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La Normativa penale-tributaria. Evoluzione e Peculiarità

Con la stesura del presente lavoro ci si è posti l’obiettivo di analizzare compiutamente l’evoluzione dell’intera normativa penale-tributaria, ponendo in risalto la peculiarità dei principi fondamentali in essa contenuti rispetto ai tradizionali istituti accolti nel codice penale di rito.
Partendo dal 1929, con la fondamentale legge 7 gennaio 1929 n. 4 recante “norme generali per la repressione delle leggi finanziarie”, nel primo capitolo che a grandi linee può indubbiamente assolvere la funzione di parte generale, vengono esaminati i principi fondamentali introdotti dalla ancora vigente legge 7 gennaio 1929, n.4, quali il principio dell’”ultrattività”, in virtù del quale le leggi penali tributarie continuavano ad applicarsi ai fatti commessi nel periodo della loro vigenza, anche nel caso di successiva abrogazione o modificazione in senso più favorevole al reo, e la “pregiudiziale tributaria”, una sorta di “autorizzazione a procedere che l’amministrazione finanziaria concedeva agli organi dell’accusa”, la quale prevedeva che “per i reati previsti dalle leggi sui tributi diretti l’azione penale ha corso dopo che l’accertamento dell’imposta e della relativa sovrimposta è divenuto definitivo a norma delle leggi regolanti tale materia”.
Sempre nel primo capitolo, viene analizzato il decreto legge 10 luglio 1982, n. 429 convertito dalla legge 7 agosto 1982 n. 516, c.d. legge “manette agli evasori”, per poi giungere alla legge 25 giugno 1999, n. 205, con la quale il Parlamento conferì al Governo la delega ad emanare un decreto legislativo recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. La suddetta delega è stata attuata con il decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74.
La legge 516/1982, si caratterizzava da due tratti davvero innovativi, ovvero: da un intervento penale a carattere capillare realizzato attraverso una “tecnica casistica” e la criminalizzazione di condotte soltanto “prodomiche” nonché dal definitivo abbandono dell’istituto della “pregiudiziale tributaria”, con la costituzione di un sistema basato sulla tendenziale autonomia dei due procedimenti.
In conformità ai criteri direttivi della delega, il decreto legislativo n.74/2000 ha determinato rispetto alla previgente normativa, una significativa inversione di rotta, in quanto: è stata superata la strategia fondata sul modello dei cosiddetti “reati prodromici”; è stato introdotto un sistema formato da un ristretto numero di fattispecie, di natura esclusivamente “delittuosa”; sono state previste, soglie minime di punibilità “idonee a limitare l'intervento penale ai soli illeciti economicamente significativi”; sono state introdotte sanzioni accessorie “adeguate e proporzionate alla gravità delle diverse fattispecie"; è stato abolito il principio di “ultrattività” delle norme penali tributarie; è stata introdotta la formulazione di “meccanismi premiali idonei a favorire il risarcimento del danno”; è stato introdotto il principio di “specialità”, “prevedendo l’applicazione della sola disposizione speciale quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e una disposizione che prevede una sanzione amministrativa” e di “coordinare le nuove disposizioni con il sistema sanzionatorio amministrativo in modo da assicurare risposte punitive coerenti e concretamente dissuasive”.
Il primo capitolo si chiude, affrontando le problematiche relative agli istituti introdotti con la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, con particolar riguardo alle nuove disposizioni sul tentativo e sul concorso di persone in deroga all’art. 110 del codice penale, al rapporto tra processo penale e processo tributario ed infine all’istituto della confisca per equivalente nei reati tributari.
I successivi tre capitoli, possono essere considerati una vera e propria parte speciale ove, tutti i reati previsti dal decreto legislativo n.74/2000 vengono catalogati in: “Delitti in materia di dichiarazione”; “Delitti in materia di documenti” e “Delitti in materia di pagamento delle imposte”.
In questa seconda parte vengono, inoltre, analizzati per talune fattispecie delittuose previste dal decreto in parola, singolari modus operandi che sono il frutto dell’esperienza personale maturata nel settore penal-tributario, derivante da specifica attività istituzionale, orientata essenzialmente al contrasto dell’evasione fiscale.

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7 CAPITOLO PRIMO I principi generali in materia penale tributaria. 1.1 Evoluzione della legislazione penale tributaria. In questa prima parte dell’elaborato si cercherà di evidenziare i profili salienti dell’evoluzione del sistema penale tributario e della riforma introdotta dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 1 . Per meglio comprendere lo spirito dell'attuale “corpus iuris” del diritto penale tributario, appare necessario un breve "excursus" della legislazione penale tributaria italiana. La nascita del sistema penale tributario italiano può farsi risalire al 1928, allorché, con la legge 9 dicembre 1928, n.2834 furono introdotte sanzioni penali per l'omessa denuncia dei redditi, il compimento di atti diretti a sottrarre questi ultimi all’imposizione e la morosità nel pagamento di sei rate successive d'imposta. Meno di un mese dopo veniva emanata la fondamentale legge 7 gennaio 1929, n.4, recante “norme generali per la repressione delle violazioni delle leggi finanziarie” che dettava le regole generali in materia di violazioni finanziarie, per molti versi derogatorie rispetto a quelle penali “comuni” e destinate, per lungo tempo a conferire carattere di accentuata specialità alla materia. Si tratta di una legge, che ha delineato un ben distinto e peculiare sistema di principi e regole, fondato sulle seguenti caratteristiche: 1 Il provvedimento è stato predisposto in attuazione della delega contenuta nell’art. 9 della legge 25 giugno 1999 n. 205 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 2000.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Corrado Spriveri Contatta »

Composta da 237 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.