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Crowdsourcing e Crowdfunding, analisi del cambiamento delle relazioni tra impresa e mercato.

L'avvento della globalizzazione ha creto una concorrenza molto più forte a livello mondiale. Le imprese nel tempo hanno compreso che il proprio vantaggio competitivo non poteva fondarsi più sulle risorse materiali, legate alla produzione, ma è necessario far leva su asset intangibili strettamente correlati alla conoscenza ottenibile dal mercato, il cosiddetto capitale sociale esterno. Allo scapo di favorire lo scambio e l'incremento di conoscenza, le imprese hanno dovuto riesaminare le proprie strutture organizzative per definire dei confini più flessibili e porosi verso il mercato.
Il ruolo fondamentale, in questo contesto, spetta alla rete e i network, quindi al cosiddetto Web 2.0 attraverso il quale, grazie alla possibilità di favorire l'incontro con soggetti estranei all'impresa, ha permesso di far diventare la partecipazione dal basso un potenziale nuovo modello di business.

Nel presente lavoro di tesi, ripercorrendo le varie fasi dell’evoluzione della concorrenza a livello mondiale, si sono voluti analizzare i fattori economici che hanno determinato un cambiamento delle relazioni tra impresa e mercato per comprendere ed approfondire il recente fenomeno della partecipazione dal basso.
Si partirà dalla globalizzazione che, avendo dato impulso ad una competizione molto più vasta ed agguerrita, ha generato l’esigenza tra le imprese di detenere risorse che permettessero loro di concorrere in modo efficiente e, si vedrà, come lo sviluppo dell’outsourcing abbia provveduto all’inizio dell’eliminazione delle barriere tra impresa e mercato. È a questo punto che inizia a svilupparsi un fenomeno nuovo, in cui si elimina la distanza tra l’impresa ed i suoi clienti e dove i clienti stessi diventano fornitori di idee e investimenti: il Crowdsourcing e il Crowdfunding.
Sarà presentata la nascita, o meglio la formalizzazione del fenomeno per comprendere come, a differenza di quanto si possa pensare, il crowdsourcing e il crowdfunding siano da sempre stati utilizzati; saranno brevemente riportate le esperienze statunitensi e l’approvazione del Jump Our Business Startups Act che ha avviato la legislazione negli Stati Uniti. Si affronterà, quindi, il tema della regolamentazione italiana da poco emanata da parte della Commissione Nazionale per la Società e la Borsa, che colloca il nostro paese all’avanguardia, in quanto il primo a dotarsi di una disciplina strutturata e probabilmente di riferimento per la futura regolamentazione europea.
Saranno illustrati i possibili benefici e limiti della partecipazione dal basso al fine di poterne potenziare e migliorare il funzionamento, per poi presentare e descrivere le piattaforme esistenti in Italia, con un particolare focus sulle caratteristiche che le contraddistinguono le une dalle altre.
Nel terzo capitolo si affronterà un aspetto prettamente di marketing, in cui saranno illustrati le strategie e gli strumenti che gli autori di un progetto dovrebbero utilizzare per realizzare una buona campagna di crowdsourcing e di crowdfunding.
Il quarto ed ultimo capitolo, sarà dedicato all’analisi sperimentale condotta sulle piattaforme di crowdfunding italiane, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza di questo fenomeno emergente e rappresentare il punto di partenza per ulteriori studi futuri.

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1 Introduzione L’analisi della collaborazione della folla, ci permette di comprendere che mettere in condivisione talenti, tempo e risorse non è affatto una novità, ma è qualcosa con cui ci confrontiamo da sempre e ogni giorno. È nella natura dell’uomo unire le forze e dare il proprio contributo per raggiungere un obiettivo comune, anche quando non vi è un interesse personale in gioco. Oggi, questo comportamento si sta configurando sempre di più come un nuovo modo di fare business che, attraverso il superamento di confini ben definiti, sta stravolgendo le classiche relazioni tra impresa e mercato. Soltanto di recente viene riconosciuta al mercato una partecipazione attiva nella creazione di valore per l’organizzazione, sia attraverso il contributo che fornisce al miglioramento della performance aziendale, sia mediante le attività di finanziamento per lo sviluppo di nuovi progetti e costituzione di imprese start-up. In questo contesto sempre più interattivo, è fondamentale per l’impresa possedere una base solida di conoscenze, ma ancor più importante è che le informazioni vengano portate dall’esterno nell’impresa e, successivamente, diffuse all’interno della stessa. Questa attività può avvenire grazie allo sviluppo continuo della tecnologia e delle connessioni e interazioni attraverso i networks, dove la rete agisce come un canale mediante il quale i diversi partners possono condividere il loro sapere. L’aumento della conoscenza in un’organizzazione diviene pertanto fonte di crescita, in quanto arricchisce il patrimonio di competenze e di conseguenza aumenta la competitività dell’impresa. A livello organizzativo, “la conoscenza è l’insieme delle competenze individuali e dei principi organizzativi attraverso i quali le relazioni tra individui, gruppi e membri di un network, sono strutturati e coordinati 1 ” (Zander e Kogut, 1995). 1 Definizione di conoscenza di Zander e Kogut, 1995, nel libro Knowledge Management approcci teorici e strumenti gestionali di Silvia Profili, edizioni FarncoAngeli 2004, pag 17

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Elisa Battisti Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.