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L'effetto dei visitatori sul comportamento di Lemur catta in un'area 'walk-through'

Questo lavoro ha permesso di indagare il comportamento del gruppo di Lemur catta ospitato presso il Bioparco Zoom di Cumiana (To), e di individuare la presenza di eventuali differenze esibite dagli animali, in presenza e in assenza di visitatori. A Zoom i lemuri hanno la possibilità di muoversi liberamente in tutta l'area a essi dedicata e al tempo stesso il visitatore ha modo di osservarli camminare a pochi centimetri da sé.
Lo studio è stato compiuto tra il 20 giugno 2012 e il 25 novembre 2012. I soggetti sono stati seguiti sia la mattina, sia il pomeriggio, sia in presenza sia in assenza dei visitatori. Le osservazioni sono state condotte con sessioni di quindici minuti ognuna. Ogni giorno è stato modificato l’ordine degli individui analizzati, in modo da avere un campionamento soddisfacente per ognuno di essi, in tutte le ore della giornata. Conclusa la raccolta dati, grazie all’utilizzo del software BORIS (Università di Torino), si è ottenuta la cronologia dei comportamenti esibiti da ogni lemure nella sessione giornaliera con i relativi time budget dai quali si sono ricavati i time budget complessivi di ogni individuo, in presenza e in assenza di visitatori. L'analisi sequenziale ha permesso di determinare quali fossero i comportamenti che comparivano in sequenza e le sequenze comportamentali che mostravano relazioni statisticamente significative. In entrambi i sessi, sia in presenza sia in assenza di visitatori, la sequenza comportamentale più frequente è vede nell’ordine Watching e Sitting. Esaminando il time budget complessivo dei soggetti si è osservato come i maschi dormano significativamente di più rispetto alle femmine. É anche emerso che Climbing, Running e Marking vengono esibiti con maggiore frequenza in assenza di visitatori piuttosto che in loro presenza.
Questo studio ha permesso di incrementare le conoscenze sugli effetti che i visitatori potrebbero avere sul comportamento di Lemur catta, nel caso specifico in un exhibit walk-through. Contrariamente a quanto osservato in precedenti studi sui lemuri, la presenza dei visitatori non causa l’incremento di comportamenti (ad esempio quelli aggressivi) che possano essere indicatori diretti di stress.

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6 1.1 IL MADAGASCAR 1.1.1 Geologia del Madagascar Il Madagascar, da un punto di vista prettamente geologico, deriva dal continente australe chiamato Gondwana, formatosi all'inizio dell'era Paleozoica. Centottanta milioni di anni fa, questo grande continente, iniziò a frammentarsi originando l'Africa, il Sud America, l'Australia, l'India e l'Antartide. Intorno ai centocinquanta milioni di anni fa il Madagascar, ancora unito all'India, ha incominciato a separarsi dal resto del continente africano, spinto verso sud dai movimenti tettonici in atto. Il distacco totale dall'Africa avvenne intorno a centoventi milioni di anni fa (Rabinowitz et al., 1983). La fauna del Madagascar si è quindi evoluta in isolamento, dalla frattura del super continente Gondwana, portando così ad una composizione piuttosto insolita, con un numero ristretto dei taxa a livello tassonomico più alto ma ad una maggiore diversità dei livelli tassonomici più bassi. Questo pattern è piuttosto evidente tra i mammiferi terrestri dell'isola, in cui soltanto gli ordini Primates, Rodentia, Carnivora e Insectivora sono rappresentati (Tattersall, 2004). E' molto probabile che l'isola abbia assunto l'attuale posizione all'inizio del Cretaceo e che dal Giurassico medio non fosse più connessa all'Africa. Intorno ai novanta milioni di anni fa il sub-continente indiano si staccò dal Madagascar a Nord-Est fino ad impattare con il continente asiatico, originando la catena dell'Himalaya (Storey et al., 1995; Briggs, 2003). Poiché il Madagascar si è spostato nel tempo a latitudini più settentrionali, la foresta spinosa del sud rappresenterebbe la tipologia originale di vegetazione, da cui si sono diversificate la foresta decidua e poi quella tropicale. Attualmente le foreste appaiono molto frammentate, con un numero maggiore di patch stabili separati da quei fiumi le cui sorgenti sgorgano, a circa 1.500 m s.l.m. sull'altopiano centrale. Per ogni residuo forestale s'individuano dalle 6 alle 13 specie di lemuri (Wilmé et al. 2006; Mittermeier et al. 2012).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Benedetta Lo Cicero Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.