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Risorse di conoscenza e processi d'innovazione. Il caso Sema Group

Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Barba
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Lucio Sicca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 190

In un periodo come quello attuale in cui i mercati diventano globali e la pressione competitiva supera i confini settoriali, la conoscenza rappresenta una risorsa fondamentale per l'attività delle imprese e per la costruzione di vantaggi competitivi difendibili. Nell’odierna “società della conoscenza”, competere assume il significato di apprendere più efficacemente dei concorrenti, ossia di essere in grado di estrarre conoscenza dalle esperienze che quotidianamente si realizzano nella gestione d’impresa e sfruttare il patrimonio accumulato come potenziale per sviluppare la base di conoscenza che l’impresa intende detenere in futuro. Tuttavia, la capacità di creare conoscenza richiede il raggiungimento di un bilanciamento tra le pressioni che, attraverso la struttura, mirano a regolare le attività in maniera sistematica e la necessità di “caos” che incoraggia la creatività e l’innovazione. Il meccanismo di creazione di conoscenza costituisce insieme la condizione e il motore dell’innovazione; la leva su cui l’impresa può agire per sostenere il vantaggio competitivo sta nella capacità strategica di utilizzare, accumulare, condividere e creare nuova conoscenza in modo continuo e ripetuto in un processo dinamico. Solo in questi termini la gestione delle risorse di conoscenza può essere considerata una leva di business. Se essa, infatti, consiste in un profondo rinnovamento culturale che investe tutta l’azienda nelle dinamiche interne dell’organizzazione al fine di capitalizzare il know-how, conoscenze di relazione e di contesto e patrimonio intellettuale, allora il suo obiettivo principale si traduce nel costante miglioramento del prodotto/servizio in cui s’incorpora il know-how aziendale, attraverso un processo di elaborazione intelligente delle risorse disponibili e degli input esterni che apra la strada all’innovazione.
In questo contesto si è sviluppata in ambito aziendale una particolare attenzione al tema della conoscenza; a livello di riflessione teorica si evidenziano, in parallelo, approfondimenti sulle modalità con cui si realizzano i processi di creazione di conoscenza e si definiscono i meccanismi che possono consentire alle organizzazioni di gestire e di utilizzare con efficacia tale risorsa. I processi aziendali che si affermano come strategici sono quelli di sperimentazione e creazione di nuovi concetti, nonché di realizzazione di nuovi prodotti/servizi sulla base di tali concetti. Proprio il processo di sviluppo di nuovi prodotti costituisce l’aspetto centrale della creazione di nuova conoscenza organizzativa e deve perciò rispondere a questa prerogativa strutturandosi secondo logiche nuove. Infatti, per la molteplicità di competenze e attività “non di routine” che mette in gioco, tale processo risulta uno dei contesti in cui le conoscenze sono maggiormente suscettibili di assumere una pluralità di significati. La crescente complessità, non permettendo di adattare il processo innovativo alle istanze ambientali, porta a focalizzare l’attenzione manageriale verso attività di sperimentazione per alimentare in modo continuativo la generazione di nuova conoscenza e di nuove idee. E in questo panorama, l’organizzazione per team di progetto viene considerata quale principale soluzione per la realizzazione del processo
innovativo. I membri del team, infatti, rappresentano quelle persone che realmente e concretamente trasformano idee vaghe, concetti e specifiche di prodotto nel progetto di un prodotto innovativo sviluppando il potenziale di conoscenza che risulta dalla combinazione dei patrimoni di conoscenza di cui essi sono portatori.
Il metodo di ricerca adottato per affrontare in quest’ottica la gestione della risorsa di conoscenza finalizzata allo sviluppo di nuovi prodotti si rispecchia nella struttura finale conferita al lavoro. Esso, infatti, è organizzato in due parti. Nella prima parte, comprendente i primi tre capitoli, è stata svolta un’analisi teorica finalizzata ad una rassegna critica e interpretativa della letteratura esistente sul tema della conoscenza come risorsa strategica per indirizzare il management e l’organizzazione del processo innovativo. Nella seconda parte è stata svolta una ricerca su un’impresa internazionale operante nel nostro Paese, volta ad indagare alcune delle tematiche emerse dall’analisi teorica. Più precisamente, nel primo capitolo viene effettuata un’analisi della risorsa di conoscenza a partire dall’approccio resource-based, considerato come fondamentale momento di rottura rispetto agli approcci tradizionali indirizzati all’evoluzione dell’interfaccia strategia-ambiente competitivo.

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1 Nota metodologica In un periodo come quello attuale in cui i mercati diventano globali e la pressione competitiva supera i confini settoriali, la conoscenza rappresenta una risorsa fondamentale per l'attività delle imprese e per la costruzione di vantaggi competitivi difendibili. Nell’odierna “società della conoscenza”, competere assume il significato di apprendere più efficacemente dei concorrenti, ossia di essere in grado di estrarre conoscenza dalle esperienze che quotidianamente si realizzano nella gestione d’impresa e sfruttare il patrimonio accumulato come potenziale per sviluppare la base di conoscenza che l’impresa intende detenere in futuro. Tuttavia, la capacità di creare conoscenza richiede il raggiungimento di un bilanciamento tra le pressioni che, attraverso la struttura, mirano a regolare le attività in maniera sistematica e la necessità di “caos” che incoraggia la creatività e l’innovazione. Il meccanismo di creazione di conoscenza costituisce insieme la condizione e il motore dell’innovazione; la leva su cui l’impresa può agire per sostenere il vantaggio competitivo sta nella capacità strategica di utilizzare, accumulare, condividere e creare nuova conoscenza in modo continuo e ripetuto in un processo dinamico. Solo in questi termini la gestione delle risorse di conoscenza può essere considerata una leva di business. Se essa, infatti, consiste in un profondo rinnovamento culturale che investe tutta l’azienda nelle dinamiche interne dell’organizzazione al fine di capitalizzare il know-how, conoscenze di relazione e di contesto e patrimonio intellettuale, allora il suo obiettivo principale si traduce nel costante miglioramento del prodotto/servizio in cui s’incorpora il know-how aziendale, attraverso un processo di elaborazione intelligente delle risorse disponibili e degli input esterni che apra la strada all’innovazione. In questo contesto si è sviluppata in ambito aziendale una particolare attenzione al tema della conoscenza; a livello di riflessione teorica si evidenziano, in parallelo, approfondimenti sulle modalità con cui si realizzano i processi di creazione di conoscenza e si definiscono i meccanismi che possono consentire alle organizzazioni di gestire e di utilizzare con efficacia tale risorsa. I processi aziendali che si affermano come strategici sono quelli di sperimentazione e

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