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"Decreto Interministeriale 30 Novembre 2012" Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi: esame normativo ed indicazioni operative

Ho ritenuto interessante scegliere il D.I. 30 Novembre 2012 come argomento di tesi per le seguenti motivazioni: la percezione che i dettami della normativa in materia di salute e sicurezza siano in larga parte elusi dalla piccola e micro impresa con conseguente maggior incidenza in termini di infortuni e malattie professionali; il recente superamento della pratica dell’autocertificazione nella valutazione dei rischi nelle imprese con meno di 10 dipendenti per opera del D.I. 30 Novembre 2012.
La consolidata percezione, che nel lavoro di tesi si cerca di documentare oggettivamente, di un più elevato tasso infortunistico nella piccola e micro azienda merita una grande attenzione e lo strumento della procedura standardizzata nella valutazione dei rischi, specificatamente proposto per questo ambito produttivo, può rappresentare uno strumento molto efficace per ridurre il divario tra la media e grande impresa, maggiormente strutturata in materia di salute e sicurezza e la piccola impresa che finora è stata poco coinvolta dai cambiamenti introdotti dal recepimento delle numerose direttive comunitarie recepite nel nostro Paese dal 1994 in poi.
Lo strumento proposto con il D.I. 30 Novembre 2012 non può essere un’occasione mancata; esso si affaccia sulla scena della prevenzione 18 anni dopo l’obbligo dell’esaustiva valutazione dei rischi richiesta alle aziende con più di 10 lavoratori fin dal 1994 e dopo che il nostro Paese è stato sanzionato dalla Commissione Europea per il mancato recepimento di direttive che sollecitavano un più tempestivo intervento in questo ambito. La valutazione dei rischi con procedura standardizzata non deve tradursi in un aggravio di obblighi per la piccola e micro impresa che da sempre rappresenta un fortissimo elemento di vitalità dell’economia Italiana ma uno strumento per prima cosa utile alle aziende per coniugare al meglio produzione e sicurezza come è del resto richiesto a tutto il restante mondo produttivo. Coniugare semplicità di applicazione ed il raggiungimento di importanti obiettivi prevenzionistici può essere possibile se a questo tema verranno dedicati gli sforzi necessari e non ci si limiterà solo al raggiungimento di risultati formali.
Il fine principale delle “procedure standardizzate” è quello di indicare il modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. L’intento è quello di standardizzare il documento di valutazione dei rischi, definito come DVRS, rispetto all’ordinaria redazione.

Per la sperimentazione delle “procedure standardizzate” è stata simulata l’applicazione del DVRS presso un’azienda zootecnica del territorio Pavese. Lo scopo di questa verifica è determinato dalle necessità di realizzare un’applicazione pratica e concreta da sperimentare sul campo ricercando anche la comprensione e la condivisione dell’imprenditore agricolo.
L’azienda considerata nello specifico rappresenta un esempio avanzato di micro impresa, oltre a disporre di tecnologia e di pratiche produttive innovative, è presente da parte del DL una profonda cultura della sicurezza e la decisa volontà di controllare al meglio la produzione in funzione della tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Concludendo, questo strumento pensato appositamente per le aziende fino a 10 lavoratori, colma un ritardo che si è protratto troppo a lungo, come sottolineato dalla Commissione Europea con l’attivazione di una procedura d’infrazione. Il D.I. 30 Novembre 2012 è un primo importante passo che infrange una carenza durata 18 anni e forse questo lungo ritardo è in parte responsabile della minore tutela fino ad ora attuata nella micro e piccola impresa, come dimostrano i più elevati tassi infortunistici che affliggono queste tipologie di aziende.
Con la piena attuazione del D.Lgs. 81/08; la definizione, con i recenti accordi Stato-Regioni, delle necessità formative, stabilite con esattezza, sia per i livelli di rischio delle aziende sia per i livelli gerarchici dei diversi soggetti considerati e l’avvio di un processo di sperimentazione per la redazione di procedure standardizzate per la valutazione dei rischi si pongono le basi per poter colmare il sostanziale divario esistente tra le micro e piccole imprese ed il resto del mondo produttivo.
Questo impegno non potrà non avere effetti sullo sviluppo complessivo di una cultura della sicurezza nel mondo del lavoro e nel determinare una riduzione dei tassi infortunistici in particolare là dove essi sono oggi più elevati.

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4 INTRODUZIONE “Perché abbiamo ritenuto interessante scegliere il D.I. 30 Novembre 2012 come argomento di tesi?” La scelta dell’argomento di tesi scaturisce da due fattori:  la percezione che i dettami della normativa in materia di salute e sicurezza siano in larga parte elusi dalla piccola e micro impresa con conseguente maggior incidenza in termini di infortuni e malattie professionali;  il recente superamento della pratica dell’autocertificazione nella valutazione dei rischi nelle imprese con meno di 10 dipendenti per opera del D.I. 30 Novembre 2012. La consolidata percezione, che nel lavoro di tesi cercheremo di documentare oggettivamente, di un più elevato tasso infortunistico nella piccola e micro azienda merita una grande attenzione e lo strumento della procedura standardizzata nella valutazione dei rischi, specificatamente proposto per questo ambito produttivo, può rappresentare uno strumento molto efficace per ridurre il divario tra la media e grande impresa, maggiormente strutturata in materia di salute e sicurezza e la piccola impresa che finora è stata poco coinvolta dai cambiamenti introdotti dal recepimento delle numerose direttive comunitarie recepite nel nostro Paese dal 1994 in poi. Lo strumento proposto con il D.I. 30 Novembre 2012 non può essere un’occasione mancata; esso si affaccia sulla scena della prevenzione 18 anni dopo l’obbligo dell’esaustiva valutazione dei rischi richiesta alle aziende con più di 10 lavoratori fin dal 1994 e dopo che il nostro Paese è stato sanzionato dalla Commissione Europea per il mancato recepimento di direttive che sollecitavano un più tempestivo intervento in questo ambito. La valutazione dei rischi con procedura standardizzata non deve tradursi in un aggravio di obblighi per la piccola e micro impresa che da sempre rappresenta un fortissimo elemento di vitalità dell’economia Italiana ma uno strumento per prima cosa utile alle aziende per coniugare al meglio produzione e sicurezza come è del resto richiesto a tutto il restante mondo produttivo. Coniugare semplicità di applicazione ed il raggiungimento di importanti obiettivi prevenzionistici può essere possibile se a questo tema verranno dedicati gli sforzi necessari e non ci si limiterà solo al raggiungimento di risultati formali.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Alessandro Capoccia Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.