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Il distretto vulcanico del Lago di Vico. Tutela ambientale e patrimonio storico

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Verticchio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Paola Falcioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

Sul progetto di tutela e la fruizione turistica della Riserva Naturale del Lago di Vico, lo stato di restauro e conservazione e la fruizione turistica del Palazzo Farnese di Caprarola e le risorse economico-agricolo-pastorali del territorio.
Il mio lavoro di ricerca geografico-storica voleva quindi indirizzarsi verso uno dei piccoli tesori nascosti di questa regione. Essendo affascinata dal binomio paesaggistico borgo storico/riserva naturale lacustre, la scelta è caduta prima sul Viterbese in generale, quindi l'Alto Lazio o la Tuscia storica, a seconda di come lo si vuole chiamare, che offriva spunti molto interessanti fra i laghi, le necropoli etrusche e i castelli delle grandi famiglie baronali romane, e poi, per logica concentrica, a restringere il quadro per una tesi di laurea di base, sul lago di Vico e i suoi interessanti dintorni.
Questo lago si differenzia dagli altri nelle immediate vicinanze - Bracciano, Bolsena, o allargando il cerchio anche il Trasimeno - oltre che per la forma a ferro di cavallo e non circolare, soprattutto per la solitudine e il silenzio; le sue coste non sono edificate, a ridosso delle acque non ci sono paesi, non esiste un lungo lago pavimentato, asfaltato o, per intendersi, "urbano". Solo sul versante meridionale, presso Ronciglione, c'è la zona residenziale di ville di Poggio Cavaliere, e qua e là nelle immediate vicinanze del lago, ma non direttamente sulle sponde, ci sono degli agriturismo e dei residences, ma tutto sembra come "inghiottito" o assorbito dal silenzio e dalla natura, e se il paesaggio non è proprio intatto, è comunque considerevolmente meno deturpato di altri.

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- 3 - INTRODUZIONE Il Lazio non è solo Roma. Il Lazio è una regione ricca di luoghi di grande fascino e di grande interesse storico, archeologico, artistico, naturalistico e paesaggistico. Vi si trovano infatti innumerevoli rocche, castelli, borghi, ville storiche, aree protette fluviali e lacustri; piccoli grandi paradisi. Mentre, ad esempio, le vicine regioni Umbria e Toscana godono di una forte identità turistica regionale, anche (o forse soprattutto) a livello internazionale, il Lazio si potrebbe dire che vive all'ombra dell'Urbe, tanto imponente nella sua unicità e grandezza. Il mio lavoro di ricerca geografico-storica voleva quindi indirizzarsi verso uno dei piccoli tesori nascosti di questa regione. Essendo affascinata dal binomio paesaggistico borgo storico/riserva naturale lacustre, la scelta è caduta prima sul Viterbese in generale, quindi l'Alto Lazio o la Tuscia storica, a seconda di come lo si vuole chiamare, che offriva spunti molto interessanti fra i laghi, le necropoli etrusche e i castelli delle grandi famiglie baronali romane, e poi, per logica concentrica, a restringere il quadro per una tesi di laurea di base, sul lago di Vico e i suoi interessanti dintorni. Questo lago si differenzia dagli altri nelle immediate vicinanze - Bracciano, Bolsena, o allargando il cerchio anche il Trasimeno - oltre che per la forma a ferro di cavallo e non circolare, soprattutto per la solitudine e il silenzio; le sue coste non sono edificate, a ridosso delle acque non ci sono paesi, non esiste un lungo lago pavimentato, asfaltato o, per intendersi, "urbano". Solo sul versante meridionale, presso Ronciglione, c'è la zona residenziale di ville di Poggio Cavaliere, e qua e là nelle immediate vicinanze del lago, ma non direttamente sulle sponde, ci sono degli agriturismo e dei residences, ma tutto sembra come "inghiottito" o assorbito dal silenzio e dalla natura, e se il paesaggio non è proprio intatto, è comunque considerevolmente meno deturpato di altri.

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geologia
urbanistica
storia dell'architettura
storia dell'arte
monti cimini
riserva naturale
caprarola
lago di vico
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