi sugli avvenimenti storici e comprenderne così le motivazioni più profonde, in modo da avere una visione più nitida del proprio tempo storico.
Infatti, per poter comprendere a fondo gli eventi storici e le dinamiche ad essi correlati è fondamentale domandarsi se questi avrebbero potuto svolgersi diversamente. La narrazione ucronica si fa carico di tale ricognizione degli eventi passati, smontando e rimontando la realtà storica, e proponendo visioni alternative altrettanto plausibili e coerenti.
Attraverso questo lavoro, si giunge ad ammettere implicitamente che il tempo storico non è una freccia inarrestabile, che prosegue senza sosta e senza ostacoli il proprio cammino. Tutt’altro: la Storia conserva in potenza molteplici possibilità, delle quali se ne verifica di fatto una soltanto; ma è sufficiente una scelta differente per imprimere una brusca virata al corso apparentemente lineare e “logico” della storia.
L’ucronia rappresenta così un inno alle possibilità, oltre che una lampante rivendicazione del ruolo dell’uomo nel processo storico: l’essere umano smette di essere semplice spettatore degli eventi e assurge finalmente al ruolo di attore attivo e consapevole degli eventi storici.
Una narrazione ucronica parte dalla classica domanda “…e se?”. Vale a dire: cosa sarebbe accaduto se il mancato prodursi di un evento, o viceversa, il verificarsi di un episodio mai accaduto, avessero prodotto un diverso corso della storia?
È quanto accade nei tre romanzi analizzati.
La prima opera, La svastica sul sole di Philip K. Dick, delinea una realtà alternativa preconizzante la vittoria dell’Asse durante la Seconda Guerra Mondiale, con la conseguente dominazione nazista del mondo.
L’opera vuole essere innanzitutto un grido di denuncia contro la società odierna, oltre che un’attenta analisi di tutte le manifestazioni del male.
I temi di fondo, molteplici e suggestivi, arricchiscono il racconto svilendo così le teorie di quanti ritengano l’ucronia un mero esercizio intellettuale.
Il secondo testo, Contro-passato prossimo, di Guido Morselli, analizza le possibili conseguenze di una vittoria degli Imperi Centrali nel corso della Prima Guerra Mondiale. Scopo di Morselli è insistere sul valore della “scelta” nel cammino storico, per restituire il giusto valore tanto al “caso” quanto soprattutto all’azione consapevole e necessaria dell’uomo.
Infine La parte dell’altro, di Eric-Emmanuel Schmitt, ripercorre le vite parallele del vero Hitler, e di un Hitler fittizio ma sorprendentemente umano, Adolf H.
Ne emergono due figure: l’Hitler noto a tutti, egolatra e guerrafondaio, ossessionato dai suoi deliri di onnipotenza, e Adolf H., pittore di talento e persona equilibrata avversa ad ogni tipo di estremismo.
Al termine della lettura, è immancabile chiedersi cosa sarebbe cambiato per il mondo se davvero la vita di un singolo uomo avesse preso una piega diversa.
Lo scopo principale dell’ucronia è proprio questo: spingere l’uomo ad aprire la mente alle infinite possibilità della vita. L’ucronia lascia emergere questioni che inevitabilmente ribaltano una visione fatalistica imperante che vorrebbe allontanare l’essere umano dalle proprie responsabilità riducendolo a mero strumento del fato.
L’ucronia dà origine così ad una concezione radicalmente nuova della storia, che lascia intendere che tutte le realtà storiche siano potenzialmente possibili.

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2 Introduzione Ucronia, fantastoria, storia alternativa: termini differenti che evocano un medesimo universo, l’universo del possibile. Questa parola un po’ misteriosa - ucronia - designa un genere letterario poco conosciuto ma di indubbia suggestione, vale a dire quel tipo di narrativa fantastica che si occupa di ricostruire la storia attraverso eventi immaginari ma plausibili. Originale fusione tra fantascienza e romanzo storico, l’ucronia resta tuttavia una forma narrativa ancora poco nota e poco praticata, nonostante le notevoli potenzialità creative che essa racchiude. Definita anche “storia del se” o letteratura del condizionale, l’ucronia rappresenta la storia riscritta dall’immaginazione: essa delinea un tempo inesistente, e di conseguenza avvenimenti ipotetici (non impossibili) che avrebbero modificato in modo sensibile, se non clamoroso, il corso degli eventi. La storia alternativa propone dunque realtà storiche rivedute e corrette, se in meglio o in peggio poco importa: conta piuttosto la capacità di offrire al lettore una rappresentazione verosimile e convincente di una storia «vera» perchØ «possibile». Questo genere, per lungo tempo stigmatizzato da critica e storiografia ed etichettato negativamente quale superficiale gioco intellettuale, negli ultimi decenni è stato riscoperto e rivalutato, fino ad acquisire grande rilievo e risonanza, tanto in qualità di oppositore del determinismo storico, ormai considerato sorpassato, quanto in funzione di sostegno adeguato alla ricerca storiografica. La lente ucronica infatti, suscita nello studioso domande indispensabili per un’attenta analisi degli eventi storici: per poter comprendere i fatti, è cruciale capire innanzitutto le motivazioni alla loro base. Per vederci piø chiaro nella questione è bene chiedersi prima di tutto se, e in che misura, gli eventi presi in esame avrebbero potuto svolgersi diversamente. La narrazione ucronica si fa carico di tale ricognizione degli eventi passati, smontando e rimontando la realtà storica, e proponendo visioni alternative altrettanto plausibili e coerenti. Attraverso questo lavoro di scomposizione e ricomposizione, si giunge ad ammettere implicitamente che il tempo storico non è «una freccia inarrestabile», che prosegue senza sosta e senza ostacoli il suo cammino Tutt’altro: la Storia conserva in potenza infinite

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