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Il vissuto depressivo nella famiglia del paziente oncologico pediatrico affetto da patologia cronica

L’obiettivo del presente lavoro è verificare la presenza di vissuti depressivi nei pazienti oncologico-pediatrici e nei loro genitori, al fine di stabilire se vi è una correlazione. Si è proceduto con la somministrazione di due diversi questionari self-report per entrambi i gruppi di soggetti: è stato dato il CDI (Children Depression Inventory) a 36 pazienti (20 femmine e 16 maschi) del reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico “S.Orsola-Malpighi” di Bologna e il SQ (Symptom Questionnaire) a 52 genitori (32 madri e 20 padri).
Per quanto riguarda l’analisi dei dati, è stato utilizzato il software SPSS (Statistical Package for Social Sciences) adottando il coefficiente di correlazione di Pearson. Dai risultati emerge chiaramente la mancanza di una correlazione tra depressione nel paziente e sintomi depressivi nel genitore. Dei 36 soggetti, nessuno, infatti, può essere considerato depresso, a differenza dei genitori che dimostrano invece punteggi al limite della patologia, in particolare un vissuto ansioso-depressivo con una forte somatizzazione da parte dei padri. Nonostante ciò sembri non ripercuotersi sul vissuto dei pazienti, almeno nel breve termine, si deduce la necessità di interventi urgenti e mirati per questi genitori visibilmente sofferenti, anche per aiutarli a prendersi meglio cura dei propri figli.

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4 INTRODUZIONE L’idea di scrivere una tesi sui bambini e sugli adolescenti malati di tumore e sulle loro famiglie è nata dalla mia esperienza nell’Ambulatorio di Psicologia, Psicopatologia e Psicoterapia del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Orsola-Malpighi” di Bologna, dove ho avuto l’opportunità di svolgere, dal 14 marzo al 31 maggio 2012, un tirocinio curriculare di 300 ore sotto la supervisione della Dott.ssa Dorella Scarponi, medico-psichiatra e psicoterapeuta del suddetto reparto. Durante tale periodo ho cercato di rilevare la presenza di sintomi depressivi nei pazienti e nei loro genitori e, in secondo luogo, di verificare se vi fosse una correlazione. Gli studi finora condotti hanno dimostrato una correlazione bidirezionale tra depressione nel paziente oncologico pediatrico affetto da patologia cronico-mortale e il caregiver primario, ma non si è ancora in grado di capire chi dei due inizia a influenzare l’altro. Tuttavia è assodato che i vissuti depressivi tendono a uniformare la comunicazione e l’espressione delle emozioni all’interno famiglia e che si innesta un circolo vizioso dal quale è difficile uscirne. La depressione tende ad essere mascherata da ansia e sintomi somatici e a non essere espressa verbalmente, soprattutto nel caso dei padri. Nonostante la diversa distribuzione del vissuto depressivo all’interno della coppia genitoriale del paziente oncologico-pediatrico, la famiglia appare satura e lascia entrare e uscire da sè poco o nulla per un discorso difensivo, di coesione interna al sistema stesso che rischia di andare in frantumi a causa della patologia, motivo di profonda crisi e sofferenza. Chiunque si discosti da questa modalità d’azione diventa oggetto di attacchi da parte degli altri membri della famiglia e assume il ruolo di capro espiatorio. Occorre evitare di sottovalutare questo tipo di dinamiche familiari che peggiorano una situazione intrinsecamente già delicata e traumatica, mettendo, tra l’altro, a dura prova anche gli specialisti che si fanno quotidianamente carico dell’assistenza e delle cure. Il lavoro è strutturato in due parti: - la parte teorica presenta il contesto dell’Oncologia pediatrica, con le principali patologie croniche e mortali e con le relative terapie; segue una parte che analizza i vissuti ansioso-depressivi in rapporto a queste patologie e l’effetto che provocano di rimando nei genitori e sull’intera famiglia. Successivamente

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Dylan Priore Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.