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La qualità dei processi in azienda: caratteristiche e finalità del World Class Manufacturing

Questo elaborato prende spunto dal tirocinio curriculare svolto da marzo a luglio presso la società FPT Industrial S.p.A. di Torino, in cui ho avuto la possibilità di vedere applicato il World Class Manufacturing (WCM), un sistema integrato, che attraverso il miglioramento continuo di tutte le prestazioni, l’adozione dei principi della qualità totale, della lean production e della “fabbrica integrata”, porta all’eccellenza dei processi. Per motivi di privacy aziendale riporterò la metodologia principalmente a livello teorico. Il World Class Manufacturing è un sistema di origine giapponese che si compone di dieci pilastri tecnici e manageriali; il metodo prevede l’eliminazione di ogni tipo di spreco e perdita in contemporanea a un incremento qualitativo del prodotto, per rispondere in maniera adeguata alle esigenze di una clientela più esigente per via del fenomeno della globalizzazione. Ogni pilastro tecnico segue un suo percorso di sviluppo articolato per steps ed è prevista l’assegnazione di punteggi alle aziende in base alle performance e ai miglioramenti ottenuti. Essere competitivi producendo a bassi costi ma con flessibilità e qualità è lo scopo del modello; la capacità di un’impresa, in una situazione competitiva così estrema, di generare utili contemporaneamente con gli obiettivi “sociali” è legata all’eccellenza dei processi e alla valorizzazione della risorsa umana; In particolare con questo metodo, una delle innovazioni principali introdotte è la focalizzazione sulla gestione dei costi tramite il Cost Deployment; questo pilastro permette d’individuare le perdite principali e di operare in maniera tale da eliminarle con la logica del miglioramento continuo. Nel suo percorso d’implementazione risultano fondamentali le sette matrici che le aziende redigono per dare avvio all’intero metodo World Class. Il valore di riferimento con cui s’identificano parte degli obiettivi delle aziende World Class è lo zero: zero difetti, zero guasti, zero sprechi, zero scorte di magazzino. Nel mio elaborato ho riportato anche le caratteristiche principali dei vari sistemi antecedenti il World Class Manufacturing, in particolare ho trattato alcune delle differenze avute nel passaggio dal fordismo degli anni ’40 al toyotismo degli anni ’80. Da quel periodo in poi si cominciò a considerare la produzione come un elemento strettamente correlato alle strategie, infatti, le aziende giapponesi la integrarono con le loro strategie di produrre con alta qualità a costi ridotti, con finanziamenti competenti e con elevata attenzione al mercato. Si abbandonò il concetto di produzione di massa per avvicinarsi il più possibile al cliente e produrre quasi in modo personalizzato. In passato le imprese ragionavano secondo l’ottica del trade-off, privilegiavano determinati aspetti a scapito di altri, penalizzando la qualità, concetto fondamentale delle aziende World Class; in particolare si sosteneva che la qualità avesse un costo eccessivo e che il fermo macchina in realtà rappresentasse un’opportunità per eliminare le cause croniche di difetti/errori. Produrre, seguendo tale logica, portava a perdite notevoli, totalmente in contrasto con quanto dettato dai principi World Class. La strategia migliore, perseguita attualmente, consiste nel miglioramento continuo globale, le altre aziende perseguono le stesse strategie di servizio al cliente, ma quelle World Class son più ambiziose e mettono in pratica le strategie in maniera precisa.

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    8     Introduzione: Il presente elaborato inserisce in un contesto economico in continuo mutamento, conseguenze non solo economiche ma anche sociali. hanno cominciato ad apportare modifiche relative alle condizioni di lavoro, ai rapporti sindacali e ai sistemi di produzione, con riflessi a livello personale e lavorativo. Questa evoluzione gira intorno a una delle tematiche più discusse di sempre, i pro e i contro del fenomeno riconosciuto sotto il nome di . Le imprese giapponesi riuscirono a dimostrare che produrre con a discapito di tutte le imprese occidentali. I prodotti giapponesi, inizialmente non apprezzati, portarono diventarono leader in moltissimi settori, dalla tecnologia al manifatturiero. I giapponesi stabilirono il loro modo di produrre in Occidente, dove incominciarono a firmare accordi con il Giappone stesso per tutelare le proprie posizioni sul mercato: moto (Honda), auto (Toyota), macchine fotografiche, cd sono solo alcuni degli esempi del loro operato. Una delle cause del declino delle imprese americane fu riconosciuta negli errori del management; questi ultimi risultavano poco sensibili alla gestione delle scorte, provenivano da funzioni diverse rispetto a quella produttiva (legale, finanza) e inoltre erano troppo orientati al breve periodo spinti dai mercati finanziari. I numerosi manager e studiosi europei poterono approfondire le metodologie giapponesi, costatando che il loro modo di produrre era incentrato sulla qualità tota organizzazione e sul just-in-time. Citando una dichiarazione di Schonberger (studioso del World Class Manufacturing), piccoli problemi nell imparare le nostre tecniche produttive, noi ne avremo altrettante nell imparare le loro Occidente non è stato facile da gestire, soprattutto per via di una cultura e delle

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Marco Barbati Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2545 click dal 06/12/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.