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Il principio di mutualità prevalente nelle cooperative e la normativa delle agevolazioni fiscali

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Calimera
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Egidio Marotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 21

Nel presente lavoro si è voluto analizzare l'evoluzione dell'ordinamento positivo in tema di cooperazione, partendo dall'analisi del dettato dell'art. 45 della Costituzione Italiana. Nel terzo capito si è tracciato un profilo dell'evoluzione normativa in tema di agevolazioni fiscali, dai primi anni del Regno d'Italia per arrivare ai provvedimenti legislativi emanati a cavallo dei primi anni'70 dopo la riforma del sistema tributario nazionale.

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3 I. Introduzione. Il fenomeno della cooperazione nasce in Inghilterra, nella prima metà del XIX secolo, con la fondazione della società dei probi pionieri di Rochdale 1 . La finalità di questa cooperativa di consumo era quella di offrire ai lavoratori delle fabbriche tessili di Manchester generi alimentari di qualità, ad un prezzo contenuto, garantendo la difesa del potere d’acquisto del salario del socio lavoratore. Sull’esempio dell’esperienza inglese, anche nell’Europa continentale nascono le prime cooperative 2 . In Italia, nel 1853 a Torino, viene fondato il Magazzino di previdenza, una cooperativa di consumo basata sul modello della società dei probi pionieri di Rochdale, grazie all’Associazione generale degli operai. Negli anni successivi altre cooperative di consumo nascono a Biella, Alessandria e Vigevano mentre nel 1856 nasce ad Altare (Savona), l’Associazione artistico – vetraria, prima forma italiana di cooperativa di produzione e lavoro. Nel nostro Paese sono gli anni della guerre risorgimentali, dell’esperienza della Repubblica Romana del triumvirato Armellini – Mazzini - Saffi e della spedizione dei mille di Garibaldi. Uno dei protagonisti del risorgimento italiano, Giuseppe Mazzini, vide con favore, forme associative caratterizzate dall’unione del capitale e del lavoro nelle stesse mani 3 e le esaltò sostenendo che queste avrebbero aiutato il lavoratore salariato ad 1 Prima iniziativa economica caratterizzata da principi cooperati visti. Essi sono: 1) Apoliticità: diritto del socio di non essere escluso o non ammesso per motivi politici o religiosi 2) Porta aperta: l’ingresso nella cooperativa è rivolto a chiunque sia in possesso dei requisiti per diventare socio e abbia la volontà di diventarlo 3) Controllo democratico: pari diritto di voto in capo a ciascun socio a prescindere dalla quantità di denaro investito. Questi principi sono tutt’ora l’asse portante del movimento cooperativo internazionale. 2 In Germania nascono le prime cooperative di credito. Le Schultze - Delitsch nelle aree urbane e le Raiffeisen nelle aree rurali. Queste cooperative costituivano un canale del credito per categorie di lavoratori quali: artigiani, piccoli commercianti e agricoltori. 3 G. MAZZINI, I doveri dell’uomo, Napoli, 1860 pp. 106 – 128: “Il rimedio alle vostre condizioni è l’unione del capitale e del lavoro nelle stesse mani. Quando l’uomo sarà produttore e consumatore – quando i frutti del lavoro rimarranno interi al lavoro le cagioni di miseria spariranno per voi. Il vostro avvenire è nella vostra emancipazione dalle esigenze di un capitale arbitro oggi di una produzione alla quale rimane straniero. Ovunque voi trovate il capitale e il lavoro nelle stesse mani – ovunque i frutti del lavoro sono, ripartiti fra quanti lavorano, in ragione del loro aumento, in ragione dei loro benefizi dell’opera collettiva – voi trovate diminuzione di miseria e a un tempo aumento di moralità. Nel Cantone di Zurigo, nell’Engadina, in molte

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Parole chiave

costituzione
cooperazione
agevolazioni
esenzioni
mutualità
art. 45

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